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Un nuovo inizio. Ripartiamo dai temi.

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Un nuovo inizio.  Ripartiamo dai temi.

Comunicato SEL, IDV, FDS – Sinistra per Arezzo

 

 

Come è noto, la rottura della  coalizione di centrosinistra al Comune di Arezzo è nata da precise questioni politiche su alcuni nodi fondamentali del programma, che l’amministrazione comunale ha voluto disattendere. Nel registrare come non siano arrivate risposte precise e proposte su tali contenuti da parte del Partito Democratico, come già annunciato nella nostra prima Assemblea pubblica del 30 maggio scorso, noi intendiamo proseguire nel costruire  un nuovo percorso politico e lo facciamo riportando la discussione sulla città nel suo luogo naturale, cioè tra i cittadini.

Abbiamo deciso di ripartire proprio da alcuni dei punti programmatici che hanno originato la rottura e che, secondo noi, stanno alla base di una visione di città differente, più moderna, più efficiente, più solidale, che ponga al centro la trasparenza, la partecipazione dei cittadini e i beni comuni, a partire dalle risorse ambientali. Invitiamo quindi la cittadinanza a discuterne in queste occasioni:

L’EDUCAZIONE IN SALDO. ESTERNALIZZARE O SMANTELLARE? Il futuro dei servizi educativi ad Arezzo.

Mercoledì 27 giugno, Piazza S. Agostino, ore 21

È di questi giorni la decisione dell’Amministrazione di esternalizzare nuovi servizi educativi e di non procedere a riassumere nessuno degli insegnanti comunali che andranno in pensione. Sappiamo che non sarà possibile reintegrare tutti gli insegnanti che andranno in pensione nei prossimi anni, anche a causa dei vincoli di legge. Ma sappiamo che sarebbe stato possibile (e giusto) assumerne alcuni e questa è la proposta – del tutto ignorata – che avevamo avanzato. In ballo, come è chiaro, c’è il futuro dei servizi educativi (e non solo educativi) della città. Noi crediamo nel sistema misto aretino, che ha rappresentato e rappresenta una vera e propria eccellenza nel panorama italiano e che si basa sulla compresenza, nella gestione diretta, del pubblico e del privato sociale, entrambi di ottimo livello. Il sistema ha bisogno però di tutte e due le componenti: perché è proprio dal confronto e dallo scambio di esperienze tra esse, che scaturiscono gli elevati livelli di efficienza e professionalità attuali. L’amministrazione comunale, ha invece evidentemente altri piani. Intende cioè nella sostanza procedere al progressivo smantellamento del servizio pubblico, non sostituendo neanche in parte il personale che andrà in pensione.

NON BRUCIAMOCI IL FUTURO. Per una differente gestione del ciclo dei rifiuti.

Mercoledì 4 luglio, Rigutino, Sala della Ex-Circoscrizione, ore 21

La Valdichiana è il luogo ideale per parlare del tema, perché è quello che più di tutti subisce le conseguenze dannose delle attuali politiche, basate in via prioritaria sull’incenerimento. Noi crediamo invece che l’incenerimento debba essere solo l’ultima ratio, e che ad esso si debba ricorrere soltanto dopo che si siano promosse serie politiche volte alla riduzione, al riutilizzo, al riciclo. Arezzo è un vero e proprio caso di scuola. Non abbiamo nessuna politica che incentivi la minor produzione di rifiuti e o il loro riutilizzo, abbiamo una raccolta differenziata a livelli bassissimi (37%), ma si progetta il raddoppio di un nuovo inceneritore, che costerà agli aretini oltre 100 milioni di euro (che pagheremo noi in bolletta). Abbiamo chiesto di sospendere la decisione di raddoppiare l’inceneritore, di utilizzare i 39 mesi previsti dal progetto europeo Life+ (Valutazione di impatto sulla salute) in primo luogo perché solo al termine di tale percorso (nato per questo motivo) si potrà ragionevolmente arrivare ad assumere la decisione se costruire o no un nuovo impianto e, in secondo luogo, per adottare politiche alternative e per incrementare la differenziata tramite l’attivazione immediata ed efficace di un piano per la raccolta porta a porta. Al termine di questo periodo, potremmo valutare se sarà davvero necessario raddoppiare l’inceneritore o se non converrà invece adottare altre soluzioni impiantistiche meno impattanti, con grande risparmio di denaro pubblico e ricadute ancora più vantaggiose per la salute delle persone. Il PD invece, o almeno una parte di esso, sembra non voglia neanche ragionare di alternative e vuole l’inceneritore a tutti i costi, costi (economici e di salute) che pagheranno gli aretini.   

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