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MANIFESTAZIONE PER LE STRADE DI AREZZO PER L’ACQUA PUBBLICA SENZA PROFITTO IL 22 SETTEMBRE

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MANIFESTAZIONE PER LE STRADE DI AREZZO PER L’ACQUA PUBBLICA SENZA PROFITTO IL 22 SETTEMBRE

 

 

 

 

A più di un anno dalla straordinaria vittoria dei referendum per l'acqua pubblica, ancora siamo in attesa che le chiare indicazioni dei cittadini (gestione pubblica e senza profitto dell'acqua) vengano attuate.

Anche ad Arezzo, nonostante la volontà espressa da ben 160.000 cittadini (il 96% dei votanti), la politica e le istituzioni nulla hanno fatto per avviare il processo di ripubblicizzazione del servizio idrico e per la cancellazione del profitto dalle tariffe.

Pensiamo che questa situazione, oltre che a prefigurare un comportamento illegittimo dei governanti, costituisca anche un grave vulnus alla democrazia e perciò non possa essere accettata.

Per questo, come Comitato Acqua Pubblica di Arezzo, abbiamo indetto per il giorno sabato 22 settembre alle ore 10,00 una manifestazione per le strade della città di Arezzo alla quale tutti i cittadini, associazioni, comitati etc sono invitati a partecipare.

La Manifestazione partirà da Piazza Giotto e, dopo aver percorso le strade del centro cittadino, terminerà nella stessa Piazza Giotto dove sono previsti vari interventi anche di carattere musicale ed artistico.

La piattaforma della Manifestazione  riepiloga tutte le “storiche” rivendicazioni del movimento aretino per l'Acqua Pubblica; in particolare, come primo intervento in ordine di tempo, viene chiesto che le istituzioni locali, nell’imminente rinnovo del consiglio di amministrazione di Nuove Acque (previsto fra la fine di settembre e gli inizi di ottobre), diano ai nuovi membri di parte pubblica il chiaro e pubblico mandato vincolante di ripubblicizzare il servizio idrico aretino e di togliere il profitto dalle bollette.

Alla manifestazione hanno già aderito ACLI, ARCI, LEGAMBIENTE, FEDERCONSUMATORI, MOVIMENTO 5 STELLE, SEL, IDV, FDS, COBAS.

Parteciperà alla manifestazione il Forum nazionale dei movimenti per l’acqua e anche quello toscano. Inoltre parteciperanno numerose delegazioni di Comitati per l’acqua pubblica sia della Toscana che di altre regioni.  

 

PIATTAFORMA DELLA MANIFESTAZIONE

DEL 22 SETTEMBRE 2012

Affinché la politica e le istituzioni si attivino per:

  1. Rispettare la chiara volontà dei cittadini che è quella di ripubblicizzare il servizio idrico aretino; a questo proposito occorre che ai membri di parte pubblica del consiglio di amministrazione di Nuove Acque venga dato il chiaro e pubblico mandato vincolante di ripubblicizzare il servizio idrico aretino. Naturalmente le figure nominate nel consiglio di amministrazione di Nuove Acque devono essere di provata competenza e con un curriculum coerente con il mandato affidato

  2. Cancellare gli emolumenti ai componenti del CDA prevedendo solo un gettone di presenza; attualmente il Presidente Ricci percepisce un’indennità annua di 32.536 € a cui va sommato un gettone di presenza di 155 € a volta;

  3. Iniziare a mettere in pratica la partecipazione diretta dei cittadini nelle decisioni del bene comune acqua.

  4. Cancellare la remunerazione del capitale investito (profitto) così come sancito dal referendum del giugno 2011; questa componente è pari al 13,82% della bolletta e viene illegittimamente pretesa da Nuove Acque.

  5. Aprire un contenzioso con il soggetto privato per il palese illegittimo ingresso di Acea all’interno di Nuove Acque. Ciò permetterà di ripubblicizzare il servizio idrico aretino senza costi a carico dei cittadini ed anzi richiedendo il risarcimento danni ai soggetti privati per violazione delle condizioni contrattuali.

  6. Cancellare la quota fissa del servizio idrico aretino; essa è illegittima così come sancito anche dal Ministero dell’Ambiente e determina, per la durata della concessione, un extra-ricavo per il gestore di 180 milioni di euro. Si ricorda che ad Arezzo viene applicata la quota fissa più alta in assoluto in Italia; infatti Nuove Acque incassa 12,3 ml di € da quota fissa sul totale dei 45,4 ml di € della gestione 2012.

  7. cancellare le inutili prestazioni accessorie (1,3 milioni di euro l’anno) che gli utenti del servizio idrico sono chiamati a pagare con le bollette al soggetto privato di Nuove Acque.

  8. far realizzare i depuratori solo quando Nuove Acque è in grado di garantire l’allaccio effettivo delle fognature esistenti; altrimenti avremo delle inutili cattedrali buone solo per le inaugurazioni e le statistiche ma non per migliorare la qualità ambientale.

  9. Fare in modo che i costi degli allacciamenti a carico degli utenti siano in linea con i costi effettivamente sostenuti da Nuove Acque; appare ingiustificato che la società lucri anche sugli allacciamenti predisponendo preventivi, a volte, anche di decine di migliaia di euro.

  10. Fare in modo che ci sia l’assoggettamento a canone di depurazione solo dal momento in cui i cittadini sono effettivamente allacciati al depuratore e non da quando il depuratore viene pensato da Nuove Acque.

  11. Garantire il rimborso automatico del canone di depurazione agli aventi diritto indipendentemente dalla presentazione della domanda e per una durata di 10 anni così come sancito dal giudice di pace.

  12. Eliminare gli utili di esercizio dal bilancio di Nuove Acque; i soldi delle bollette dei cittadini devono servire solo per coprire i costi del servizio e non per garantire profitti: i bilanci di Nuove Acque si devono chiudere in pareggio.

  13. Cancellare l’aumento automatico del 6,5% annuo delle tariffe del servizio idrico; in un contesto come quello attuale di grave crisi economica appare fuori da ogni realtà e da ogni buon senso la regola dell’aumento del 6,5% annuo delle tariffe.

 

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