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Il presidente Rossi: "Sono pronto a discutere civilmente a condizione che la pensiate come me"

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Il presidente Rossi: "Sono pronto a discutere civilmente a condizione che la pensiate come me"

"E gli altri? - Sono tutti fascisti..." Il contradditorio è oltraggioso e le critiche sono offese. Come restare profondamente deluso da chi, per ruolo istituzionale, dovrebbe essere chiamato a rappresentare tutti i cittadini.

 

 

 

 

Camucia, 27 agosto 2012 - Festa del PD.

Dopo aver ascoltato il presidente della giunta regionale, mi sono convinto che qualunque ragionamento, qualunque argomentazione all’insegna del: “Ho detto la mia ora dite la vostra”, sarebbe tempo perso. Discutere infatti con chi cerca una soluzione, è sempre utile e costruttivo, ma farlo con chi cerca solo di avere ragione, è non solo inutile, ma addirittura frustrante. Perché la sensazione che ho ricavato da questa serata, è che le ragioni di facciata siano ben diverse dalle motivazioni reali e dialogare senza conoscerle, equivale a discutere con un sordo. Salto quindi qualsiasi possibile ragionamento di merito (tanto li ho già fatti) e passo alle sole parole che sembra abbiano una qualche utilità reale: le leggi dello stato. Visto che durante la serata, più volte la 95/2012 ci è stata agitata davanti come uno spauracchio (della serie o ci mettiamo d’accordo o sarà il governo che lo farà per noi), forse è proprio la cosa che più spaventa, ma non i cittadini, bensì gli stessi vertici regionali.

Che forse applicando le leggi dello stato, non tutti i desiderata del soviet potrebbero essere esauditi ?

E  allora vediamo cosa dice la legge 95/2012 all’ art 17 comma 4‐bis):  In esito al riordino di cui al comma 1,assume il ruolo di comune capoluogo delle singole province il comune già capoluogo di provincia con maggior popolazione residente, salvo il caso di diverso accordo tra i comuni già capoluogo di ciascuna provincia oggetto di riordino. 

Caro presidente regionale, che ama discutere solo con chi la pensa come lei e a condizione che abbia rilevanza regionale, ovvero che sia stato eletto almeno a livello regionale (giuro lo ha detto, abbiamo la registrazione), siamo ora fermamente e più che mai convinti, che un accordo sia per il governo regionale assolutamente necessario, perché se così non fosse, per tenere la barra dritta sulle proprie fissazioni, sarebbe necessario: o chiedere al governo di cambiare la legge, o fare una legge ad provinciam! Francamente credo che questa ipotesi parrebbe al momento piuttosto remota.

Ma non basta, il bello deve ancora venire: la Costituzione della Repubblica Italiana (mica un decretuccio balneare) all’ Art.133 sancisce che: “Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell'ambito d'una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione. La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni”.

Poco conta che il consigliere Marco Manneschi, fresco di nomina nella famosa commissione sul riordino, ci racconti che deve essere chiaro a tutti ed in primo luogo al Sindaco di Arezzo, che la penultima parola, prima di quella definitiva del Governo, la pronuncerà proprio il Consiglio Regionale e non altri Organi. La prima e l’ultima parola tocca sempre al popolo italiano, e in sua vece spetta alla Costituzione della Repubblica, che pare proprio sia stata presa a sberleffi, sia dalla 95/2012 che dalla burocrazia regionale.

La Costituzione ha previsto infatti, per qualunque mutamento delle circoscrizioni provinciali, un procedimento legislativo aggravato con il vincolo dell’iniziativa comunale e previo parere regionale. Con una recentissima pronuncia, la n. 151/2012, la Corte costituzionale infatti, ha rivolto un monito preventivo (e inascoltato) al legislatore, valido pro futuro: di rispettare i principi fondamentali che la Costituzione pone a garanzia degli enti locali territoriali.

In altri termini, situazioni eccezionali, come la grave crisi economica che ha interessato e continua ad interessare l’Italia e l’Europa intera, non possono essere invocate ed utilizzate dal legislatore per sospendere le garanzie costituzionali di autonomia di Comuni e Province stabilite dalla Carta. Non sarà un governo interinale, con un decreto legge approvato a colpi di fiducia, a modificare la natura di un territorio. Ne tantomeno potrà farlo la commissione regionale sul riassetto e neppure il Consiglio Regionale. Attendiamo dunque la sentenza della Corte Costituzionale, che però ha già dato, come si è visto, forti e chiari segnali sull’argomento. Le provincie si aboliranno prima o poi, ma non con questi metodi. 

Nel frattempo i vertici regionali continuano a dare pessima prova di sé, con crisi isteriche in perfetto stile Maria Antonietta, verso un cittadino che a voce un po’ troppo alta ha solo esclamato un: “Ma va a casa.. ” mentre ci stavano raccontando che l’unica città della Toscana meridionale in grado di possedere già i servizi essenziali, tanto da poter esercitare la funzione di capoluogo, fosse Siena.

Ed infatti, a meno che questi servizi essenziali siano: una università sul baratro del fallimento, una banca che non c’è più, un aeroporto che fa volare ben 11 persone al giorno, un’Autopalio scalcagnata, una classe politica imparentata coi Borgia, un tessuto industriale fermo al medioevo, una ferrovia Lima e il palio dell’Assunta, quali siano dicevo, questi eccezionali servizi da capoluogo, ancora ho da capirlo. Ed è tutta la sera che ci penso! L'unico buon motivo che ho trovato, è la possibilità di giustificare la nuova sede della provincia, costata fresca fresca ben 11 milioni di euro. 

Portare a Siena la prefettura, la questura, il tribunale e soprattutto la Camera di Commercio, che ricordo è anche Industria e Artigianato, in una città che al massimo la userà per fare Agricoltura (MPS effettivamente in origine significava Monte dei Pascoli), mi sembra la saga dell’assurdo.

O forse è meno assurdo di quanto non sembri… bastava dirlo chiaro però ! 

 

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