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Arezzo può rimanere Provincia, ma i desiderata della regione sono le “aree vaste”.

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Arezzo può rimanere Provincia, ma i desiderata della regione sono le “aree vaste”.

 

Ieri sera, ascoltare il Presidente della Toscana Rossi, a Camucia, mi ha insospettito. Poi ho fatto un po' di ricerche e il sospetto é divenuto certezza. La realtà non é quella che ci raccontano perché Arezzo ha la possibilità di rimanere provincia. Il Governatore Rossi e il suo gruppo di potere hanno, però, un' altra idea: quella delle aree vaste.

Il sospetto mi é venuto perché Rossi ha parlato di rispetto della legge in modo totalmente partigiano. Qualcuno gli ha gridato "vai a casa". Lui si è molto alterato é ha cominciato ad urlare. Rivolgendosi a quello che aveva dato quel consiglio di trasloco, che si trovava più vicino al palco, gli ha fatto una lezione di comportamento, di educazione e di democrazia e poi gli ha detto "fascista", ovvero il termine rispolverato ultimamente anche da Bersani con Grillo.

Ma torniamo alla legge. Il presidentissimo ha detto che "per legge", purtroppo, Arezzo non avendo i 350.000 abitanti al penultimo censimento (quello valido “per legge”), non può rimanere provincia autonoma. Ha detto invece che è naturale che il capoluogo della super provincia “Toscana del Sud” sia Siena che ha i servizi. Dopo queste due affermazioni ho cominciato ha sentire un forte odore di bruciato, nonostante incendi  boschivi non ve ne fossero.

Perché la legge “vale” per dire che Arezzo non può rimanere provincia  e “non vale” per dire che Siena sarebbe il naturale capoluogo della super provincia toscana del Sud? 

E poi, ma è geograficamente corretto definire Arezzo parte della Toscana del Sud? Ma cosa ci hanno mandato a fare a scuola i nostri genitori?

Quando si sentono certe affermazioni bisogna fare un passo indietro e documentarsi. Sul fatto che Arezzo sia a Sud della Toscana non ho avuto necessità di documentarmi. E’ certamente una cavolata! Su cosa dice la legge sul riordino delle province, invece, mi sono documentato ed è venuto fuori quanto sospettavo. Anche in questo caso qualcuno dice delle cavolate al pari di “Arezzo = Toscana del Sud”. E ora, con i potenti mezzi informatici del PC, uso il copia e incolla dalla legge 135 del 2012.

Per quello che riguarda il capoluogo la legge, art. 17, dice: ” In esito al riordino assume il ruolo di comune capoluogo delle singole province il comune già capoluogo di provincia con maggior popolazione residente, salvo il caso di diverso accordo tra i comuni già capoluogo di ciascuna provincia oggetto di riordino."

Per quello che riguarda, invece, il limite dei 350.000 residenti la legge così recita: ” La popolazione residente è determinata in base ai dati dell'Istituto nazionale di statistica relativi all'ultimo censimento ufficiale, comunque disponibili alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.”

Bene. Il governatore ha detto che la provincia di Arezzo, secondo il censimento del 2001, “valido per legge”,  è deficitaria di  6500 anime per poter rimanere provincia (che poi, a quella data, sarebbero in realtà non 6500 ma circa 4000).

Sempre il Governatore, confidando evidentemente nel sonno della platea, ha aggiunto che Siena dovrà essere “naturalmente” capoluogo della Toscana del Sud perché “ha i servizi”.

Quindi, quando fa comodo si richiama la legge e quando non fa comodo si parla di “servizi”.A pensar male viene credere che Siena, più che “avere i servizi”, ha “fatto molti servizi” a qualcuno.

Ma ora devo spender qualche parola sul numero dei residenti in Provincia. Il testo dice:  “dati dell’ultimo censimento ufficiale, comunque disponibili alla data di entrata in vigore della legge.”  L’ultimo censimento e del dicembre 2011 indica che siamo sotto soglia di circa 65 unità.  L’ISTAT, però, può certificare che al gennaio 2012 già avevamo superato i fatidici 350.000.

La realtà, quindi, è ben diversa da come ce la raccontano  alcuni politici. Purtroppo, chi ha in testa l’dea delle Aree Vaste, con capoluoghi di comodo, non demorde e usa tutti i mezzi, compresa l’interpretazione farlocca delle leggi. Noi, come aretini, invece, abbiamo un dovere importante, non solo per la nostra provincia ma per tutta la Toscana. Dobbiamo sconfiggere questo disegno verticista, antidemocratico e in certi casi anche un po’ “furbetto”, diciamolo, delle aree vaste. Ogni area vasta sfugge al controllo democratico poiché viene gestita, di fatto dalla Regione, in modo indiretto e quindi molto nascosto al controllo dei cittadini. L’area vasta viene spacciata come necessaria per raggiungere delle “economie di scala”. Nulla però e più sbagliato.  Un esempio semplice semplice è l’ATO, per i rifiuti urbani.  Arezzo, Siena e Grosseto sono uniti sotto l’egida della città del Palio. L’unica “economia di scala” certa é questa: “non si potrà mai controllare se le tariffe applicate sono giuste o servono per rifocillare i dissesti dell’allegra finanza senese”.  Qualche mal pensante ha detto” A noi ci mandano i rifiuti nell’inceneritore da raddoppiare e noi, in cambio, gli mandiamo il doppio dei soldi”.

Una cosa, quindi, ieri sera a Camucia l’abbiamo capita: le “aree vaste” sono e saranno dei grandi carrozzoni e con vasti sprechi. In sintesi, come coniato da Informarezzo, saranno  uno Spending Depiù!

 

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