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Consiglio Comunale 18 giungo 2012

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Roberto Ruzzi della Lega nord è stato il protagonista della fase iniziale del Consiglio Comunale con 19 interrogazioni: dai vigili urbani alle erbacce sulle strade e marciapiedi, dalla viabilità in via Arno all'illuminazione del sottopasso di Tortaia.

Ne ha illustrate alcune: “non riesco a capire come i nostri vigili urbani non abbiano in dotazione nuove uniformi ed equipaggiamenti. Penso ai telefonini come a Prato e ai locatori gps come a Grosseto.

L'associazione culturale bengalese di via Verrazzano provoca spesso assembramenti di persone mentre si rileva la mancanza di idoneità dei locali.

Spese di ripristino per la visita del papa: le lapidi dei tombini sono ancora inchiavardate, l'impianto di irrigazione del Prato risulta danneggiato, alcuni cittadini denunciano che c'è voluto molto tempo prima di ripristinare la situazione normale lungo le strade interessate dal corteo.

Erbacce su strade e marciapiedi: esiste, è vero, l'ordinanza che obbliga i privati a curare le loro proprietà restituendo a esse decoro ma il Comune dovrebbe dare il buon esempio e non lo fa.

I cittadini di Saione denunciano abbandoni di motorini senza targa, carrelli della spesa, perfino un auto in una strada ormaai lì da mesi.

Sono stati eliminati 5 parcheggi dal civico 186 al civico 196 di via Vittorio Veneto: una scelta penalizzante per i residenti.

La recinzione del parco via Arno è in stato di totale abbandono, in alcuni punti addirittura è inesistente.

Il sindaco disse a un'assemblea a Saione che i privati avrebbero goduto di contributi per installare telecamere per la sicurezza. Questa promessa si è concretizzata?

Bike sharing: quando e come verrà garantita maggiore distribuzione al servizio in oggetto?

Negli esercizi commerciali gestiti da stranieri ci sono ancora le scritte solo nelle lingue di origine dei proprietari e non in italiano come prescrive il nuovo regolamento di polizia urbana.

L'ex assessore Dringoli mi aveva garantito che sarebbe stata sistemata la viabilità nella zona di via Arno, via Po, via Tagliamento. Ancora nulla.

Per quanto riguarda il gestore del servizio di illuminazione pubblica, i cittadini lamentano che per segnalare un guasto è difficilissimo.

Nel sottopasso di via Tortaia le luci sono rotte da tempo”.

Roberto Bardelli (Pdl): “nel programma del centrosinistra non è citata la Giostra che io amo. Questo per dare un segno della sensibilità di questa maggioranza verso la manifestazione. Ora, la stessa maggioranza è riuscita a mettere in crisi il Saracino per non avere chiuso un accordo con la Rsu. Chiedo: chi monterà il buratto, chi gestirà la biglietteria, chi sistemerà la lizza, a quali vigili si rivolgerà il maestro di campo? Ascoltate le ragioni dei lavoratori, fate un esame di coscienza, leggete l'ultima bozza di accordo da essi elaborato e rendetevi conto che i lavoratori chiedono solo quello che è giusto. Perfino Renzi a Firenze è addivenuto a un accordo con la Rsu”.

Il Sindaco Giuseppe Fanfani ha ricordato che “quando si creano fratture importanti come quella attuale non credo sia semplice individuare nettamente le responsabilità. Il nostro impegno ad addivenire a un accordo non è venuto meno ma tale accordo dovrà essere entro i limiti della legge. Al di là della legge il sottoscritto non andrà. Il buon senso dovrebbe prevalere ma scioperare il giorno del Saracino non è utile alla nostra collettività. Il Saracino è di importanza tale da non giustificare momenti di rottura: confermo peraltro che si farà”.

Alessio Mattesini (Pdl): “solo leggendo i giornali ci possiamo informare sui criteri di valutazione del personale comunale. È possibile notare che questi criteri sono stati pensati e applicati senza incontri tra Rsu e assessore al personale. Non c'è mai stato un confronto, avete solo detto: prendere o lasciare, questi sono i nostri criteri e non c'è possibilità di definirli assieme”.

