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VASAI, FANFANI E TRICCA MOBILITANO IL SISTEMA LOCALE: il sostegno degli artigiani e di Confeserecenti

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VASAI, FANFANI E TRICCA MOBILITANO IL SISTEMA LOCALE: il sostegno degli artigiani e di Confeserecenti

L’appuntamento è per mercoledì 5 Settembre, presso la Borsa Merci di Arezzo, alle ore 17.00

 

Dalla protesta alla proposta. Le istituzioni chiamano a raccolta il sistema locale per rispondere a quello che viene giudicato come un vero e proprio attacco al territorio aretino, alla sua comunità e alla sua storia. Per dire no a questo progetto, di cui si è fatto portatore nei giorni scorsi il Presidente della Regione, si sono incontrati questa mattina il Presidente della Provincia Roberto Vasai, il Presidente della Camera di Commercio Giovanni Tricca e il Sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani. Dall’incontro è emersa la valutazione circa la gravità del momento e la volontà comune di porre in essere ogni iniziativa necessaria a contrastare ogni tentativo di ridisegnare la geografia istituzionale della Toscana del sud in danno della comunità aretina, con conseguenze incalcolabili per Arezzo e per il suo territorio. Alla luce di tale considerazione, i rappresentanti delle massime istituzioni aretine hanno deciso di convocare istituzioni, sistema economico e cittadini ad un incontro, programmato per mercoledì 5 Settembre presso la Borsa Merci di Arezzo, alle ore 17.00. L’obiettivo è quello di definire una proposta forte e condivisa in vista dell’ormai prossimo avvio del confronto sul riordino delle Province presso il Consiglio delle Autonomie Locali.

CONFESERCENTI APPOGGIA VASAI E FANFANI

Checcaglini: “Non si tratta di campanilismo ma di rivendicare un ruolo territoriale ed economico che ci spetta”

Sul taglio delle provincie e soprattutto sulla posizione del Governatore Enrico Rossi che indica Siena come capoluogo della macroarea Toscana Sud interviene Mario Checcaglini direttore di Confesercenti Arezzo.

“Stiamo dalla parte del presidente Roberto Vasai e del Sindaco Giuseppe Fanfani. Non è questione di campanilismo. Riteniamo giusta la rivendicazione del ruolo di Arezzo leader. Fanno bene il Presidente ed il Sindaco a mantenere una posizione ferma rispetto a quella che noi giudichiamo improvvida proposta del governatore Rossi”.

“Ha ragione poi il presidente di Banca Etruria, Fornasari – prosegue Checcaglini – quando dice che è troppo alto il rischio di impoverimento per Arezzo e per il suo territorio. Arezzo e la sua provincia non possono subire un declassamento. Tra l’altro abbiamo i requisiti giusti per rispondere ai parametri indicati dalla spendig review. E non solo. Lo stesso provvedimento come è stato ricordato indica precisi parametri nella scelta della sede, e in questo caso dovrebbe essere nella macro area Arezzo. Per questo crediamo che ci sia una precisa volontà di sminuire il ruolo di Arezzo come realtà territoriale di primo piano. L’associazione di categoria ritiene che Arezzo abbia tutte le caratteristiche per conquistarsi a pieno titolo il ruolo di leader. È questo quello che Vasai e Fanfani chiedono. Confesercenti sta dalla parte del Presidente e del Sindaco”. 

CNA e  CONFARTIGIANATO

“Arezzo è la provincia più importante e deve rivendicare i suoi diritti”. Confartigianato e Cna chiamano a raccolta il mondo economico per sconfiggere i “giochini” della politica e dei poteri forti

“Arezzo è di gran lunga il soggetto politico ed economico più importante di tutta la Toscana meridionale. In termini imprenditoriali il sistema aretino rappresenta il 10% di tutte le imprese Toscane, il 27% dell’intero export regionale (più di Firenze che si ferma al 26%) e l’85% dell’export complessivo delle 3 province di Arezzo, Siena e Grosseto”.

CNA e Confartigianato, usano la forza dei numeri per esprimere la loro opinione sulla questione del mantenimento della Provincia e chiamano a raccolta le altre associazioni di categoria.

