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Per San Donato, l’inverno è nato… ma non sembra proprio!

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Per San Donato, l’inverno è nato… ma non sembra proprio!

In occasione della festività, reso noto il dispositivo del Papa. Centotremila euro per i poveri, per alimentare il fondo diocesano per le famiglie in difficoltà

 

 

Grande festa ieri sera al Prato di Arezzo per festeggiare San Donato, il Santo Patrono di Arezzo. Molti gli aretini che sono saliti in vetta alla città per godersi lo spettacolo. Bello ma breve: la crisi ha infatti consigliato di operare tagli anche sugli spettacoli pirotecnici. E così è stato. 

Dopo una giornata in cui la nuvolaglia sembrava farla da padrona e dopo che 4 gocce (quattro di numero) cadute qua e là avevano fatto temere il peggio, il caldo si è di nuovo impossessato della nostra città. I vecchi dicevano spesso che per San Donato l’inverno è nato, ma evidentemente deve essere ancora in fasce a giudicare dal termometro di questi giorni.

Oggi continuano le celebrazioni religiose, essendo anche considerata giornata festiva. 

La Cattedrale è stata riaperta alle prime luci del mattino; alle ore 7 sono state recitate le Lodi e celebrata la prima Messa, a seguire le Celebrazioni Eucaristiche delle ore 8, 9 e 12.

Alle ore 10.45, nella Pieve di Santa Maria in Arezzo, ove si conserva il prezioso busto reliquiario trecentesco di San Donato, l’Arcivescovo ha presieduto la preghiera dell’Ora Terza a la Messa.

La giornata di festa terminerà in Cattedrale con la Messa Stazionale delle ore 18 e con la recita dei Secondi Vespri, presieduti dall’Arcivescovo.  

 

Reso noto il ricavato della colletta deposta ai piedi del Papa

durante la sua Visita Pastorale alla diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro

Era stato affidato a due giovani il compito di consegnare a papa Benedetto XVI il dono che la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro aveva preparato in occasione della visita pastorale che il Pontefice ha compiuto domenica 13 maggio scorso; e così, pochi istanti prima dell’inizio della Messa celebrata al Prato di Arezzo, si è svolto un gesto altamente simbolico che da qualche tempo – complice l’attuale crisi economica – si ripete nei viaggi papali e che si radica nella tradizione della comunità cristiana sin dalle sue origini.

Infatti, come avveniva nella Chiesa nascente, quando ai piedi degli apostoli veniva deposto il ricavato della vendita dei beni, perché fosse distribuito a ciascuno secondo il bisogno (Atti, 4, 32-35), allo stesso modo la comunità cristiana aretina, cortonese e biturgense ha voluto donare al Papa il ricavato di una grande colletta che si è svolta domenica 22 aprile, perché fosse destinato ad opere di carità.

Il gesto, spiegato dall’Arcivescovo in una lettera a suo tempo indirizzata ai parroci, e in certo qual modo suggerito proprio da papa Benedetto XVI, voleva richiamare l’importanza di far festa, in occasione della visita del Pontefice, senza dimenticarsi dei più bisognosi.

«Vogliamo fare un regalo “costoso” per il Papa», aveva scherzato monsignor Fontana qualche giorno prima dello storico appuntamento del 13 maggio, sollecitando la generosità degli aretini; e i fedeli non si sono fatti pregare: infatti – secondo quanto viene reso noto in occasione della festa di San Donato, patrono della diocesi – all’esito delle rendicontazioni pervenute dalle duecentoquarantasei parrocchie e dopo che donatori privati si sono voluti aggiungere in questo tempo, la colletta ha raggiunto la somma di centotremilasettecentoquarantasei euro, addirittura superando la grande raccolta quaresimale del 2010, destinata alla realizzazione di alcuni appartamenti per le famiglie cristiane di Gerusalemme.

Benedetto XVI, che nelle settimane precedenti la sua visita aveva voluto informazioni sulla realtà aretina ed era venuto a conoscenza delle difficoltà economiche che attraversa la nostra provincia, ha disposto che il ricavato della colletta sia impiegato per le numerose famiglie in difficoltà di questa terra.

 Così, le offerte raccolte andranno ad alimentare il “Fondo di solidarietà” da tempo attivato dalla Diocesi, e saranno distribuite secondo criteri di giustizia ed equità tramite i parroci e le rispettive Caritas parrocchiali.

 

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