Marco Tulli (Sel) si è chiesto “come funziona nel dettaglio il sistema di valutazione, su quali teorie si basa e trova fondamento e se c'è una bibliografia di riferimento”.

Ancora Roberto Bardelli ha poi rilevato come “sia stata resa nota la procedura per incarichi di posizione organizzativa. A fronte di 77 candidati, la commissione composta da due dirigenti e uno psicologo esterno, costato 800 euro a seduta, ne ha individuati meno di 30. Tra di loro, ci sono quelli che già avevano ricoperto l'incarico di posizione organizzativa. Nulla di nuovo sotto il sole”.

Giuseppe Fanfani ha subito precisato che “il merito nella pubblica amministrazione è una rivoluzione culturale. Il Comune è un'azienda che eroga servizi ai cittadini. E come si entra nelle  aziende private? Attraverso un faticoso procedimento di selezione, spesso contrassegnato da precariato e contratti a termine. Una società che vuole guardare al futuro deve premiare il merito e valuto perciò positivamente l'introduzione nelle pubbliche amministrazioni di tale criterio”.

Stefania Magi, assessore al personale ha poi aggiunto che “la trattativa con i dipendenti comunali mi sta molto a cuore al di là della Giostra del Saracino. La conflittualità non fa bene al paese. Il controllo sui conti pubblici d'altronde è diventato molto rigoroso da parte degli organi competenti. Il sistema di valutazione attuale è stato pensato da un docente universitario, elaborato nel 2010 da un organismo indipendente e sul quale i sindacati hanno dato parere positivo. I sistemi di valutazione sono sempre imperfetti, sono disponibile a rivederlo e questo i sindacati lo sanno. Noi amministratori, inoltre, non sediamo al tavolo delle trattative in virtù del principio della separazione tra politici e dirigenti che conducono direttamente, e tecnicamente, la trattativa stessa. Le posizioni organizzative, infine, saranno nominate presto dalla dirigenza, le caratteristiche emerse da curriculum e colloqui vengono incrociate con le esigenze dei diversi uffici. Saranno incarichi a termine”.

Gianni Pagliazzi (Pdl): “è il primo Consiglio Comunale dopo il terremoto in Emilia: chiedo se sia possibile conferire alle popolazioni interessate dalla calamità il 5% dello stipendio dei membri di Giunta e il gettone di presenza della seduta odierna”.

Stefania Magi: “adotteremo un Comune terremotato. Abbiamo pensato a Finale Emilia perché fin dai primi giorni dell'emergenza i nostri vigili vi si sono recati”.

Luigi Scatizzi (Nuovo polo per Arezzo): “è stata paventata la dismissione di strutture pubbliche con interessamento conseguente di personale e famiglie. C'è un progetto dell'amministrazione per il sistema scolastico, il sistema integrato mantiene la sua valenza?”.

Francesco Francini (Pdl): “la questione della sussidiarietà fa parte del bagaglio di valori di buona parte dell'opinione pubblica ma oggi è ancora più attuale per la scarsità di risorse. Ma questa giunta le esternalizzazioni le fa a singhiozzo, senza filosofia di fondo, programmazione e progetto. Sono dettate solo dall'attuale momento di emergenza. Nel caso in discussione in questi giorni, mi sembra che ci sia qualcosa da correggere: almeno per quanto riguarda la tempistica. Il bando per i nidi era già scaduto, dopo alcuni giorni dalla sua chiusura arriva la notizia che alcune sezioni verranno chiuse. Perché le famiglie non sono state avvertite prima. Perché non sono state addirittura coinvolte?”.

Daniele Farsetti (Movimento 5 stelle): “apprendiamo l'intenzione di esternalizzare le sezioni del  'Cucciolo' e del 'Modesta Rossi'. Un errore grave che influenzerà negativamente su lavoratori e bambini. In merito ai primi, ci sarebbero svantaggi dal punto di vista retributivo. È bene ricordare allora che giurisprudenza e legislazione stabiliscono che sono servizi essenziali quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona, comprese istruzione ed educazione, e che per questi servizi non possono esserci trattamenti economici che danneggino chi vi opera. Il decreto mille proroghe ha previsto inoltre deroghe al patto di stabilità per il personale dei servizi educativi e scolastici. Chiedo perciò se il diritto costituzionale all'educazione possa essere messo in discussione sulla base di considerazioni meramente economiche che peraltro non trovano fondamento normativo. Nella precedente consiliatura infine venne annullato il precedente piano della giunta Lucherini di esternalizzazione dei servizi scolastici. Non c'è contraddizione con le scelte odierne?”.

