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Nuove Acque, la prima goccia del rinnovamento del sistema dei servizi pubblici

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Nuove Acque, la prima goccia del rinnovamento del sistema dei servizi pubblici

Dichiarazione del capogruppo Pd, Matteo Bracciali a sostegno della candidatura di Beppe Caroti alla presidenza di Nuove Acque.

 

La riflessione del Sindaco Fanfani è pienamente condivisibile. Nuove Acque può e deve diventare l’azienda simbolo di una nuova pagina della gestione dei servizi pubblici. Giusta la considerazione del Sindaco sugli uomini: occorre un rinnovamento che sia nel segno del referendum, delle aspettative dei cittadini, di una logica di reale ed efficace controllo della parte pubblica nella gestione dei servizi.

Condivisibile, quindi, la proposta di Giuseppe Caroti che, mi auguro, possa diventare idea di tutti i Sindaci che fanno parte dell’Assemblea dei soci di Nuove Acque. Arezzo ha una posizione di riferimento ma è evidente che le trasformazioni alle quali lavoriamo possono concretizzarsi solo in un quadro fortemente unitario e condiviso.

Ma se Nuove Acque rappresenta una pagina nuova, è il momento giusto per cominciare a scrivere anche le altre. E’ una scelta non solo necessaria ma obbligatoria in considerazione delle profonde trasformazioni in atto. Abbiamo ormai società per azioni di livello interprovinciale (Estra e Progetto 6), aziende che sono il frutto delle esperienze consortili degli anni settanta (Coingas) ed aziende in situazioni particolari come Aisa per la quale abbiamo operato in Consiglio una divisione indispensabile e finalizzata esclusivamente alla salvaguardia del patrimonio del Comune e quindi dei cittadini. 

Un quadro frammentato e in forte movimento che deve essere ricondotto ad unità. Penso al controllo e quindi alla maggioranza pubblica delle società ed alla riduzione del numero delle aziende per il raggiungimento della massima efficienza imprenditoriale che si possa tradurre  in forte qualità e in costi compatibili dei servizi per i cittadini. Penso, naturalmente, anche ad una nuova classe dirigente dell’intero sistema.

Il futuro di queste aziende dovrà essere pensato con questi criteri, quindi vogliamo guidare questo percorso verso la semplificazione ed l’aggregazione delle aziende di proprietà pubblica.

Abbiamo quindi di fronte un grande impegno che non si limita ad alcuni aggiustamenti. Siamo chiamati a disegnare un nuovo sistema dei servizi pubblici locali in considerazione del fatto che quello delineato tra gli anni settanta e novanta è ormai giunto a maturazione.

 

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