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Stavolta t'ho preso in castagna...

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Stavolta t'ho preso in castagna...

Pubblico questa lettera scaturita da un commento che ho lasciato in calce a qualche articolo

 

 

 

 

 

“Lo stato etico va bene per gli iraniani, io lo rifiuto in blocco. “   [era in un commento ndr]

-Porca vacca, ho preso in castagna Paolo!- mi sono detto leggendo questa citazione.  Beh mi consenta direttorissimo, anche in Iran c'è una tradizione democratica e laica che i khomeinisti una volta vinta la rivoluzione insieme a loro, hanno sterminato  o messo all'angolo, in un contesto in cui comunque c'era la guerra a fornire pretesti a svolte autoritarie.

Ma proviamo a parlare dell' Iran contemporaneo: pensi in tutta sincerità che ci siano tante alternative allo stato teocratico autoritario, per consentir loro di mantenere l' integrità politica e territoriale?

Quant'è che non riguardi una cartina geopolitica di quella parte del mondo con segnate le installazioni militari? Chi è una minaccia per chi, veramente?

L'Iran ha il grave irriducibile difetto di voler mantenere una qualche autonomia su quel territorio e questo rappresenta un grosso fastidio per i potenti del mondo, di cui noi comunque siamo da sempre alleati, non servi. 

L' Italia ha da sempre fatto buoni affari con gli iraniani, perchè comunque ha interpretato il suo ruolo sullo scacchiere internazionale con una certa elasticità, andando alla ricerca in giro per il mondo di fonti di approvigionamento energetico e di mercati per le sue manifatture ad esempio, senza grossi pregiudizi e cercando anche forme di autonomia dai titolari dei mercati.

Vogliamo anche noi fare un bel minestrone indifferenziato con la facile etichetta “fondamentalismo religioso”? Davvero non cogliamo alcuna differenza tra i regimi autoritari del golfo e quello iraniano ( tranne che i primi sono alleati )?

Con tutti i difetti e le contraddizioni ad esempio mi viene in mente che in Iran gli organi attraverso cui si articola lo stato son di natura elettiva e non mi pare che in Arabia Saudita succeda lo stesso. Ma rischiamo di allontanarci troppo dalla questione di partenza: gli iraniani preferiscono lo stato etico?

Io azzarderei un no, come risposta. La rivolta allo Scià o il vigore di movimenti modernisti negli anni novanta o la vivacità dell'opposizione più o meno clandestina, tanto per restare ai tempi moderni, sembrerebbero testimoniare altro. Forse c'entra qualcosa l'enorme pressione svolta negli anni dagli anglo-americani, in un regime che è andato militarizzandosi anche per sopravvivenza: o pensiamo davvero che libero scambio delle merci e libera circolazione delle persone non sarebbero subito sfruttate dall'occidente per introdurre agenti provocatori e terroristi come ampiamente sperimentato in mille teatri in mille epoche?

O ti devo rammentare le tecniche imperiali e immorali usate in America Latina, nel cortile di casa, per garantire uno status quo di sfruttamento e predazione? O vogliamo parlare liberamente e senza pregiudizi di cosa è successo oggigiorno in Libia non appena i partner tradizionali del regime si sono indeboliti? Siamo sicuri che si sia trattato di rivolta popolare?

Premesso che il mondo è pieno di satrapi e di avvoltoi e che dal nostro osservatorio periferico possiamo vedere poche cose, almeno noi che non contiamo un cazzo manteniamo una qualche autonomia di giudizio.

Un abbraccio

Roberto

 

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