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Come vorrei essere più soddisfatto della mia città...

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Come vorrei essere più soddisfatto della mia città...

Nelle ultime settimane i media locali hanno evidenziato problematiche nella programmazione: mi fa piacere non essere solo nel criticare (talvolta stigmatizzare) alcuni comportamenti di chi ci governa, confidando che tali segnalazioni colpiscano l'attenzione degli interlocutori.

 

Se la provincia di Arezzo, quale istituzione, vive un momento particolare e quindi si può comprendere una incertezza delle sue attività correnti, anche se qualche assessore non perde occasione per fare un passaggio in televisione, certamente l'opera del comune di Arezzo (che non è inficiata da problemi istituzionali o elettorali) continua ad essere assolutamente insoddisfacente sotto il profilo della programmazione.

Solo pochi giorni fa avevo evidenziato come nell'ambito dei servizi per l'infanzia sia necessaria una profonda riflessione, una serena presa d'atto, ricevendo disponibilità ad approfondimenti. 

Contestualmente indicavo come le nomine sulle partecipate prestassero il fianco a numerose critiche, senza trascurare il disordine sugli impianti teatrali in città, sull'utilizzo del parcheggio Mecenate, sul disastro piste ciclabili. Avevo a suo tempo anche richiamato l'attenzione sulla ristrutturazione delle “logge del grano”: il prossimo flop.

Tutti argomenti, adesso sotto i riflettori della città e dei media, che confermano come certe opere non abbiano né capo né coda, ossia vengano portate avanti senza nessuna pianificazione o confronto con i cittadini.  

Lo stiamo già vivendo con la cosiddetta “casa dell'energia”, un regalo di Coingas/Estra (gestione di Ciolfi) a spese della utenza cittadina: quest'opera, praticamente completata, non trova soggetti interessati a prenderla in gestione. In questo caso avremmo una opera morta in piena città, quasi un ideale raccordo, un tutt'uno architettonico fra il boulevard ed il parcheggio Baldaccio. Timori simili vengono espressi sulla destinazione delle “Logge del grano”, a lavori già partiti; per il futuro del parcheggio Mecenate (la sora Camilla sembra che tutti la vogliano, ma di verità nessuno la piglia) ed altre amenità.

Se il comune di Arezzo pensa di guadagnare autorevolezza perché capace di spendere soldi messi a disposizione dai bandi (europei o regionali sempre di soldi nostri si tratta), non pensi così di fare la sua fortuna.

Tutte queste opere richiedono comunque investimenti propri del comune e che quindi vanno a sottrarre risorse per servizi ed interventi fondamentali per la vita quotidiana dei cittadini. Anche il mancato finanziamento al polo espositivo di Arezzo non è un bel segnale: quell'opera va completata, per la città e le imprese.

È una continua politica dell'annuncio, utilizzata da secoli nella gestione della cosa pubblica e che ha trovato notevole espressione con Berlusconi. Ma in questo non fu certo un gran maestro e degli epigoni ne faremmo volentieri a meno.

Non ho invece capito un bel niente del ciclo di gestione dei rifiuti che riguarda direttamente il nostro (soldi nostri) inceneritore di San Zeno, però il PD in comune ha votato compatto un provvedimento che pochi consiglieri hanno potuto comprendere fino in fondo. Nemmeno l’opposizione!  

Quando dai soldi di origine pubblica non viene niente al cittadino, c'è di che essere critici. Infatti certi esborsi provocano una riduzione dei servizi a noi tutti destinati, a maggior ragione se i premi sono inversamente proporzionali alla validità dei risultati. Da questo la mia attenzione su comune, provincia, regione, società ex-municipalizzate, enti fiera. Esaminiamo per esempio gli incarichi politici comunali: per la drastica riduzione degli emolumenti degli ultimi anni, essere eletti è sempre più una missione, volendo mettersi al servizio degli altri per il meglio.

Un consigliere percepisce € 36 lordi per ogni commissione o consiglio cui è chiamato a partecipare, il sindaco circa € 5.000 lordi al mese, vice sindaco e assessori circa € 3.000 lordi al mese, idem il presidente del consiglio comunale. 

Potrei essere più preciso se sul sito del comune di Arezzo avessi trovato la tabella prevista per legge.

A parere mio, la retribuzione non è commisurata all'impegno, se ti ci dedichi.

Un consigliere di vera minoranza, rimette certamente del suo.

Faccio fatica a capire perché una persona che ha un reddito elevato si metta in gara per  cariche o assessorati: anche in giunta ad Arezzo ci sono almeno tre persone che guadagnerebbero molto di più con la loro professione. In altri casi l'incarico da assessore serve a retribuire l'impegno nel partito che ce li ha messi.

Mi stupisce invece (e anche parecchio) che queste persone assumano dirigenti che costano fino a 10 volte il loro compenso. Ci sono numerosi dirigenti che oscillano fra i 100.000 e 200.000 euro all'anno.

Hanno appena deliberato, unanimi, i criteri per la pesatura (parola loro, non è una mia battuta) dei dirigenti. Magari premieranno anche chi ha consentito la spesa per le colonnine nella parte alta della città, ma soprattutto per posizionarle al limitare della piazza del comune, spezzando una piazza che è sempre stata un unicum, mentre adesso è sorta una barriera fra potere temporale e potere secolare: il muro di Arezzo! 

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