“Le associazioni di categoria – sottolineano - dovranno far sentire forte la loro voce nei confronti delle istituzioni, e dovranno fare in modo che le responsabilità di tutti siano chiare. Occorre evitare interessi compromissori con la politica e gli interessi particolari – proseguono i Presidenti delle Associazioni Artigiane - dobbiamo essere liberi da qualsiasi compromesso per gridare forte ed agire di conseguenza rispetto a qualsiasi ingiustizia, errore, o colpevole azione che la politica di qualsiasi livello può mettere in atto, e dare un fortissimo contributo alla nostra gente alle nostre istituzioni in una lotta per i nostri diritti ed i nostri interessi che in questo momento ci deve unire. Le associazioni di categoria forti e autonome possono far diventare migliore la nostra politica.”

I due presidenti, Donati e Sereni ricordano il contesto. “Anno 2012, gravissima crisi economica, la più pericolosa in quest'ultimo dopoguerra, così dirompente da mettere in pericolo non solo la nostra prosperità ma tutto il sistema democratico-istituzionale.” E puntano il dito verso la politica e i governanti. “In un momento come questo in cui l'economia e' oberata da un debito pubblico mostruoso che ci fa competere con zavorre pesantissime, i nostri governanti mettono in atto una serie di armi di distrazione di massa che servono a poco dal punto di vista pratico ma fanno molta scena.”

E invece il problema è proprio la politica e governanti. “Il problema principale – proseguono Sereni e Donati - e' il peso del Sistema pubblico sul Pil e il debito che questo ha creato. Si e' cercato di risolverlo aumentando la pressione fiscale e oggi abbiamo il record mondiale di pressione fiscale, e si sono promesse riforme strutturali, semplificazioni e semplici intendimenti che in Italia significano "il carretto si presta domani". Fra questi intendimenti che dovrebbero portare al taglio dei costi c'e' l'abolizione delle Province. Ma questo – osservano i due Presidenti – è un ente che come tanti altri può essere virtuoso o no, il responsabile è chi l'amministra. Visto il peso dei campanili in Italia, il Governo ha pensato di mettere alcune regole, giuste o sbagliate che siano, ma regole che debbono valere per tutti. Semplice? Ebbene no. Basta pensare alla legge elettorale, chiamata "legge porcata" dal suo stesso ideatore, attaccata da tutti coloro che l'hanno votata, ma che non la vogliono cambiare. Abbiamo una Regione – rincara Cna e Confartigianato - ed il partito egemone in questa Regione che si stracciano le vesti contro questa legge dimenticandosi che in Toscana l'hanno inventata loro e nonostante le promesse si sono ben guardati dal cambiarla. Tutto questo – continuano Confartigianato e CNA - per dire che e' inutile meravigliarsi di certi atteggiamenti del Presidente Rossi. E infatti – sottolineano ancora – nonostante le regole date dal Governo sulla nuova strutturazione delle Province, la Regione prova a fare “giochini” che favoriscono i cosiddetti poteri forti bancari, universitari e della sanità, organismi che sono stati governati con pessimi risultati, ma i cui debiti il nostro Presidente Rossi vorrebbe far pagare a chi e' stato virtuoso.”

Ma i presidenti di Confartigianato e CNA chiamano in causa anche la classe politica (e non solo politica) aretina. “In questi giorni – osservano - vediamo molti tentativi del Sistema aretino per valorizzare e recuperare la nostra identità, tentativi che devono dare le certezze a Firenze, che in questo territorio molto è cambiato dal 1384 quando le fazioni aretine, in perenne contrasto tra di loro, non pensarono di meglio che vendere a Firenze il libero comune di Arezzo per 40.000 miseri fiorini. Identità di una Provincia con un’economia globalizzata e non tesa a mantenere privilegi o campanilismi. ”

“Può – si domandano le due Associazioni artigiane - un sistema politico che designa i propri rappresentanti nelle assemblee, che non paga i fornitori ma li tassa senza ritegno, che e' riuscito, con le sue interferenze nel mondo finanziario, a distruggere negli ultimi quindici anni un patrimonio accumulato in 700 anni, può valorizzare grandi territori laboriosi e capaci le cui eccellenze produttive sono un valore aggiunto per tutti? O forse c'è chi pensa che un sistema economicamente forte può diventare anche politicamente troppo autonomo?”

Ecco perché i presidenti di CNA e Confartigianato rivolgono il suo appello alle altre associazioni di categoria e le invitano ad unirsi in nome dei diritti e degli interessi della comunità e del territorio, per sconfiggere i torti, rimediare gli errori e rendere migliore la stessa politica.

“Condividiamo la linea perseguita da Comune, Provincia e Camera di Commercio, daremo il nostro sostegno – concludono Donati e Sereni – a qualsiasi azione che aiuti il nostro territorio a difendere i propri diritti.”

 

 

 

 

 

 

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