L'assessore Lucia De Robertis: “subito due precisazioni a premessa di ogni altra considerazione: le nostre scuole rimarranno di titolarità comunale e le priorità, esclusivamente, famiglie e bambini. Il modello anni '80 non è tuttavia eterno e intangibile, è stato messo in discussione dalla crisi economica. Non rimpiango il buon tempo ma cerco la migliore soluzione per il domani. La prima amministrazione Fanfani ha messo insieme il sistema integrato, unito tutte le professionalità dello Stato, del Comune, del privato sociale, delle cooperative. Non mettiamo in discussione la formazione dei bambini quando questa è affidata a servizi altamente qualificati. Manterremo la supervisione del Comune, le sue funzioni di programmazione e verifica dei risultati ma pensare che l'esternalizzazione blocca le assunzioni è rovesciare la realtà. È il blocco delle assunzioni, governativo, a creare le condizioni per l'esternalizzazione. Potremmo assumere due nuovi insegnanti ma non basterebbero. Ecco allora la soluzione che abbiamo pensato: solo due nidi verranno esternalizzati, dove i bambini entrano la prima volta senza che subiscano quindi interruzione di trattamento o cambio della figura di riferimento. I due nidi continueranno a essere controllati dai dirigenti del Comune e vi lavorerà personale qualificato delle cooperative. Le maestre comunali verranno altresì concentrate nelle sezioni restanti perché queste ultime abbiamo la dotazione necessaria per funzionare alla perfezione”.

Francesco Francini (Pdl): “il bando gestione rifiuti Toscana sud prevede il termovalorizzatore di San Zeno. Costo 82.000 euro. A fronte di previsioni puntuali del bando, il Comune di Arezzo ha lavorato per l'incertezza riuscendo a sconcertare opinione pubblica e forze economiche. Fino a giungere a una rottura della maggioranza. È intenzione di questo Comune fare il nuovo termovalorizzatore? Ditelo chiaro senza alzare più polvere, quale significato hanno le vostre mosse, se non politico perché fatte a gara già aperta. Il Comune, a forza di indecisioni, dovrà pagare penali ai partecipanti al bando dell'Ato se applicherà la procedura di valutazione Life+ che dura più della Via? Quale sarà la destinazione del vecchio inceneritore? Se verrà dismesso, chi compierà questa operazione e chi bonificherà l'area attuale?”.

Daniele Farsetti (Movimento 5 stelle): “eviterei il termine 'termovalorizzatore' ma userei 'inceneritore'. Tra le indicazioni stringenti del Parlamento Europeo spicca il divieto di incenerimento L'Italia per ora ha incluso i rifiuti tra le fonti rinnovabili per consentire alle imprese di usufruire degli aiuti statali. Ma l'incenerimento produce emissioni gassose e ceneri. Ad Arezzo ogni cittadino paga in bolletta 14 euro a tonnellata di eco-multa, ad esempio, per le ceneri di San Zeno smaltite in discarica. Se l'Italia recepirà coerentemente le normative comunitarie rischiamo di dovere chiudere un nuovo impianto dopo pochi anni con una spesa a quel punto assurda. La Provincia di Reggio Emilia nonostante avesse sottoscritto un piano simile al nostro è tornata sui sui passi, arrivando al 70% di differenziata e rinunciando all'incenerimento. Non mi si dica che non è possibile farlo anche qua”.

Marco Tulli (Sel): “a un mese dalla manifestazione di papa Benedetto XVI la situazione è ancora al limite della decenza, pezzi di lamiera lasciati sul terreno, elementi di pericolosità. Ricordo che il Prato è un luogo frequentato dai bambini. Mi chiedo come mai a distanza di così tanto tempo non è stata risistemata la zona e quando si farà”.

