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Sconti Carburanti. Italiani, imprenditori da mercato sovietico..

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Sconti Carburanti. Italiani, imprenditori da mercato sovietico..

 
 
'Siamo stati costretti nostro malgrado a reagire a difesa dei volumi di vendita, dei nostri ingenti investimenti e dei nostri asset, della stessa presenza della nostra azienda sul mercato. Anzi la Kupit si aspetta che l'Antitrust valuti tempestivamente la legittimita' dell'iniziativa di Eni offrendo sin d'ora ogni piu' ampia collaborazione al riguardo'. Cosi' si e' espresso oggi il presidente di Q8 per spiegare il motivo per cui hanno anche loro abbassato i prezzi alla pompa del carburante, in misura anche piu' ampia rispetto ad Eni/Agip. 
Questo e' il capitalismo italiano!! Con imprenditori da mercato sovietico che, quando un loro concorrente intraprende un'iniziativa tipica di un mercato concorrenziale, si sentono legittimati a ricorrere all'Antitrust -immaginiamo- per presunta concorrenza sleale del loro concorrente.
Il nostro Governo, che formalmente dice di essere impegnato per la liberalizzazione del mercato, ha davanti a se' un lavoro gigantesco, quasi impossibile, visti gli attori che oggi sono in scena e la considerazione che essi hanno del mercato come una propria privata prateria.
Viene spontaneo il parallelo del nostro capitalismo con la politica. Quest'ultima dicono che vogliono riformarla a partire dai cambiamenti rispetto ai virus che l'hanno inquinata. E quindi ecco che confermano il finanziamento pubblico ai partiti, ecco che le caste istituzionali sono sempre remunerate e inamovibili come prima, ecco la riforma del sistema elettorale che non si fara' (siamo fuori tempo massimo). Per il capitalismo le caste sono sempre caste anche li'. Ed ecco, nel nostro caso, l'Antitrust (soldi e lavoro pubblico) chiamato per difendere la propria prateria da una delle forme piu' elementari del liberismo economico, la concorrenza.
Ci dobbiamo rassegnare? Non ancora. Prima di tutto perche' speriamo che l'Antitrust valuti irricevibile per infondatezza la richiesta di Q8 e perche' magari, gli azionisti di questa azienda sovietica, mandino a casa il loro attuale direttore e amministratore delegato.
 

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