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Francini su rendiconto 2011: “Fanfani condannato a fare il Sindaco”

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Francini su rendiconto 2011: “Fanfani condannato a fare il Sindaco”

Le critiche del PdL al rendiconto 2011 del Sindaco

 

 

“E'  condannato a fare il sindaco. Oggi, per di più, con un'esile maggioranza. Non è contento ma non ha la forza di ribellarsi”.

Questo il commento di Francesco Francini, capogruppo PdL, al rendiconto 2011 illustrato stamani in Consiglio dal Sindaco Fanfani.

“L'approvazione del Regolamento urbanistico non può essere un vanto perchè non garantisce lo sviluppo della città ed è avversato da operatori e professionisti. Solo la crisi economica impedisce che tutte le sue contraddizioni vengano a galla. Chiedo al Sindaco di dichiarare ufficialmente se vuol cambiarlo oppure no. Non c'è chiarezza su nessun elemento nevralgico dell'azione amministrativa. Poco o nulla, infatti, è dato sapere su area Lebole, termovalorizzatore, acqua pubblica. Siamo di fronte ad un minimalismo reticente che contraddice la volontà di governare. A proposito di lavori pubblici: l'unico vanto è ancora il Piuss ma è possibile sapere quanto è stato realizzato, quanto è costato al Comune, quali lavori verranno terminati e quali abbandonati perchè irrealizzabili?

Sul personale comunale: perchè il Sindaco non dice a cosa servono i nuovi dirigenti e quali vantaggi portano alla macchina comunale?

L'economia, poi, non è solo fiere e turismo: Arezzo per la posizione geografica e per il patrimonio di aree e strutture industriali ha una vocazione manifatturiera di cui l'Amministrazione si è completamente dimenticata: invece di tagliare nastri alle fiere, più o meno qualificate, faccia un piano con i soggetti del credito e dell'imprenditoria per portare ad Arezzo i capitali per riprendere a lavorare”.

Il Pd ha detto no al brand ‘Arezzo’. Motivo? Era una mia proposta

Nella seduta pomeridiana del Consiglio comunale, il Pd ha bocciato il mio atto d'indirizzo su turismo e cultura, che avrebbe impegnato la Giunta, insieme alle forze produttive, ad operarsi per la creazione di un brand "AREZZO" quale veicolo di pubblicità nazionale ed internazionale del nostro territorio. Mettendo finalmente da parte i campanilismi e facendo rete con le altre realtà della nostra provincia, a cominciare da Cortona che sul tema del turismo ha certamente una strategia e una realtà più avanzate delle nostre. 

L’unica motivazione del no da parte del Pd è che l'atto d’indirizzo vedeva quale primo firmatario il sottoscritto. La città si spegne, i turisti scarseggiano, e con essi le relative entrate economiche, le manifestazioni culturali sono ormai riservate a piccolissime elite, ma il Pd vota contro solo, mi pare il caso di dire, per "partito" preso. Ne prendo atto ma confermo che continuerò ad andare avanti nell’interesse della città e del suo sviluppo economico.

 

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