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Ci avevano promesso il cambiamento senza avventure. Ci hanno dato una avventura senza cambiamenti

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Ci avevano promesso il cambiamento senza avventure. Ci hanno dato una avventura senza cambiamenti

Francesco Macrì, con questo slogan che riassume il senso di questi ultimi 20 anni, introduce l’evento Mille per l’Italia.

 

 

 

 

 

 

Il centro destra italiano è ormai di fronte a scelte epocali. Gli scandali regionali stanno consumando la poca credibilità residua. Il dossieraggio come sistema per regolare i conti, sta tornando al mittente con tanto di interessi e questo incontro sta per inserirsi in un momento storico assolutamente unico. Le vicende del PDL nel Lazio prima e le ultime rivelazioni su Lavitola poi, stanno  mostrando uno spaccato della situazione nel Centro Destra quasi drammatico. E’ ormai una frana inarrestabile, un mondo che sta evaporando, un sogno che per gli italiani si è ormai trasformato in un incubo. Il re è nudo. Drammaticamente nudo.

Ieri sera il presidente della Camera ha detto : «Berlusconi è un corruttore» . La lettera di Lavitola a Berlusconi, svela le trame dietro la campagna di stampa scagliata contro Fini a proposito della casa di Montecarlo. Una campagna, che secondo i magistrati, è costata a Berlusconi mezzo milione di euro per realizzare i documenti falsi, ed altri 100.000 dollari per corrompere il presidente di Panama. Il presidente della Camera reagisce duramente dando del corruttore all'ex premier. Che in serata annuncia azioni giudiziarie contro il suo ex avversario. Ma l’intento di Fini è ormai chiaro: spostare nelle aule giudiziarie la vicenda, trascinare allo scoperto Berlusconi, provocarne la reazione e far fare a questi la prima mossa.

In questo contesto i Mille che dovevano radunarsi ad Arezzo erano già duemila due giorni fa, ma c’è da aspettarsi che il numero sia destinato a crescere. Il mega auditorium da mille posti non basta più e si è posizionato un mega schermo nella sala attigua. Tutti i partecipanti, nessuno escluso, dovranno provvedere a pagarsi autonomamente le spese per il convegno e la permanenza ad Arezzo. Anche la cena di stasera all’Equestrian Centre, organizzata da Tonino, dovrà essere prepagata tramite bonifico. Tutti gli alberghi cittadini sono ormai pieni.

Gli occhi delle tv sono ormai tutti puntati su Arezzo. Alle 10 domani mattina, inizierà l’evento con l’introduzione di Fini. Alle 18 la relazione conclusiva dello stesso Presidente. Ma cosa è successo per rendere l’evento di Arezzo così epocale?  Dagli atti di indagine sul tentativo di estorsione ai danni di Berlusconi emerge una lettera inviata all'allora premier dall'ex editore dell'Avanti. Con una serie di rivelazioni sul caso della casa di Montecarlo ceduta in eredità ad An, e poi finita nella disponibilità del cognato di Fini.

Lavitola avrebbe ottenuto tra i 400 e i 500mila euro per tutta l'operazione, ivi compresi i "documenti originali" fatti arrivare da Santa Lucia con un volo privato da Panama a Roma messo a disposizione dal presidente panamense Martinelli. Una conferma a lungo attesa da Fini, che ora grida al complotto: «Il signor Berlusconi è un corruttore. E ora, se vuole, mi quereli». In diretta tv ospite di Otto e Mezzo, il presidente della Camera attacca frontalmente il rivale. «Dovrei dire che sono soddisfatto e che il tempo è galantuomo - affonda il leader Fli - , invece dico che sono profondamente indignato e spero che gli italiani capiscano ora chi è Silvio Berlusconi. Io parlo agli elettori - spiega -, a me dispiace che tanti amici non abbiano capito qual è la natura del Pdl. La destra doveva essere un'altra cosa. Il mio errore capitale è stato confluire nel Pdl, che è e sarà una creatura di Berlusconi, non può essere una alternativa credibile al centrosinistra».

