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Lettera alla redazione. Com'era bella la mia piazza...

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Lettera alla redazione. Com'era bella la mia piazza...

Io non c’ero ad Arezzo, ieri. E ho appreso, solo stamattina, quanto è accaduto in piazza Guido Monaco, alle 11,00 di martedì 18 settembre 2012.

 


Per fortuna non c’ero, aggiungo. Tanto degrado cittadino e umano, oltre a preoccupare, rattrista. Vedere il centro di questa città, che oggi difende fieramente la sua posizione di provincia toscana, ridotto ad una periferia sudicia e puzzolente, non fa piacere, ma spiega quanto abbiamo perso in termini di prestigio.

In questa piazza, che oggi qualcuno ad Arezzo chiama “il Bronx”, io ci sono cresciuta. Quando andavo ancora al liceo, e non è un paleolitico fa,  i miei compagni mi invidiavano per abitare qui. Vicino ai cinema e  al teatro, in una piazza alberata e luminosa con le panchine per sedersi fuori quando c’è il sole. Quanto è cambiata la realtà.

Guardatela adesso:  né teatro, chiuso da anni,  né cinema, scomparsi, e vita cittadina inesistente; anche i ragazzi del sabato sera, poveracci, non hanno niente di meglio da fare che girare a vuoto, a piedi o in macchina. Magari bevendo troppo.

Ma la gente alticcia e le bottiglie di vetro, rotte e lasciate ovunque, sono diventate uno spettacolo quotidiano. Inizia appena aprono i due negozi che vendono, birra, pistacchi e noccioline. Seguite  bucce, bicchieri, vetri, lattine e li troverete all’angolo di via Petrarca. Aperti dalle 9,00 di mattina fino alle 10,00, o mezzanotte, la sera. rappresentano l’unica vita cittadina. Che dite  avranno un segreto per tanta prosperità?

Non certo il risplendere delle loro vetrine o l’affaticarsi dei fortunati proprietari a rendere accogliente le loro botteghe. I marciapiedi nuovissimi sono ormai impregnati di uno sporco indelebile (gli spazzini fanno quel che possono) e noi, quelli del portone al centro del redditizio commercio, possiamo uscire di casa solo destreggiandoci, abilmente, tra rifiuti ed accese conversazioni. Ogni tanto, ieri ne è la prova, scintillanti conciliaboli.

Ad un metro da questo centro pulsante della vita locale, c’è l’ INAIL. Immaginate , l’infortunato sul lavoro che si fa strada in questo palcoscenico di immondizie a cui bisogna aggiungere: biciclette posteggiate sul marciapiede e, meglio ancora, motorini e macchine.

“Decoro della città e tutela del cittadino”, soprattutto dell’anziano e di quello ammaccato, aggiungerei, sono solo parole o qualche provvedimento viene in mente ai poteri forti in città per far rispettare queste primarie necessità?

Esiste anche una normativa che dovrebbe multare chi sporca. La vogliamo applicare?  Cerchiamo di ridare una visibilità ad una delle piazze, non più belle, ma comunque principali della città. Forse un esame  da superare per dimostrare che ci meritiamo di rimanere una provincia, perché sappiamo governare.

 

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