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“Siamo consiglieri comunali e ci viene negato dalle società partecipate il diritto di accesso ai loro atti”

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“Siamo consiglieri comunali e ci viene negato dalle società partecipate il diritto di accesso ai loro atti”

 

Lucio Bianchi e Daniele Farsetti, i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, hanno denunciato una situazione “inaccettabile eticamente e politicamente”. In particolare, “parliamo di accessi agli atti, che stiamo cercando di fare da tempo, negati sistematicamente. Questa mancanza di trasparenza è la prassi che sembra adottata dalla aziende partecipate che ci impediscono di esercitare il nostro sacrosanto diritto di consiglieri comunali”.

Lucio Bianchi ha insistito anche su un altro fatto: “non mi va di essere trattato da stupido, sarò inesperto ma non tale come mi vogliono far passare. Due le situazioni più eclatanti. Una riguarda Nuove Acque, l'altra Coingas. Parto dalla prima: in un verbale del 28 marzo 2012 del Cda di Nuove Acque, c'è una parte rilevante coperta da omissis. Quella seduta, all'ordine del giorno, presentava punti importanti: bilancio, campagna 'Obbedienza civile', dimissioni dell'amministratore delegato e sua sostituzione. Attorno ad alcuni di questi punti, 'si aggirano' situazioni poco chiare: vengono citati due dossier, revisioni del piano di ambito, procedure ispettive di cui una dell'Ato 4. Insomma: come si sta muovendo e cosa vuole fare Nuove Acque in futuro? Ce lo siamo chiesto inevitabilmente e abbiamo provato ad accedere a tutti questi atti. Dopo 35 giorni, oltre dunque il termine perentorio di 30 dopo di che si configura fattispecie penale, ci è stata negata la risposta. Questo perché avremmo dovuto fare richiesta specifica del documento coperto da omissis. Bene, abbiamo fatto anche questo e garantisco che questa seconda richiesta era in un italiano comprensibilissimo. La raccomandata di Nuove Acque ricevuta in risposta contiene una 'non-risposta' che mi porta a parlare di trattamento da stupido. Ovviamente, Nuove Acque ci ha negato ogni accesso, qui è stata chiara. Ogni nostra richiesta di accesso è stata inoltre spedita al Sindaco che conosce benissimo tali istante. Ma nonostante ciò è rimasto imperturbabile, non ha fatto e detto nulla. Ecco come si comporta anche chi dovrebbe difendere i diritti di trasparenza e accesso agli atti. Come possiamo informare i cittadini di quali scelte stanno adottando le partecipate?”.

Daniele Farsetti: “quale membro della commissione bilancio sono consapevole delle difficoltà a reperire risorse, mi chiedo allora come una società come Coingas abbia ridotto drasticamente gli utili erogati al Comune. Nel 2006 erano circa 2.500.000 euro, nel 2011 poco più di 300.000. Ho fatto una prima istanza di accesso agli atti, mi è stato risposto dagli uffici comunali senza entrare nella specificità delle voci di bilancio. Il secondo accesso agli atti lo ho così indirizzato alla Coingas che mi ha risposto che non poteva darmi alcun saldo contabile dettagliato perché il Comune di cui sono consigliere ha solo una quota minoritaria dell'azienda in questione. Se volevo, potevo però rivolgermi al Sindaco. Magari lui, per gentile concessione... Giuridicamente possiamo disquisire della legittimità della risposta di Coingas ma politicamente mi chiedo perché questa galassia di partecipate deve agire con un modus operandi discriminatorio dinanzi a richieste di accesso. I loro rappresentanti devono operare per conto dei cittadini o dei partiti che li hanno messi lì? La risposta è ovvia: per i cittadini, che dunque devono sapere tutto circa bilanci e scelte di gestione. Che fa Coingas, si appella al 'segreto industriale'? Ma se è solo una 'passa-soldi' senza più operatività! Perché negare i nostri diritti di consiglieri? Faremo un'interrogazione a tal proposito”.

Chiusura di Lucio Bianchi: “la sezione seconda del Tar della Lombardia ha emesso una sentenza che dice: l'assoggettabilità alla disciplina dell'accesso è determinata dal fatto che la società svolga o meno servizi di rilevanza pubblica. Magari Coingas potrà addurre sentenze contrarie, ma su Nuove Acque non ci sono dubbi: l'ostruzionismo è contro il diritto e la giurisprudenza”.

 

Arezzo, 21 settembre 2012

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