In questo quadro si inserisce l’incontro di Arezzo, già fissato da tempo e così introdotto ai micorfoni di Gr Parlamento dallo stesso Fini certamente pensando a domani: “Bisogna rifondare il centrodestra, perche' la situazione attuale è una caricatura e non aiuta il sistema politico italiano - aggiungendo di provare per ciò che accade nel Pdl, anche tra gli ex An - tanto dolore, come tutti coloro che hanno condiviso una certa storia politica e certi valori. 'C'e' stata una degenerazione, perchè in troppi e troppe volte, hanno scelto ciò che era utile invece di ciò che era giusto. Anche Alemanno oggi dice che bisogna azzerare tutto, ma forse questa riflessione doveva farla qualche tempo fa”.

Sul sito ufficiale del movimento è arrivata anche la risposta alle contestazioni: "Certo, era Fini a tradire la Patria baciando le mani all'amico Gheddafi, era Fini a svergognare l'istituzione e l'immagine dell'Italia nel mondo con comportamenti indegni, era Fini a ritagliarsi sartorialmente le leggi su misura, una volta di stampo televisivo ed una di stampo giudiziario, era Fini a spiegare che evadere le tasse è giusto e possibile, era Fini a chiamare i questori per mettere in libertà prostitute o ladruncole spacciate per nipotine di capi di stato (e per fortuna è arrivata la primavera araba!), era Fini a vomitare giornalmente fango e insulti sui suoi giornali e a cacciare dal "grande partito liberale di massa" chi dissentiva, era Fini a negare che il paese fosse economicamente sull'orlo del baratro, a danzare sul Titanic spiegando che i ristoranti eran sempre pieni mentre lo spread impazziva, era Fini che aveva tradito le aspettative, le speranze, i buoni propositi di quei tanti italiani a cui, sin dal lontano  1994, si era  continuato a promettere una grande rivoluzione liberale"

"Ma potevamo stare a guardare e far finta di non comprendere che il cambiamento promesso stava pericolosamente degradando verso la pubblica immoralità elevata a paradigma?  Un cambiamento che appariva spartizione di potere tra faccendieri, corrotti e mafiosi; un cambiamento che sarebbe dovuto passare attraverso la svendita di irrinunciabili valori nazionali e morali al delirio secessionista della Lega; un cambiamento in cui il ricambio generazionale veniva guidato da personaggi alla Minetti, alla Cappellaro e alla Pascale, bellezze scese dalle passerelle e prestate alla politica, pazientemente parcheggiate nei vari Consigli regionali in attesa del grande salto nel Transatlantico accanto a veterane ivi già approdate e distintesi come grandi organizzatrici di festini e "serate eleganti"...

Può bastare. Le dichiarazioni odierne di Berlusconi si commentano da sole. Insulti ai "traditori" e promesse di abolizione dell'Imu (inventato da Pdl/Lega ndr) appaiono realmente tristi fandonie buone a coprire la penosa parabola discendente del partito dell’amore (a pagamento?) di cui favoleggiava un tempo. Ciò che sta accadendo nel Pdl laziale in queste ore non è che la punta di un iceberg, la plastica rappresentazione di un modello dominato da malaffare e squallore, un oltraggio alla bella politica che avremmo voluto e avremmo dovuto offrire ai cittadini. 

Nel disgustoso tramonto di questo sistema, infine, singolare appare il comportamento della ex governatrice del Lazio Polverini, una sorta di  Santa Maria Goretti ignara di tutti i fattacci commessi sotto i suoi occhi, salvo - a dimissioni avvenute – tuonare di aver taciuto per ragion di stato, ma di averne da ridire su tutto e su tutti. 
Ci pensino i tanti che non ci avevano capito, ci pensino quelli che ora aprono gli occhi.
Siamo nati per un atto di orgoglio, di dignità, di patriottismo. Noi crediamo nell'Italia e siamo al suo servizio. Senza doppi giochi, senza false vestali, senza retorica e senza altri interessi.
E abbiamo onorato le nostre storie personali e politiche perché abbiamo detto la verità e continueremo a dire la verità. Anche se ci è costato e se magari dovesse costarci ancora.

Ma noi possiamo camminare a viso in alto, altri devono abbassare lo sguardo.

 


 

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