Prima Pagina | L'opinione | Salviamo uno dei più bei Paesaggi cortonesi !

Salviamo uno dei più bei Paesaggi cortonesi !

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Salviamo uno dei più bei Paesaggi cortonesi !

Stiamo vivendo un periodo alquanto problematico, sotto infiniti aspetti. E tra questi uno dei più a rischio è quello che riguarda la tutela dell’Ambiente, del Paesaggio e dei Beni Culturali in genere, anche a causa delle modifiche normative apportate dai governi che si sono avvicendati negli ultimi anni.

 

Non si finisce di risolvere un problema, che intanto ne sono nati altri due o tre.

Ora, se questa situazione è deprecabile in qualsiasi parte d’Italia, lo è ancora di  più in quelle regioni che, come la Toscana, hanno dietro le spalle una lunga tradizione di attenzione particolare ai temi legati alle tutele di cui sopra. E diventa perfino una follia, quando certi attacchi al Paesaggio ed all’Ambiente rischiano di coinvolgere comuni che hanno una grossa fetta del reddito dei loro abitanti, derivante dal Turismo, che è legato indissolubilmente alla qualità del Territorio.

Voglio qui accennare alla Variante n. 1, adottata dal Consiglio Comunale di Cortona il 6 luglio 2012. Con essa l’assise cortonese ha accolto la richiesta di una società privata, di poter costruire silos e capannoni per realizzare un impianto di stoccaggio, di  trattamento e di commercializzazione di prodotti agricoli, quali cereali, semi oleosi e farine.

Orbene, se l’impianto di per sé potrebbe essere pure accettabile in un’area industriale, diventa un attacco incredibile al Paesaggio di una delle aree più belle del territorio comunale cortonese e dell’intera Valdichiana, potenzialmente in grado di distruggere una continuità territoriale e trasformare un luogo di pregio in un vero obbrobrio.

Infatti, occorre dire che l’area individuata si trova alla base delle dolci colline di Santa Caterina, tra le case poderali leopoldine delle locali Fattorie della Bonifica, nei pressi di una viabilità storica, alberata e ben conservata, dove non vengono neppure autorizzati i cartelli pubblicitari. Un’area protetta dalle normative vigenti dello strumento urbanistico del Comune di Cortona e classificata come  sottozona “E5”, il massimo della tutela.

Ebbene, in quest’area, tutelata dal Regolamento Urbanistico nato neppure tre anni fa ed approvato nel 2011, si vorrebbero autorizzare in una superficie pari a 75.000 metri quadrati, silos e capannoni alti fino a 10 metri. Una serie di strutture che provocherebbero un impatto impensabile e che solo dopo aver visto le carte, ho creduto al fatto che davvero il Comune di Cortona avesse approvato un simile sconcio.

Ora, mi pongo una domanda. Il territorio di Cortona non ha fabbriche, non ha molte imprese artigiane, ha grossi problemi economici di vario genere, a volte più gravi di quelli esistenti in altre aree vicine. L’unica attività che resiste è il turismo. Sono decenni che Cortona è una città turistica e con essa, tutto il suo territorio comunale, beneficia di questa attività.

Fu grazie alla lungimiranza dei suoi sindaci, come Petrucci e Barbini, (ma anche Monacchini, Failli, Rachini) che Cortona non subì l’assalto del cemento al cono collinare, che tutelò il suo territorio e che gettò le basi per lo sviluppo turistico. Il gemellaggio con la città di Mitterand aiutò di sicuro, l’arrivo dell’Università della Georgia apportò nuove potenzialità, come poi hanno aiutato certi libri fortunati. Ma ricordo come l’Autrice di questi libri venne turista a Cortona, a significare che la Città era ben nota già allora fino oltre Oceano.

Perché vengono i turisti a Cortona? Per ammirare la Città ed i suoi tesori, certo. Ma verrebbero comunque se Cortona fosse attorniata da periferie degradate e da un territorio massacrato? Quante cittadine antiche vi sono in altre regioni, che essendo soffocate da cemento, incuria e degrado di ogni genere, non hanno mai potuto sviluppare le potenzialità originarie?

Ecco dunque, che l’Amministrazione comunale deve TUTELARE, con ogni mezzo e ad ogni costo il territorio che fa da corona a Cortona, il quale ne aumenta le potenzialità e ne esalta la posizione, rendendola perla incastonata in un gioiello più vasto. E non solo il territorio comunale deve essere tutelato. A mio avviso il Comune di Cortona dovrebbe farsi parte attiva, nei confronti della Provincia (fino a quando ci sarà), degli altri comuni vicini e lontani e ovviamente della Regione,  affinché tutta la Valdichiana rimanga un territorio salvaguardato il più possibile, per aumentare l’offerta ricettiva ed attrarre ancor di più turisti da ogni parte del mondo.

Ecco allora che non posso fare a meno di rivolgermi al Sindaco Andrea Vignini, che reputo molto sensibile a questi temi, affinché si impegni a salvaguardare quest’area di pregio, trovando il sistema per annullare la variante che snaturerebbe il Paesaggio e aprirebbe – come un grimaldello – un varco nelle tutela, che non si sa dove potrebbe portare. Non credo che se questi silos fossero spostati in un’area meno bella ed interessante sotto gli aspetti di cui ho detto, si creerebbero problemi di occupazione ed all’economia, anzi. Tanto più che, se non ho capito male, la ditta richiedente, al momento non ha acquistato i terreni di Santa Caterina.

Così come mi vorrei rivolgere, con altrettanto calore e molto sconcerto, ai rappresentanti di quei partiti della sinistra, che a Castiglion Fiorentino e da altre parti si dicono sensibili a questi temi e sembrano lottare insieme ai cittadini per salvaguardare il territorio e, invece, a Cortona hanno votato a favore della variante di Santa Caterina, assieme a chi farebbe colate di cemento anche in cima al Sant’Egidio. Un po’ di coerenza, diamine!

Santino Gallorini

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0