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Destino terre di scavo per il nodo Alta Velocità di Firenze. Interrogazione di Sgherri (FdS)

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Destino terre di scavo per il nodo Alta Velocità di Firenze. Interrogazione di Sgherri (FdS)

Sgherri: “l’Europa si pronunci sul decreto governativo che sblocca di fatto il trasferimento delle terre nel sito di Cavriglia”.



Destino delle terre di scavo provenienti dai lavori per il nodo Alta Velocità di Firenze. La Regione chieda formalmente in tutte le sedi che l’avvio dei lavori di scavo della talpa per la realizzazione del tunnel sotterraneo venga vincolato ad un pronunciamento ufficiale preventivo della Commissione Ambiente dell’UE sul recente decreto del governo. L’atto infatti ricalca nella sostanza uno simile del precedente esecutivo, che era stato già bocciato in sede europea. Di conseguenza – a tutela dell’ambiente ma anche per i potenziali danni economici che potrebbero derivare qualora si arrivasse ad una procedura di infrazione dell’Unione Europea nei confronti dell’Italia – un pronunciamento dell’Unione stessa deve a mio avviso essere dato prima di avviare i lavori. 
Così Monica Sgherri – Capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi” in Consiglio Regionale spiega le motivazioni di fondo dell’interrogazione presentata oggi alla Giunta Regionale. La vicenda – ricorda Sgherri – riguarda la localizzazione presso l’ex cava di Santa Barbara a Cavriglia del sito per il conferimento di parte delle terre di scavo che deriveranno dai lavori per il nodo AV di Firenze; tali materiali risultavano essere – almeno parzialmente – considerati rifiuti speciali e quindi inidonei a finire a Cavriglia (dove si prevede un ripristino ambientale e la realizzazione di un parco !) e quindi mancava di conseguenza il sito di smaltimento in Toscana (e a quanto risulta anche in Italia) per una così grande quantità di rifiuti. Senza un pronunciamento preventivo di conformità alla proprie norme da parte dell’Unione Europea, con la prossima entrata in vigore del decreto governativo la loro classificazione cambierebbe da rifiuti a sottoprodotti, e quindi vi potrebbe essere l’ok per la destinazione a Cavriglia: quindi alcuni milioni di tonnellate che usciranno dal sottosuolo di Firenze, entro certi limiti, potranno contenere cementiti e additivi chimici ed essere comunque trasportati a nel sito aretino, per la realizzazione della collina schermo. Alla faccia del ripristino ambientale! In tutto questo però dall’Unione Europea è stato espresso – tramite il Capo ufficio della Direzione Generale Ambiente a Bruxelles, recentemente interpellato dall’Associazione Idra - sostanzialmente che se gli atti del governo italiano fossero in contrasto con le norme UE “la Commissione assumerà le iniziative necessarie per garantire il rispetto del diritto ambientale UE da parte della Repubblica italiana, inclusa, ove necessario, l’apertura di una procedura d’infrazione”. Se si tiene conto che l’Europa ha già bocciato un precedente decreto governativo molto simile a quello presto in vigore, questa eventualità emerge in tutta la sua concretezza. Da qui la richiesta di chiedere formalmente in tutte le sedi deputate che l’avvio dei lavori di scavo della talpa venga vincolato ad un pronunciamento ufficiale preventivo della Commissione Ambiente dell’UE sul decreto in oggetto. E’ inoltre necessario – conclude Sgherri – fare chiarezza sulla questione dell’Osservatorio Ambientale decaduto da qualche mese, ne va infatti dei controlli sull’applicazione delle prescrizioni ambientali per il progetto di Alta Velocità Fiorentina. Insomma incognite e rischi che devono trovare risposte prima di proseguire l’iter di realizzazione di un progetto sul quale ribadiamo tutta la nostra – storica – contrarietà . 

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