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Due o tre cose riguardo al movimento “Rifiuti Zero”

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Due o tre cose riguardo al movimento “Rifiuti Zero”

Oggi parliamo dei comitati “Rifiuti Zero” o “Zero Waste”, strategia portata avanti dal chimico americano Paul Connet e che il Italia ha trovato diversi sostenitori; in particolare tra i comitati che si oppongono alla costruzione degli inceneritori e di impianti di ricupero di energia dai rifiuti.

 

 

 

Non riesco a capire questo condizionamento ideologico, anzi dogmatico, avverso ai processi di combustione: tutto lo sviluppo dell’uomo (come specie) ha come base l’utilizzo del fuoco, a partire dalla cottura dei cibi, il riscaldamento, l’illuminazione e quindi tutto lo sviluppo successivo, inquinamento atmosferico compreso (per inciso gli impianti di combustione di rifiuti o combustibile derivato, hanno limiti alle emissioni estremamente severi e restrittivi…..)

A dire il vero la parola d’ordine “Rifiuti Zero” è molto suggestiva e suggerisce certamente un approccio con la materia di tipo solidaristico, partecipativo e di sostenibilità ambientale, di uso delle risorse del pianeta, teso alla equità sociale e ad riequilibrio tra Nord e Sud ecc… .

Giustamente si pone l’accento sulle Raccolte Differenziate, sulla necessità di evitare sprechi, di porsi nell’ottica di non produrre rifiuti (ovvero di ridurli) o quantomeno di avere strategie per il loro Riutilizzo e Reimpiego. Ci si preoccupa di consumare meno materia e meno energia. E’ chiaro che, per produrre meno rifiuti bisogna consumare meno e, paradossalmente,  logica vorrebbe che per produrre zero rifiuti non si dovrebbe  consumare nulla (ma questa è solo una battuta).

Nella accezione comune, i Rifiuti sono percepiti come un problema da allontanare, di cui farne a meno. Ma questi rifiuti altro non sono che merci e beni che hanno esaurito la loro funzione; sono il metabolismo della materia che trasformiamo con i nostri processi produttivi, distributivi e di consumo. Nei rifiuti però è contenuta ancora materia ricuperabile e riutilizzabile.  Già un secolo fa, durante la Grande Guerra del ’14, dai rifiuti e dai cascami veniva ricuperato tutto il ricuperabile (in particolare in Germania), come spiega un aureo Manuale Hoepli del 1923 intitolato “raccolta ed usi dei Rifiuti e dei Residui”, nel 1978 Walter Ganapini scriveva l’aureo volume: “la risorsa rifiuti” (etas libri) e già negli anni ‘80 la Regione Toscana legiferava su ricupero delle Materie Prime Seconde, vedi gli atti di un bel convegno del 1-2-3 dicembre del 1988. E’ quindi prassi consolidata che, la strategia del ricupero e del riciclo, sia fondamentale per la gestione corretta del ciclo dei rifiuti.

 “Le parole sono Importanti” dice Nanni Moretti, ma anche “le parole sono puri purissimi accidenti” diceva Manzoni. Allora bisogna capirsi cosa vuole significare “Rifiuti Zero”; per qualcuno sicuramente “impianti zero”, “inceneritori zero”, magari anche “impianti di compostaggio zero” o “biogas zero” ecc…., per me significa “Discariche Zero”(vere  cisti ambientali che si neutralizzani solo dopo centinaia di anni), anche se una quota di rifiuti, ad esempio come quelli contenenti amianto, non possono che essere smaltiti in discarica controllata.

Bisogna stare molto attenti, perché politiche inadeguate, impianti di trattamento inappropriati, possono generare emergenze che poi vengono pagate a caro prezzo, in termini ambientali, sanitari ed economici. Il caso Napoli parla per tutti e la mancanza di impianti costringe alla esportazione dei rifiuti in Germania Olanda o Danimarca, dove vengono profittevolmente combusti per trarne energia elettrica e termica.

In Italia va a discarica oltre la metà degli oltre 32Mt/a di rifiuti prodotti (solo RSU). In provincia di Arezzo la quota che va a discarica è oltre il 40% e le Raccolte Differenziate finalizzate al Ricupero, non raggiungono che uno stentato 40%, a fronte di un obiettivo di legge del 65%. La maggior parte delle 250 discariche italiane sono al Sud, dove la Raccolte Differenziate sono a livelli men che modesti, mentre la stragrande maggioranza dei 50 inceneritori (tutti con ricupero energetico) e dei nuovi termovalorizzatori, sono al Nord e in parte al Centro, dove le Raccolte Differenziate  raggiungono quote di oltre il 50%. Le Direttive Europee vietano sì di bruciare rifiuti da cui si può ancora Ricuperare  materia, ma vietano anche di mandare a Discarica rifiuti con un potere calorifico di oltre 13.000 Kj/Kg (grosso modo quello della legna). In questo momento in provincia di Arezzo vengono smaltiti illegalmente a discarica, i sovvalli secchi che potrebbero utilmente essere ricuperati come CDR o combustibile non tradizionale.

Allora “Rifiuti Zero” deve trasformarsi in “Discariche Zero”. Partendo ovviamente dalla riduzione a monte, usando meno materia, comprando meno imballaggi ecc. Quindi porre in atto politiche virtuose di Ricupero e Riciclo di Materia (come assoluta priorità), ma anche di Ricupero di Energia (come aspetto residuale), con le migliori tecnologie disponibili, e con il maggior rendimento elettrico e termico (cogenerazione), ma  anche  per la salvaguardia della salute e dell’ambiente. Conciò verrà veramente minimizzato il ricorso alla Discarica.

Questi sono i criteri di sostenibilità e di corretta gestione, per soddisfare e coniugare efficienza ed efficacia Ambientale ed Economica.


 

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