Sempre Tulli ha ricordato che “in via Darwin i cittadini continuano a lamentarsi delle condizioni di degrado dell'area dove si realizzano i carri del carnevale dell'Orciolaia. Situazione già denunciata,  con cataste di materiali, erba alta, rumori continui, infestazione di insetti. Nel luglio 2011 i cittadini hanno scritto l'Ufficio ambiente. Nulla è cambiato. Così come dopo la mia precedente interrogazione. Coda impedisce che la zona sia ripulita?”.

Alessio Mattesini (Pdl): “in zona Meridiana transitano automezzi anche in ore notturne e nelle prime ore del mattino. Per giungere nel raccordo non è possibile prevedere accessi stradali diversi? Un altro problema è la velocità tenuta dalle vetture. In via Parini ad esempio si transita in modo troppo sostenuto. Un dosso decelerante sarebbe opportuno”.

Gianni Pagliazzi (Pdl): “le manifestazioni stanno avendo successo, come l'ultima serata in centro storico. Non sarebbe bene interessare altre zone della città e fare un calendario annuale degli eventi?

Le circoscrizioni sono sparite e i cittadini sono disorientati per non sapere più dove fare presenti le loro esigenze quotidiane. Non sarebbe bene riservare un question time in Consiglio Comunale nel quale i consiglieri si fanno portatori delle loro richieste?

Gli abitanti adiacenti al Castro denunciano la presenza di ratti, talpe e zanzare. Quali interventi sono previsti? E a proposito di zanzare, le disinfestazioni sono cominciate, perché viste le premesse l'estate non sarà facile.

Sosta per disabili: era stato detto che per permettere la sosta nelle strisce blu per queste persone bastava esporre il contrassegno e per il Comune iscrivere una somma a bilancio. È stato fatto?

Stato di degrado notevole del parco di via Leone Leoni: non è possibile tenere una zona accanto a una scuola importante come il liceo priva di ogni manutenzione, anche minima”.

Roberto Bardelli (Pdl): “chiedo la cessazione di qualsiasi collaborazione del Comune di Arezzo con Equitalia, uno dei peggiori mali che in questo momento affliggono la nazione”.

 

De Robertis: “Le nostre scuole rimarranno comunali. La gestione sarà nella logica del servizio integrato. Le priorità sono esclusivamente le famiglie e i bambini”

Vorrei assolutamente evitare che la polemica politica di queste settimane offuscasse e quindi rendesse meno chiaro il futuro dei servizi per l’infanzia.

Cominciamo dalle premesse che presumo largamente condivisibili: i servizi del Comune di Arezzo rappresentano un’eccellenza nel panorama nazionale e lo sono dagli anni ottanta del secolo scorso; questa amministrazione comunale intende continuare, senza la benché minima eccezione, a governare il sistema dei servizi per l’infanzia.

Passiamo alle premesse sulle quali la condivisione è probabilmente meno larga: la crisi economica costringe non solo il Comune di Arezzo ma lo Stato e il sistema delle autonomie locali a rivedere l’organizzazione di questi servizi. Mi dispiace ma non posso essere d’accordo con chi ritiene che il modello degli anni ottanta sia eterno e intangibile. Indipendentemente da quello che ciascuno di noi pensa, questo modello è già stato ampiamente messo in discussione dalla crisi. L’obiettivo di questa amministrazione è evitare che venga addirittura frantumato. I rischi sono concreti e reali. Oggi e non domani.

Ed eccoci alle possibili soluzioni. Stile di questa amministrazione e di questo assessorato non è rimpiangere il buon tempo andato ma cercare le migliori soluzioni per l’oggi e per il domani. La prima amministrazione Fanfani ha messo a punto il sistema integrato e cioè un’organizzazione dei servizi scolastici che, con la supervisione del Comune e quindi dell’ente pubblico, mette a valore e in sinergia tutte le alte professionalità che, nel settore, sono presenti nello Stato, nel privato sociale, nel sistema cooperativo. E non solo nel Comune di Arezzo. Mi permetto di non considerare un “rischio”, per i bambini e le loro famiglie, un nido gestito da soggetti non pubblici ma altamente qualificati. Considero un rischio gravissimo, invece, l’ipotesi (che confermo assolutamente inesistente) di una rinuncia da parte del Comune alle funzioni di programmazione, supervisione e verifica dei risultati.

