Prima Pagina | Lettere alla redazione | Lettera aperta di Luciano Bigazzi: pronto a correre per la Confartigianato

Lettera aperta di Luciano Bigazzi: pronto a correre per la Confartigianato

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Lettera aperta di Luciano Bigazzi: pronto a correre per la Confartigianato

A seguito di notizie apparse nella stampa in cui il mio nome è stato associato ad una eventuale presidenza provinciale della CONFARTIGIANATO di Arezzo, con la presente lettera confermo la mia candidatura.

 

 

 

 

 

 

La mia candidatura nasce dal fatto che non è accettabile, in un momento di forte crisi come quello attuale, che CONFARTIGIANATO AREZZO e la sua Federazione degli ORAFI resti passiva e non recepisca le istanze, le necessità e le lamentele di centinaia di aziende orafe che non si sentono più rappresentate dal Pres, Boldi. Da anni, come Presidente  Nazionale degli orafi mi batto nei tavoli istituzionali per rendere note ed affrontare le problematiche del nostro settore con dei buoni risultati. Mentre ad Arezzo, forse per la sete di potere personale, non si muove paglia e le imprese si sentono sempre meno rappresentate.

Ad Arezzo,  come nel resto del Paese, c’è una grave crisi economica che deve essere affrontata senza indugi e senza tentennamenti. Per fare ciò c’è bisogno di nuova linfa e dell’impegno di tutti coloro che hanno a cuore la sorti della nostre imprese. Non è possibile che un’Associazione di 5500 associati sia gestita in modo egemonico e verticistico e dove il potere decisionale è in mano ad un paio di persone che hanno concentrando su di loro la maggior parte degli incarichi. Associazione dove i dirigenti più volenterosi e che danno il massimo di sé vengono addirittura derisi in pubblico.

La mia disponibilità alla candidatura è condivisa da un numero consistente di dirigenti che mi hanno stimolato a fare questa scelta. In caso di affermazione a me non interessano né le “poltrone” e né i compensi.  Anzi , per essere trasparente, come tutti lo dovrebbero essere, fin da ora dichiaro che in caso di mia elezione rinuncerò ad ogni altro incarico. Il dirigenti di un’associazione come CONFARTIGIANATO deve impegnarsi per spirito di servizio, rispondere alle richieste e cercare di risolvere i problemi degli associati e non accaparrare incarichi, compensi e privilegi.

Quotidianamente numerosi imprenditori artigiani, tra cui molti orafi, mi chiamano portandomi a conoscenza dei problemi che li affliggono, lamentandosi del fatto che non si sentono tutelati e rappresentati da chi dice che ad Arezzo il settore orafo, rispetto agli altri settori, è in buona salute e che la crisi è ormai al termine. Tutto ciò, oltre ad essere falso, è inconcepibile e inaccettabile. Non si può e non si deve, per miseri giochi di potere e convenienze, falsificare la realtà e tradire le aspettative di chi ha posto la propria fiducia e speranza in noi e spera di essere rappresentato al meglio, in modo efficiente e, per quanto possibile, efficace.

Sono in questa Associazione da diverso tempo e mai ho registrato una situazione di precarietà ed isolamento come stiamo vivendo attualmente, nei rapporti con le altre Associazioni. Purtroppo ci siamo trasformati principalmente in un’Associazione che eroga servizi. Dimenticandoci quale è la nostra vera missione sindacale: La tutela delle imprese associate e degli imprenditori.

La mia “discesa in campo” e l’aver accolto la richiesta di tanti colleghi, nasce da tutto questo, ma sopratutto dalla volontà di dover lanciare un segnale di cambiamento.  Dove tutti i dirigenti si sentono parte del progetto e lavorano per il bene dei propri associati.

 

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0