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Scissione Aisa: "un balletto sui rifiuti"

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Scissione Aisa: "un balletto sui rifiuti"

Dichiarazione del capogruppo PdL, Francesco Francini

 

La scissione di AISA non è il bengodi sostenuto da Fanfani. Avremo due società partecipate dal Comune con relativi consigli di amministrazione. Una di queste gestirà l’impianto. Ma quale? Quello vecchio e insufficiente che per lavori di manutenzione rimane fermo alcune settimane all’anno? Certamente non gestirà quello nuovo che, a detta dello stesso Sindaco, non vedrà la luce. Inoltre i dipendenti della seconda società AISA dal 1 gennaio 2013 confluiranno a loro volta in un’altra società. E faranno diventare la partecipata per eccellenza del Comune di Arezzo una scatola vuota, fatta solo di amministratori.  

Ancora una volta sotto i tecnicismi si nasconde una verità dolorosa per gli aretini: dovremo tenerci il vecchio impianto di incenerimento, pagare i consigli di amministratori di due società invece che di una e rischiare rifiuti per le strade quando l’impianto sarà in manutenzione e non si potrà conferire in discarica.

Il rimedio sarà uno solo e cioè “esportare” rifiuti in altre zone, con un inevitabile aumento dei costi delle tariffe per gli aretini. Il Sindaco stesso alcuni mesi fa aveva detto che Arezzo aveva bisogno di un nuovo impianto per non finire come Napoli. Cosa gli ha fatto cambiare idea? Non certo la lettura dei dati sulla raccolta differenziata dove Arezzo è agli ultimi posti in Toscana.

Queste valutazioni le abbiamo confermate in Consiglio comunale e poi non abbiamo partecipato al voto perché questa scelta non ci ha convinto, soprattutto perché dal punto di vista politico non vogliamo essere corresponsabili di questo confuso balletto. Sulla politica dei rifiuti si sono dimessi assessori e due partiti, SEL e IDV, sono usciti dalla maggioranza. Adesso rientrano e non è chiaro se finora abbiano scherzato oppure se si sia aperto una sorta di  inseguimento del sindaco sulle stile “vengo anch’io”. La città ha diritto di sapere non solo da chi è governata ma se lo è. E soprattutto qual è la coerenza di questa operazione anche per scongiurare sgradite sorprese, che tra qualche anno potrebbero assumere le vesti di sacchetti dell’immondizia per le strade della città. 

 

 

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