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Quando il Sole tramontava dietro a “queli poggi”

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Quando il Sole tramontava dietro a “queli poggi”

“Un giorno voglio salì su queli poggi per vedè do' tramonta 'l Sole - disse la sora Beppa guardando il cielo che si colorava di rosso - so curiosa de vede do’ va ‘l Sole quando se spenge”.

 

 

L’Italia è fatta di gente così, semplice, che non pensa che sia la Terra che giri intorno al Sole, ma che se andiamo dietro a “queli poggi”, dove da sempre lo vediamo sparire, chissà potremo sapere anche il seguito della storia della nostra stella.  Le persone semplici sono come la sora Beppa, vogliono risposte chiare ed immediate. E nella giusta semplicità, vedendo arrivare tante buste, c’ogni volta che n’arriva una il cuore comincia a sussultare così forte che riesce a mettere in crisi le nostre coronarie, tutte con la scritta “Equitalia”, giustamente contro questo nome ci incazziamo. Chi è che ci procura tanti dolori e tanta preoccupazione? Equitalia: e allora cambiamogli nome. Chiamiamola Santa Claus, che tanti bei ricordi risveglia in tutti noi. E le famigerate buste di sicuro ci faranno meno paura. Oppure abroghiamola, cambiamogli la proprietà, facciamocela in casa, esorcizziamola… insomma facciamogli qualcosa.

In realtà, non è Equitalia che è dotata di poteri eccezionali, ma la proprietà di questa, ovvero l’agenzia delle entrate. Sorvoliamo che l'agente rilevatore e l'escussore siano contrallante e controllato, e addirittura con un unico presidente, che solo il pensiero fa venire il vomito.

Il nodo della questione, è l'art. 29 comma 1, D.L. n. 78/2010. Dal 1 ottobre del 2011 infatti, gli accertamenti del Fisco sono diventati immediatamente esecutivi. Ciò significa che quando gli 007 delle tasse vi dicono che secondo loro voi avete pagato poco o male, prima pagate e poi potrete difendervi. Un po’ come se un giorno vi arrestassero: prima vi facessero scontare la pena e poi vi facessero il processo. Se sarete innocenti, vi faranno certamente delle scuse. Nel frattempo la vostra azienda sarà fallita, le banche vi avranno chiuso i fidi, i fornitori non vi faranno più credito. Però sempre tante scuse vi faranno.

Ci spiega  il meccanismo il direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera il quale però precisa: “Il tempo per pagare si è ridotto, ma non sono i due mesi di cui si parla. I due mesi sono i tempi che ha il contribuente per fare ricorso, dopodiché c’è una procedura amministrativa che dura almeno sei mesi per arrivare alla richiesta di pagamento”. Magari l’onnipotente Befera, si guarda bene dallo spiegare che in Italia per avere un giudizio da una commissione tributaria, di mesi non ne servono sei ma trentasei… l’agente della riscossione, che si chiami Equitalia, Santa Claus o Babbo Natale, sulla base del titolo esecutivo di cui sopra, senza la preventiva notifica della cartella di pagamento, è obbligato a procedere ad espropriazione forzata con i poteri, le facoltà e le modalità previste dalle disposizioni che disciplinano la riscossione a mezzo ruolo. E se il predetto agente, comunque lo si chiami, non agisce secondo le norme così dettate, viene chiamato a responsabilità per la mancata riscossione.

Ma non finisce qui: a partire dal 61° giorno dalla notifica dell’avviso di accertamento, le somme richieste sono maggiorate degli interessi di mora, calcolati a partire dal giorno successivo della notifica degli atti stessi; inoltre, all’agente della riscossione spettano l’aggio, interamente a carico del debitore, ed il rimborso delle spese relative alle procedure esecutive.

In questo stato di polizia tributaria, inaugurato dal paraleghista Tremonti, coordinato dal liberale Berlusconi, che nel 94 aveva promesso agli italiani la rivoluzione liberale, Equitalia sta all’agenzia delle Entrate come i Bravi stanno a Don Rodrigo. Potrete rendere i bravi più gentili, più educati e più rispettosi, ma l'albero del male affonda le sue radici in una legge iniqua, fatta per spremere i cittadini senza portar loro rispetto, e da tali radici altri frutti non nasceranno.

Tremonti ha offerto una legge che dà al Fisco poteri mai visti nella storia della Repubblica.  Un potere simile non viene accordato dalla legge neppure ai pubblici ministeri nelle inchieste penali. Il cittadino deve saldare il suo "presunto" debito prima ancora dell'istruzione di un processo amministrativo che definisca chi ha ragione. Forse neppure nelle dittature del secolo scorso era previsto tanto potere. Bisogna derubricarsi nella repubblica delle banane e forse solo questo siamo ormai. E ci chiediamo perchè gli stranieri non investono da noi? Voi lo fareste se conosceste il sistema tributario e legislativo italiano?

Le statistiche ci dicono che il 40% di questi accertamenti, alla verifica giudiziaria risulteranno errati, cioè infondati nel fatto e nel diritto. Ma il bisogno di continuare a sperperare 60 miliardi di euro l’anno (fonte Corte dei Conti) in spese superflue, corruttele, mercimonio politico e finanza allegra, costringono gli italiani ogni giorno di più in trincea contro il loro stesso stato. A fronte dei superpoteri concessi alla Agenzia delle Entrate, guarda caso non sono stati dati altrettanti poteri alla Agenzia delle Uscite: la Corte dei Conti. Troppo pericoloso per chi maneggia i soldi dei cittadini. 

Oggi a Equitalia (ma sappiamo che sarà la stessa cosa quando nasceranno le agenzie creditoriali governate direttamente dagli stessi comuni o province) è stata data ancora di più carta bianca, anche quando non si è dichiarati colpevoli, anche quando non è accertata la necessità di pagare da parte del cittadino. Oggi è possibile requisire case o conti correnti. Questo è ciò che è stato fatto approvare da questo parlamento, con tutte le urgenze della super crisi in corso. Per salvare il nostro paese, sono state infilate una serie di norme che permettono di pignorare e vendere le case degli italiani. E' stato inaugurato l'arbitrio unificato e centralizzato

“In ogni modo – prosegue il direttore dell’Agenzia delle entrate – le nuove regole hanno praticamente eliminato la cartella di pagamento quando c’è un accertamento, dove l’accertamento è sempre immediatamente esecutivo, Questo – prosegue il grande Befera - è solo un adeguamento della legislazione italiana al sistema di riscossione previsto dalle norme europee, dove l’accertamento è sempre immediatamente esecutivo”.

Peccato che il grande Befera non specifichi anche che, nel resto d’Europa, si può ottenere un giusto processo (tributario o civile) in 3 mesi e non in 3 anni.  

 

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