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“In risposta al comunicato CISL sull’inceneritore”

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Dichiarazione del gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle Arezzo

 

Che la CISL faccia il suo è giusto ma deve smettere di sparare castronerie o farsi strumentalizzare dai poteri politici oppure semplicemente informarsi prima di enunciare. Analizziamo il loro comunicato:

Dicono che se “dovessimo raggiungere l’obiettivo del 50-60% di differenziata, oggi ferma a poco più del 30%”. Ma questi della CISL conoscono le leggi europee o le vogliono fare da soli all’italiana? Siamo obbligati entro quest’anno ad avere il 65%, non il 50/60... Questi sono numeri da lotteria o da malinformati! E visto che non lo abbiamo raggiunto paghiamo già una ecomulta.

Ancora, aggiungono “E va anche detto, senza timore, che spingere la raccolta porta a porta, ha dei costi eccessivi e poco sostenibili e che questa poi va bene per aree come il centro storico non certo per il resto delle altre zone urbane”.

A San Francisco che ha 1mln di abitanti fanno la PaP ormai da anni. Chi c’è, mago Merlino come sindaco? In tutto il mondo, chi è all’avanguardia adotta questo sistema ma a quanto pare alla CISL piace vivere con le abitudini del Medioevo.

A proposito dei costi della PaP: vogliamo andare a sentire i cittadini di Capannori per sapere quanto si lamentano? È ovvio che inizialmente sia un po’ più cara, ma poi con la diffusione i prezzi calano, anche un linguista lo capisce. I cellulari, ad esempio, costavano molto 10 anni fa, oggi se ne trovano a poche decine di euro. Inoltre basterebbe basarsi su una tariffa puntuale per ridurre i costi, per non parlare del fatto che quanto finora rubatoci con i Cip6 di Enel e la quota fissa di Nuove Acque si dovrebbe riuscire ad ammortizzare il leggero aumento di costo iniziale.

Aggiungiamo che se di costi vogliamo parlare si dica anche che questo enorme sputa-fumo ci costerà (in bolletta a noi aretini) 120 milioni di euro, vi sembrano poca cosa? Inoltre vogliamo conteggiare anche i danni economici, ambientali e sanitari collaterali da incenerimento?

Continuano nel loro articolo disarticolato e vogliono “ragionare” di numeri. Parlano di 200.000 mila tonnellate. Ma si rendono conto che andremo a incenerire anche i rifiuti di Siena e Grosseto in quanto l’inceneritore è contenuto in un Piano interprovinciale? Dati alla mano: Provincia di Grosseto produce 157.705,39 t/a e la Provincia di Siena ne fa 179.904,88 t/a. Fate voi il totale...

Non la finiscono ed entrano anche nel merito della salubrità. Personalmente vorrei sapere un parere medico piuttosto che di un tecnico CISL. E i pareri di medici quali quelli dell’Emilia Romagna, piuttosto che Montanari oppure il nostro medico di zona Menchetti denunciano le problematiche di salute causate da questi eco-mostri, tra cui l’inversione di formula... Approfondite anche questo. Di seguito un sito dove reperire informazioni sulle nanoparticelle con tanto di commento dei medici di ISDE: http://www.nanodiagnostics.it/Caso.aspx?ID=13.

Parlano dei controlli ARPAT ed è di oggi 14 giugno 2012 la notizia che: “Su proposta di Arpat, la Provincia di Arezzo ha emesso un procedimento di diffida che prevede la sospensione dell’attività, ovvero la cessazione del conferimento dei rifiuti, in attesa dell’adozione di adeguate misure per il ripristino della piena funzionalità dell’impianto di San Zeno”. Non vogliamo entrare nel merito della capacità effettiva di Arpat di produrre risultati esaustivi...

Infine l’ultimo paragrafo, il più bello: concludono dicendo che “è bene non abbandonare la raccolta differenziata”. Ma perché, ad Arezzo, visti i risultati, è stata mai stimolata? Questa è chiara retorica con l’aggiunta che “da sola non basta a risolvere il problema rifiuti perché di problema si tratta”. Infatti, non a caso nella legge europea sulla corretta gestione dei rifiuti al primo posto c'è la riduzione poi il riuso, a seguire il recupero e solo all'ultimo posto lo smaltimento.

Proseguono nelle loro elucubrazioni: “Semmai dalla civiltà prendiamo ciò che di buono mette a disposizione come le nuove tecnologie in grado di rispettare non solo l’ambiente, ma anche la salute dei cittadini che è la cosa che sta più a cuore. Senza poi tralasciare il fattore economico che deriverebbe da una corretta politica di smaltimento e che ne beneficerebbe l’intera collettività”. Li informiamo, nel caso non lo sapessero, che le nuove tecnologie di cui parlano esistono già si chiamano TMB & co. Esiste un esempio fantastico a Vedelago e il Comune da questa gestione potrebbe ricavare introiti visto che potrebbe rivendere i materiali-post consumo invece di bruciarli.

Infine, dato che la CISL si dovrebbe occupare di lavoro, ha fatto un conto di quanti nuovi impieghi si creerebbero dalla raccolta PaP e quanti nell’indotto di una filiera del riciclo?

Occupatevi di difendere i diritti dei lavoratori per favore...

 

Arezzo, 15 giugno 2012

 

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