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Buitoni: la Newlat annuncia 32 licenziamenti

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Buitoni: la Newlat annuncia 32 licenziamenti

Sono 234 in tutto il gruppo. Giovedì le assemblee dei lavoratori. Il no alla mobilità

 

 

Esuberi alla Newlat: 32 a Sansepolcro, 234 in tutto il gruppo. L’Amministratore delegato Stefano Cometto ha inviato un fax a tutte le strutture sindacali e agli enti locali delle realtà dove la società opera comunicando “la necessità di avviare con urgenza, benché nel pieno rispetto dei termini di legge, la procedura di licenziamento collettivo” per la messa in mobilità di 234 addetti distribuiti negli stabilimenti di Sansepolcro, Reggio Emilia, Lodi, Roma, Pozzuoli, Lecce, Eboli, Bologna e Corte de Frati.

L’Amministratore delegato ricorda che tra il 2000 e il 2008 il gruppo ha registrato “costanti risultati fortemente negativi” La situazione è migliorata nei due anni successivi ma è tornata a peggiorare nel 2011. Nel 2008 la Newlat ha acquisito il ramo d’azienda Buitoni dalla Nestlè.

Per quanto riguarda Sansepolcro ricorda che l’azienda ha investito 10 milioni di euro in questa realtà per recuperare competitività. Obiettivo che l' azienda giudica non completamente centrato ammettendo, a suo dire, che “la competitività sempre più spinta e la riduzione dei consumi rendono oggi necessario completare il processo di ristrutturazione”. Da qui la richiesta di licenziamento di 32 dipendenti dello stabilimento di Sansepolcro.

Immediata la reazione sindacale. “Abbiamo già convocato per giovedì le assemblee di fabbrica – annunciano Giuseppa Angheloni, Mario Guelfi e Patrizio Giorni, segretari dei sindacati di categoria Flai Cgil, Uila Uil e Fai Cisl. Vogliamo avere chiarimenti dall’azienda in merito alle ragioni dell’apertura delle procedure di mobilità. E intendiamo coinvolgere le istituzioni locali, a cominciare dal Comune di Sansepolcro e dalla Provincia di Arezzo. La Buitoni è un marchio non solo storico ma affermato e il sindacato intende operare affinchè gli eventuali annunciati aumenti di produttività vengano raggiunti insieme ai lavoratori e non a spese di alcuni di essi. Riteniamo sbagliata l'procedura di licenziamenti collettivi e chiamiamo da subito la proprietà ad un confronto sul futuro della Buitoni e della difesa integrale della sua occupazione”.

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