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Fermiamo il declino: occorrono solamente senso comune e realismo

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Fermiamo il declino: occorrono solamente senso comune e realismo

 

Non ci sono più parole per descrivere lo stato in cui versa l’Italia, economico, sociale e politico. Ormai ci sono i numeri, impietosi, che ne illustrano il declino.

Molte parole invece, di protesta, di indignazione e a volte di vero disgusto, si spendono ancora. Non solo riferite agli scandali e alle ruberie o alla inconcludente incapacità politica della vecchia classe politica che ha dominato l’ultimo ventennio, ma in particolare alla impenitente sicumera con cui, ancora una volta, si cerca di perpetuare uno schema fallimentare.

E cosa si aspettano tutti coloro che non provano più il piacere e il dovere dell’impegno civile e politico, che vorrebbero veder rappresentata da una seria offerta politica la loro sete di riscatto nazionale? Si aspettano persone nuove e facce e competenza ed autorevolezza; si aspettano, non solo gli show comici e cafoni di Grillo e nemmeno soltanto il coraggio e la verve popolare di Renzi. Certo Grillo sta facendo la sua opera di annichilimento dell’ancien regime e riuscirà a portare in parlamento gente nuova e giovane; certo Renzi sta conducendo una battaglia dirompente dentro il suo partito, proponendo novità anche sul versante delle proposte. Ma da un lato Grillo dice troppe stupidaggini populiste e dall’altro Renzi è palesemente dentro una contraddittoria nassa: la sinistra in Italia non è liberale quanto lui o pochi altri dentro quel calderone di idee incommensurabili. Insomma anche questo positivo fermento non ci illustra nessuna possibilità di portare al governo del Paese buone e pragmatiche idee.

In questo scenario credo doveroso aprire le orecchie e gli occhi di fronte ad ogni proposta coerente ed efficace sia sul versante programmatico sia su quello delle qualità dei singoli protagonisti. A questo proposito sarò certamente uno del pubblico Domenica prossima alle 11,oo al Caffè dei Costanti alla presentazione di Fermare il Declino. Ci sarà Michele Boldrin, noto economista e fondatore insieme a Oscar Giannino e Luigi Zingales , del movimento Fermare il Declino. Questo movimento in tre mesi, fuori dal battage mediatico, ha visto l’adesione di oltre trentamila persone on-line. Il loro manifesto si articola in una sintesi di dieci puntuali proposte. I tre pilastri fondamentali non sono originali quanto lo è la capacità di rappresentarli con autorevolezza da chi li propone. Drastico taglio alla spesa pubblica – retrocessione dei risparmi che ne conseguirebbero in minor pressione fiscale – abbattimento del debito pubblico attraverso alienazione di attivi patrimoniali statali. Poi mi piace sottolineare il paradigma ispiratore di una possibile e sana competizione sociale: la meritocrazia; intendiamoci, non il solito richiamino retorico e piagnone ma una vera affermazione del merito a partire dalla scuola fino all’università, al lavoro, e … alla politica. Solo un altro punto: la costruzione di un autentico Stato Sociale, finalmente basato sulla protezione di chi è fondatamente bisognoso, e alieno da ogni forma di assistenzialismo universalista.

L’obbiettivo politico di questo movimento mi par duplice: da un lato esserci e restare nel tempo come movimento d’opinione e aggregatore di idee per il Paese, dall’altro proporsi come motore di un nuovo eventuale grande partito capace di rappresentare una larga fetta di elettorato. Fra grandi e piccole associazioni presenti sul territorio, Fermare il Declino ne ha intercettate circa un centinaio e altre gli si stanno avvicinando. E’ una storia che si sta formando con una fisionomia e con un metodo nuovi.

Michele Boldrin in una intervista ha dichiarato, così esplicitando il tenore della loro offerta politica che non è per nulla tecnicista e al contrario palesemente semplice e popolare, L’Italia è un paziente gravemente ammalato e per salvarlo occorrono solamente senso comune e realismo”.

Ascoltiamolo.

 

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