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5 domande (le abbiamo dimezzate) al commissario ATO SUD Nannini

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5 domande (le abbiamo dimezzate) al commissario ATO SUD Nannini

 

Non avendo ancora ricevuto risposta alle domande presentate una decina di giorni fa, abbiamo deciso di cambiarle, spogliandole di ogni valenza partitica e sperando così che essendo queste più facili e comprensibili,  e soprattutto meno pericolose, ci pervenga una qualche risposta.

Poiché non vogliamo essere scortesi e non volendo importunare più del dovuto,  ci limiteremo al numero 5

Attenzione: noi non stiamo contestando la natura dell’intervento, chiediamo solo la maggior trasparenza possibile: alla fine infatti, tutto graverà sempre e soltanto sulle tasche dei cittadini, che devono essere consapevoli di come si stanno utilizzando i loro soldi.

Le domande di oggi, vogliono entrare in argomenti molto specifici. Visto che è ormai palese che nessuno potrà mai conoscere il bando (o capitolato di accordo) che andrà a concludersi il 29 di questo mese, cercheremo di capire quali saranno i termini a prescindere dal contesto complessivo.

  1. Le banche partecipanti, da tempo hanno chiuso i cordoni della borsa per i mutui casa dei privati e per le piccole e medie imprese che da mesi lamentano l'impossibilità di accedere alla liquidità finanziaria, ma adesso dovranno finanziare un opera da 110 milioni euro. A quali fondi pensano di accedere, visto che a loro volta per sopravvivere (e le banche partecipanti in modo speciale) sono state rimpinguate dal sistema pubblico europeo, a cui l’Italia contribuisce con qualche decina di miliardi?
  2. Quali garanzie dovranno essere prestate al sistema bancario, per farsi garantire un opera dai costi talmente elevati, tenuto conto che il valore immobiliare, l’unico bancabile, è irrisorio rispetto al costo dell’opera? E’ esatto affermare che l’unica possibilità per garantire la finanziabilità dell’opera, è garantire un flusso considerevole di rifiuti ? 
  3. L'impianto ha comunque bisogno di rifiuti per rendere sostenibile il piano finanziario di rientro  (e non ci sono le garanzie che quelli aretini basteranno per alimentarlo), soprattutto se dovesse incrementarsi la raccolta differenziata. La banca, che non è un ente di beneficenza, avrà posto come condizione irrinunciabile la garanzia di un conferimento minimo di rifiuti all'impianto. Quanto è stato previsto ed indicato nel bando, in termini di conferimento giornaliero di rifiuti?
  4. Se dovesse accadere che le tariffe previste non bastino a sostenere le spese di investimento, in funzione soprattutto di un possibile eventuale mancato conferimento, queste saranno lasciate libere di oscillare oppure sono già stati posti dei tetti massimi ?
  5. Una volta entrato in funzione, l’impianto dovrà funzionare “a pieno ritmo” per permettere un conveniente ritorno sull’ingente investimento effettuato. In Italia si continua a scegliere l'incenerimento dei rifiuti poiché la costruzione degli impianti viene inconsapevolmente finanziata dai cittadini attraverso gli utili garantiti da un contributo del 7% sulla bolletta della energia. Questo incentivo dato dallo Stato, chiamato CIP6, è illegale per l’UE, la quale ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, che sarà presto sanzionata con una multa. Cosa succederebbe se lo stato dovesse abrogare questo incentivo? (e non diteci che non può accadere, in Italia può accadere tutto)

 

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