La strategia dell’Amministrazione comunale è quindi quella del sistema integrato che riconosce ai partner la qualità e la professionalità dei servizi resi proprio perché discussi, condivisi e verificati.

Dichiarare che le esternalizzazioni servono a bloccare le assunzioni, vuol dire rovesciare, in modo perfetto, la realtà. E’ infatti il blocco delle assunzioni a determinare le esternalizzazioni. Molte maestre comunali sono andate e stanno andando (Governo permettendo) in pensione. Il blocco delle assunzioni (protagonista anche in questo caso il Governo) non consente di rispettare pienamente il turn over. Potremmo avviare una lunga ed estenuante discussione sulla possibilità di assumere, nelle pieghe della normativa, una, due o tre maestre. Il problema è che un nido comporta un numero di maestre sotto il quale non si può scendere e non saremmo mai nelle condizioni di garantire tutte le scuole e quindi tutti i bambini e quindi tutte le famiglie. 

La scelta che abbiamo fatto, proprio nel rispetto della logica del sistema integrato, è di esternalizzare due sole sezioni di nidi comunali per potere concentrare il personale nelle altre.  Non ritengo, come ventilato da alcune parti, che la soluzione possa essere rappresentata da assunzioni provvisorie e a termine nel segno del precariato. 

La scelta dell’Amministrazione è chiara e trasparente, fatta nell’interesse dei bambini e delle loro famiglie, svincolata da pregiudizi di natura ideologica e improntata alla massima efficienza. I nidi esternalizzati continueranno ad essere comunali, ad essere controllati dai dirigenti del Comune e la responsabilità del loro funzionamento sarà dell’Amministrazione comunale. Ci sarà personale qualificato delle cooperative sociali. Se qualcuno ritiene che la loro professionalità non sia adeguata, allora lo dica. Altrimenti la polemica non ha ragion d’essere.

 

Il dibattito

Il Consiglio Comunale ha approvato il bilancio consuntivo 2011 della Biblioteca Città di Arezzo. Tre sono le fonti di finanziamento: la più rilevante è costituita dal contributo dell'amministrazione comunale, anche in termini di personale, una buona parte proviene dalla Regione Toscana mentre l'amministrazione provinciale si è vista costretta a ridurre la propria.

È stata la presidente Sandra Rogialli a esporre l'attuale situazione della Biblioteca. “Siamo a capo di una rete di 25 biblioteche provinciali, garantiamo il prestito nella sede storica e in altri tre spazi cittadini, compreso l'ospedale, diamo ospitalità a 100 persone al giorno che sostano nei nostri ambienti. Un'indagine fra gli utenti ci ha gratificato. L'attività di prestito è elevata e non corrisponde alle abitudini dei frequentatori: chi chiede il prestito, infatti, legge a casa, chi frequenta l'edificio porta i testi da casa. Gli utenti ci chiedono peraltro il prolungamento dell'orario, una questione non semplice perché oggi abbiamo un unico bibliotecario dipendente, quattro sono stati i recenti pensionamenti. Il nostro patrimonio è notevole, sia antico che moderno, ed è consultabile in rete. Ci sentiamo insomma una istituzione di servizio”.

Il Comune può affidare incarichi professionali per importo inferiore a 100.000 euro e attinenti la realizzazioni di lavori pubblici in base a quanto previsto in apposito regolamento: il Consiglio Comunale lo ha rivisto alla luce di recenti modifiche legislative. I professioni esterni sono coinvolti quando le prestazioni non possono essere svolte con personale comunale. 

È stato adeguato a 40.000 euro il limite massimo in base al quale il Comune può procedere all'affidamento diretto, sulla base comunque di alcuni preventivi che devono essere almeno tre; per ogni procedura negoziata fra i 40.000 e i 100.000 euro, entrano in ballo gli elenchi dei professionisti, compilati in ordine alfabetico, da cui si attinge tramite sorteggio in seduta pubblica. Scompare di conseguenza il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.

