Prima Pagina | Politica società diritti | Giostra: la UILTuCS di Arezzo entra nel merito

Giostra: la UILTuCS di Arezzo entra nel merito

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Giostra: la UILTuCS di Arezzo entra nel merito

La redazione di Informarezzo ribadisce, se mai ce ne fosse bisogno, la sua totale estraneità ai contenuti dei comunicati stampa. Ci limitiamo pertanto alla semplice pubblicazione e ciascuno si assumerà le responsabilità di ciò che ha scritto.

 

 

Sulla discussione intorno alla Giostra del Saracino anche la UILTuCS (Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio e Servizi) di Arezzo ha deciso, con la chiarezza di sempre, di entrare nel merito. «Le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Giuseppe Fanfani sulla sicurezza, sono scandalose. Ci spieghi, se può, quali sono le ragioni per cui si dovrebbe far passare dalla finestra quello che certamente non entrerebbe più dalla porta. La UILTuCS non ci sta e fa notare come sarebbe più utile se il sindaco si impegnasse maggiormente nella soluzione della vertenza con la polizia municipale, invece di tentare la carta della sostituzione dei possibili scioperanti con la Vigilanza Privata.

Con le ultime affermazioni di Fanfani sulla questione, sono rispuntati fuori compagni, amici e parenti. Nei giorni scorsi è arrivata addirittura la disponibilità di uno degli istituti di vigilanza più discussi della provincia».

«Proprio senza ritegno - dichiara Luigi Marciano, coordinatore del settore per la UILTuCS - le guardie in quell’istituto sono, come abbiamo segnalato al questore, in grande fibrillazione, vengono costrette a svolgere i servizi con la propria auto, con indubbie ripercussioni sulla sicurezza passiva e con un danno che pesa tutto sui lavoratori, che non vengono neppure rimborsati dei costi sostenuti. Istituto in cui i fogli paga mensili sono sempre più  contestabili e le applicazioni contrattuali sempre più spesso minacciosamente violate. Le GPG che hanno il coraggio di denunciare sono costrette a svolgere i turni esclusivamente di notte, in barba ad ogni rotazione contrattualmente prevista». La UILTuCS nei giorni scorsi, tramite il proprio coordinatore Luigi Marciano, come sempre, ha denunciato al questore di Arezzo una serie di atteggiamenti incredibili: «addirittura abbiamo segnalato casi eclatanti di false informazioni inviate alla questura stessa. Come purtroppo era ovvio, non è accaduto niente. «Nessun mistero. Nella nostra provincia - aggiunge Marco Conficconi, segretario generale della ULTuCS di Arezzo - la legge non sembra essere uguale per tutti e per comprenderlo non dobbiamo scomodare gli ex Presidenti del Consiglio e/o altri ben noti. Per prefettura e questura, le due amministrazioni che dovrebbero svolgere controlli e sanzionare sulla mancata applicazione delle leggi, anche quelle sugli istituti di vigilanza privata, qui ad Arezzo basta fermarsi agli EX, poi anche se sono dei totali incompetenti è uguale. Il prefetto non è neppure intervenuto quando ad una guardia è stato impedito il rientro al lavoro senza nessun motivo. Personaggi con deliri di onnipotenza, o meglio, di impotenza, che la legge sancisce sino anche al ritiro della licenza per esercitare il servizio. Il problema è trovare chi la fa applicare la legge? Probabilmente è in virtù di tutte queste denunce che siamo costretti a fare, là dove meno ce ne dovrebbe essere bisogno e cioè tra le Guardie, che siamo diventati un bersaglio per gli imbecilli. Che sia meglio rivolgersi al “Venerabile”??? se fosse così meglio abolire prefettura e questura e riscrivere la legge. Meglio».

 

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0