Prima Pagina | Politica società diritti | Ammirati e Santini (Pdl) replicano a Ceccobao: l’assessore vende illusioni, ma la realtà è ben più critica

Ammirati e Santini (Pdl) replicano a Ceccobao: l’assessore vende illusioni, ma la realtà è ben più critica

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Ammirati e Santini (Pdl) replicano a Ceccobao: l’assessore vende illusioni, ma la realtà è ben più critica

Comprendiamo i sindacati, la nostra politica basata su verità e fatti - Intervento dei Consiglieri Pdl in Commissione VII (Trasporti) - Paolo Enrico Ammirati e Giovanni Santini (Vicepresidente)

 

 

«L’assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao continua a fare il gioco delle tre carte, ma i soldi destinati alla tutela dei lavoratori non si capisce dove siano. Nei bilanci regionali preventivo 2012 e pluriennale 2013/14, infatti, non se ne trova traccia. Comprendiamo quindi pienamente le perplessità e i dubbi dei sindacati, che sono anche i nostri. E’ inutile negarlo: i soldi regionali o sono finalizzati per gli investimenti, 30 milioni l’anno per nove anni, oppure, una parte di questi saranno destinati agli ammortizzatori sociali. Ma la chiarezza sui conti ancora non c’è. E non si può che ritenere un errore la cifra di 3 miliardi di euro che troviamo nelle dichiarazioni dell’assessore riportate dai giornali. Ma cosa dice? 3 miliardi di euro? Ma se il fondo nazionale per il trasporto pubblico locale (tpl) ammonta a 1 miliardo e 200 milioni?»

«Inoltre consentiteci di fare chiarezza: come sempre, quando la sinistra non sa come nascondere i propri errori, cerca un capro espiatorio; questo, da 20 anni, è sempre e solo Silvio Berlusconi. I fatti sono diversi: la politica regionale sul tpl è per anni stata fallimentare tra mancanza di economicità nel settore e di razionalizzazione delle linee, e assunzioni scriteriate, spesso per favorire l’acquisizione di consenso politico. E come dimenticare la creazione di organismi dirigenziali sempre politicizzati, bilanci delle società pubbliche per anni sempre in rosso e ripianate con finanziamenti pubblici? Insomma, il tpl è stato un settore in cui la spesa pubblica è stata incontrollata e volta, come sempre in Toscana, a funzionare come macchina del consenso. Ora che la crisi economica obbliga le Regioni a una riduzione della spesa pubblica, i nodi vengono al pettine. Ma sarebbe stato possibile razionalizzare la spesa attraverso l’ottimizzazione complessiva del tpl, cioè costruendo un sistema organico che vedesse in piena armonia il trasporto su gomma e quello su ferro. Per noi la strada da seguire era la gara unica ferro-gomma su scala regionale. Riflettiamo: quante linee doppione ferro-gomma ci sono in Toscana? In questo momento storico occorre coraggio sia di ammettere gli errori fatti in passato, sia di costruire una concreta proposta per il futuro».

«Sui numeri qualcosa non torna: nell’avviso al bando di gara si prevede una variazione del + o – 20% sia sulle risorse sia sui chilometri percorsi. Quindi nessuno può ad oggi dire quanti chilometri saranno messi a gara né quante risorse saranno disponibili. I numeri che sta dando l’assessore corrispondono a personali ipotesi o auspici, ma di concreto per ora non c’è nulla. Dunque, i soldi per garantisce la completa copertura occupazionale non ci sono. Occorre dire la verità, e cioè che ci saranno esuberi per alcune centinaia di unità; e questi lavoratori non potranno in nessun caso essere tutelati. Se si pensa che il costo per ognuno di loro ammonta a circa 40mila euro l’anno, come può la Regione garantire a tutti loro un lavoro o uno stipendio? Nell’accordo sindacale si parla di 16 milioni per il 2013, 15 per il 2014 e poi a scalare. Come pensa l’assessore che quelle risorse – che, ribadiamo, nei bilanci non appaiono – possano garantire una politica di tutela sociale per gli esuberi? Ci manca solo che l’assessore ora incolpi le Province per il taglio alle linee o faccia cadere sui bilanci degli enti locali il costo sociale della gara regionale».

 «Infine, troviamo paradossale che l’assessore parli di organizzazione interna della società che vincerà la gara. Siamo in libero mercato, chi vince deciderà liberamente la propria organizzazione sia interna che esterna con i relativi costi e profitti».

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0