L'assessore Stefano Gasperini ha poi illustrato la pratica relativa alla tariffa integrata ambientale: “dal 2000 e fino al 31 dicembre 2011 è stata applicata nel territorio comunale la tariffa d'igiene ambientale, la cosiddetta Tia 1. Adesso la legge prevede la Tia 2 facendo salve le discipline esistenti fino ad approvazione del regolamento attuativo: se la Tia 1 era riconducibile alle entrate tributarie, per indirizzi giurisprudenziali, il successivo intervento del legislatore ha precisato che la Tia 2 non ha natura di tributo. Ciò premesso si pone l'esigenza del passaggio o meno a quest'ultima. Il mancato passaggio comporterebbe conseguenze derivanti dalla natura giuridica della tariffa, compresa la questione dell'Iva applicabile. Credo perciò sia opportuno maturare l'adozione della Tia 2 che presenta altresì elementi anche qualitativi di applicazione che consentiranno di premiare i cittadini virtuosi. La Tia 2 è peraltro una novità transitoria che varrà solo per quest'anno”.

“Sempre di più le leggi – a giudizio di Daniele Farsetti del Movimento 5 stelle – vanno a premiare la qualità del rifiuto e i comportamenti di chi separa i vari rifiuti e li conferisce correttamente. Presento perciò un emendamento per estendere il concetto di merito, e la conseguente sua premiabilità, non al solo compost come emerge dagli intenti dell'amministrazione ma anche a materiale non compostabile”.

“Andava previsto anche un sistema di penalizzazione per chi non adotta queste pratiche” ha rilevato Roberto Barone che ha aggiunto: “manca la volontà politica di adottare veramente la raccolta differenziata porta a porta. Non dimentichiamo che nel 2012 dovevamo raggiungere per essa il 65% di quota. E siamo a oggi lontani arrivando praticamente a metà. Che fanno poi gli ispettori ambientali, possiamo conoscere i risultati delle loro attività? Credo infine sia corretto annoverare tra i cittadini premiabili o penalizzabili gli esercizi commerciali e artigianali in centro storico”.

“Spesso – ha dichiarato Luigi Scatizzi del Nuovo polo per Arezzo – le tariffe non tengono conto della composizione dei nuclei familiari, credo invece che sarebbe opportuno farlo visto il momento economico. Sarebbe opportuno che le aziende partecipate adottassero questa nuova filosofia”.

Per Marco Tulli “i cittadini virtuosi non sono solo quelli che fanno la raccolta dell'organico. E questi ultimi quanti sono? Sanno poi dove va a finire? La domanda da porsi, in sostanza, è: quali sono le politiche dei rifiuti?”. Suo un emendamento a firma anche di Roberto Barone e Aurora Rossi.

 

Ecco i voti sui vari emendamenti:

Farsetti: 6 favorevoli, 17 contrari e  5 astenuti (respinto)

Tulli (con 3 emendamenti): 6 favorevoli, 17  contrari e 5 astenuti su tutti e tre gli emendamenti (respinti)

 

Il voto sulla proposta di delibera approvata dal Consiglio: 18  favorevoli, 4 contrari e  5 astenuti

 

Il bilancio della Biblioteca e Tia 2 per i rifiuti


Il Consiglio Comunale ha approvato il bilancio consuntivo 2011 della Biblioteca Città di Arezzo. Tre sono le fonti di finanziamento: la più rilevante è costituita dal contributo dell'amministrazione comunale, anche in termini di personale, una buona parte proviene dalla Regione Toscana mentre l'amministrazione provinciale si è vista costretta a ridurre la propria.
È stata la presidente Sandra Rogialli a esporre l'attuale situazione della Biblioteca. “Siamo a capo di una rete di 25 biblioteche provinciali, garantiamo il prestito nella sede storica e in altri tre spazi cittadini, compreso l'ospedale, diamo ospitalità a 100 persone al giorno che sostano nei nostri ambienti. Un'indagine fra gli utenti ci ha gratificato. L'attività di prestito è elevata e non corrisponde alle abitudini dei frequentatori: chi chiede il prestito, infatti, legge a casa, chi frequenta l'edificio porta i testi da casa. Gli utenti ci chiedono peraltro il prolungamento dell'orario, una questione non semplice perché oggi abbiamo un unico bibliotecario dipendente, quattro sono stati i recenti pensionamenti. Il nostro patrimonio è notevole, sia antico che moderno, ed è consultabile in rete. Ci sentiamo insomma una istituzione di servizio”.

