Prima Pagina | Lettere alla redazione | Più osservo gli animali e più li considero superiori alla razza umana (non l'ho scoperto per primo..)

Più osservo gli animali e più li considero superiori alla razza umana (non l'ho scoperto per primo..)

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Più osservo gli animali e più li considero superiori alla razza umana (non l'ho scoperto per primo..)

Infatti la crudeltà è una caratteristica specifica dell'essere umano, ignota nel mondo animale dove la lotta per la sopravvivenza segue ritmi naturali.

 

 

 

 

Qualche giorno fa alla televisione ho visto un vecchio documentario sul massacro perpetrato da soldati americani in Vietnam nel 1968 contro civili del villaggio di MyLai. Pur non avendo subito nessuna vittima in quell'operazione di rastrellamento, incitata dei loro ufficiali, una compagnia di marines assassinò oltre 500 civili con mitragliatrici, bombe, pistole. Alcuni soldati non si unirono a questa furia omicida, solo gli equipaggi di due elicotteri si adoperarono per mettere in salvo i civili: vecchi, donne, bambini e neonati. Era presente anche un fotografo dell'esercito che immortalò la scena. I piloti denunciarono l'accaduto ai loro superiori, ne ricavarono il trasferimento in zone a maggior rischio. Tutti gli altri rimasero in silenzio, tranquillizzati dall'insabbiamento portato avanti dai loro superiori diretti; 18 mesi dopo, un giornalista viene a sapere dell'accaduto, indagò e ne informò il congresso degli Stati Uniti. Seguì un'inchiesta, venne arrestato un ufficiale, il primo ad essere processato, la sollevazione di parte dell'opinione pubblica convinse l'allora presidente Nixon a farlo rilasciare. Nessun processo è mai stato effettuato, nessun colpevole condannato.

Mi sono venuti in mente altri episodi, alcuni più recenti e documentati, della follia dell'uomo contro l'uomo, del militare contro il militare, del militare contro il civile: spesso anche in guerra il codice d'onore fra combattenti non viene rispettato, però fra le gerarchie militari esiste sempre la tendenza a insabbiare qualunque episodio increscioso che riguardi le truppe.

Nei quasi cinquant'anni dalla guerra del Vietnam ad oggi, numerosi sono gli episodi di cui siamo venuti a conoscenza: le stragi di civili in Libano, specialmente contro la popolazione dei campi profughi; le pulizie etniche (che nome romantico) in Jugoslavia; Saddam contro l'etnia curda; la sterminata colonna di mezzi incendiati e uomini carbonizzati ad opera delle forze della coalizione dei buoni durante Desert Storm; altri episodi che hanno recentemente coinvolto i soldati europei ed americani in Iraq ed Afghanistan. E chissà quante altre stragi mi sfuggono.

È preoccupante come queste notizie che ci scivolino addosso, non ci  sconvolgono, ma specialmente noi italiani dovremmo ricordare cosa vuol dire esserne soggetto passivo.

I soldati italiani trucidati dai soldati tedeschi a Cefalonia, tantissimi civili italiani (e centinaia solo nella provincia di Arezzo) sterminati crudelmente dalle truppe tedesche, una guerra civile combattuta da una parte dall'altra senza pietà o rispetto, proseguita nei mesi del dopoguerra e poi trascurarta; aver accettato in silenzio che migliaia di italiani siano stati infilati nelle foibe al confine con la Jugoslavia; l'aver subito dalle truppe nordafricane che risalivano Cassino atrocità sessuali verso le donne italiane, come premio di conquista. Solo per dirne un po'.

E nuovamente per motivi politici internazionali e per un tacito accordo fra le gerarchie militari tutto questo è finito nel dimenticatoio: ma sono cose che non si possono dimenticare.

Non dobbiamo continuare a credere che i soldati italiani siano senza macchia: in Libia ed in Etiopia nei primi decenni del secolo scorso, civili e combattenti locali furono sottoposti ad una guerra disumana che comprendeva l'uso dei gas; in Jugoslavia migliaia di civili e soldati slavi sono stati trucidati da soldati italiani comandati da ufficiali italiani. Siccome gli italiani avevano colpe non potevano lamentarsi del comportamento successivo degli uomini di Tito.

I tedeschi ed i  giapponesi sono noti per le atrocità commesse. I primi non solo contro i soldati sovietici, ma soprattutto verso gli ebrei, zingari, omosessuali, verso le popolazioni civili dei paesi conquistati (Polonia, Russia); i secondi bestie contro tutti, cinesi-americani-inglesi, ritenendoli esseri inferiori. Che alleati che aveva scelto Mussolini, popoli che non hanno rinnegato le loro atrocità, gente che crede ancora che l'imperatore sia figlio del sole.

Anche i nostri idoli, statunitensi ed inglesi, pur più modesti nei numeri, non sono certo vergini. Ad entrambi vengono addebitati episodi di uccisioni di civili in Italia, centinaia di persone. Gli inglesi non si sono risparmiati neanche a casa loro, in Irlanda del Nord molto spesso sono stati i militari britannici ad essere autori di assassini di civili.

Homo homini lupus: questo modo di dire risale agli albori della civiltà umana (al più tardi nel 200 avanti Cristo, in Plauto), ma evidentemente non ha mai perso di validità.

L'uomo distrugge i suoi simili, la natura, il suo stesso pianeta; ogni tanto mi viene da pensare al diluvio universale e mi chiedo:  Dio riuscirebbe a trovare un Noé fra tutti gli uomini?

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0