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Coldiretti: 1 milione di euro per l’agricoltura sociale

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Coldiretti: 1 milione di euro per l’agricoltura sociale

Scade il 2 luglio il bando regionale con contributi a fondo perduto alle imprese che mettono in campo esperienze in attività rurali coinvolgendo persone con disabilità o con svantaggio. Il direttore Marotta: un nuova multifunzionalità agricola a servizio delle persone in difficoltà

 

 

La realtà agricola presenta caratteristiche che possono diventare, se ben organizzate, una risorsa per le politiche di inclusione socio-lavorativa di tutti i soggetti svantaggiati e in particolare di quelli con disabilità. E’ il concetto che è alla base di una novità assoluta in Italia: il bando per l'agricoltura sociale della Regione Toscana. Come rende noto la Coldiretti di Arezzo, a disposizione c’è un milione di euro. Il bando resterà aperto fino al 2 luglio offre contributi a fondo perduto alle imprese abbiano attivato esperienze in attività rurali coinvolgendo persone con disabilità o con svantaggio. Il tutto rientra nel progetto GiovaniSì lanciato dalla Regione Toscana. I beneficiari del bando sono agricoltori, cooperative sociali e associazioni. Si finanziano progetti di accoglienza di persone con disabilità e/o svantaggio, per il miglioramento della loro autonomia e capacità tramite attività rurali. La persona deve essere affiancata da un accompagnatore che si prende cura della sua accoglienza. I progetti possono prevedere un'accoglienza per un periodo massimo di 36 mesi. Ad ogni persona accolta deve essere corrisposto un sostegno economico variabile, da 100 a 400 euro mensili in rapporto delle ore di attività effettuata. L'attività deve essere svolta in 2-5 giorni la settimana per almeno 2-6 ore giornaliere. Verrà data priorità a minori e giovani disabili psichici o tossicodipendenti.

“Nel corso degli anni più recenti l'agricoltura ha assunto nuove funzioni: da quella di tipo ambientale a quella legata alla fruibilità turistica, la cui parte più visibile è rappresentata dagli agriturismi ed esperienze simili - spiega Giampiero Marotta, direttore di Coldiretti Arezzo – ma esiste anche una funzione ‘sociale’ che ha a che fare con l'antica capacità del mondo agricolo di proporre azioni di inclusione. Una realtà, dunque, che ha da sempre garantito l'animazione dei territori rurali, risolvendo spesso i suoi problemi dall'interno”.

Nell'ambito rurale, il decreto legislativo 228 del 2001 su Orientamento e modernizzazione del settore agricolo “ha assunto – continua Marotta - una rilevanza strategica per l'ampliamento del ruolo di riconoscimento delle attività e delle funzioni del comparto. Un cambiamento coerente con l'evoluzione della domanda degli agricoltori e degli allevatori e con le linee di politica del settore. E' stato introdotto il concetto di multifunzionalità dell'impresa agricola, impresa in grado di produrre materie prime, ma anche beni e servizi alla persona”.

L’agricoltura sociale si lega allo sviluppo agricolo e rurale da due diversi punti di vista, “perché adotta – insiste Marotta -  una visione multifunzionale dell’agricoltura legando la gestione dei processi produttivi alla creazione di servizi e di benessere per le persone coinvolte, e perché contribuisce ai percorsi di sviluppo nelle aree rurali, consolidando la rete di servizi disponibili per le popolazioni locali, accrescendo la reputazione e la capacità delle imprese agricole di operare in nuove reti di soggetti, migliorando la visibilità della loro offerta e diversificando le opportunità di reddito, stimolando l’ingresso di nuovi soggetti nella gestione di attività economiche innovative”.

Gli uffici Epaca della Coldiretti di Arezzo sono a disposizione di tutti i soggetti interessati (Imprenditori Agricoli, Cooperative Sociali tipo B, Enti e Associazioni che svolgono Assistenza a persone con disabilità) per informazioni e assistenza alla preparazione della domanda.

 

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