Il Comune può affidare incarichi professionali per importo inferiore a 100.000 euro e attinenti la realizzazioni di lavori pubblici in base a quanto previsto in apposito regolamento: il Consiglio Comunale lo ha rivisto alla luce di recenti modifiche legislative. I professioni esterni sono coinvolti quando le prestazioni non possono essere svolte con personale comunale. 
È stato adeguato a 40.000 euro il limite massimo in base al quale il Comune può procedere all'affidamento diretto, sulla base comunque di alcuni preventivi che devono essere almeno tre; per ogni procedura negoziata fra i 40.000 e i 100.000 euro, entrano in ballo gli elenchi dei professionisti, compilati in ordine alfabetico, da cui si attinge tramite sorteggio in seduta pubblica. Scompare di conseguenza il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.

L'assessore Stefano Gasperini ha poi illustrato la pratica relativa alla tariffa integrata ambientale: “dal 2000 e fino al 31 dicembre 2011 è stata applicata nel territorio comunale la tariffa d'igiene ambientale, la cosiddetta Tia 1. Adesso la legge prevede la Tia 2 facendo salve le discipline esistenti fino ad approvazione del regolamento attuativo: se la Tia 1 era riconducibile alle entrate tributarie, per indirizzi giurisprudenziali, il successivo intervento del legislatore ha precisato che la Tia 2 non ha natura di tributo. Ciò premesso si pone l'esigenza del passaggio o meno a quest'ultima. Il mancato passaggio comporterebbe conseguenze derivanti dalla natura giuridica della tariffa, compresa la questione dell'Iva applicabile. Credo perciò sia opportuno maturare l'adozione della Tia 2 che presenta altresì elementi anche qualitativi di applicazione che consentiranno di premiare i cittadini virtuosi. La Tia 2 è peraltro una novità transitoria che varrà solo per quest'anno”.
“Sempre di più le leggi – a giudizio di Daniele Farsetti del Movimento 5 stelle – vanno a premiare la qualità del rifiuto e i comportamenti di chi separa i vari rifiuti e li conferisce correttamente. Presento perciò un emendamento per estendere il concetto di merito, e la conseguente sua premiabilità, non al solo compost come emerge dagli intenti dell'amministrazione ma anche a materiale non compostabile”.
“Andava previsto anche un sistema di penalizzazione per chi non adotta queste pratiche” ha rilevato Roberto Barone che ha aggiunto: “manca la volontà politica di adottare veramente la raccolta differenziata porta a porta. Non dimentichiamo che nel 2012 dovevamo raggiungere per essa il 65% di quota. E siamo a oggi lontani arrivando praticamente a metà. Che fanno poi gli ispettori ambientali, possiamo conoscere i risultati delle loro attività? Credo infine sia corretto annoverare tra i cittadini premiabili o penalizzabili gli esercizi commerciali e artigianali in centro storico”.
“Spesso – ha dichiarato Luigi Scatizzi del Nuovo polo per Arezzo – le tariffe non tengono conto della composizione dei nuclei familiari, credo invece che sarebbe opportuno farlo visto il momento economico. Sarebbe opportuno che le aziende partecipate adottassero questa nuova filosofia”.
Per Marco Tulli “i cittadini virtuosi non sono solo quelli che fanno la raccolta dell'organico. E questi ultimi quanti sono? Sanno poi dove va a finire? La domanda da porsi, in sostanza, è: quali sono le politiche dei rifiuti?”. Suo un emendamento a firma anche di Roberto Barone e Aurora Rossi.

Ecco i voti sui vari emendamenti:
Farsetti: 6 favorevoli, 17 contrari e  5 astenuti (respinto)
Tulli (con 3 emendamenti): 6 favorevoli, 17  contrari e 5 astenuti su tutti e tre gli emendamenti (respinti)

Il voto sulla proposta di delibera approvata dal Consiglio: 18  favorevoli, 4 contrari e  5 astenuti

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