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Caro sindaco ti racconto…

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Caro sindaco ti racconto…

… le mie impressioni su una riunione, anzi sulla “riunione” dei cespugli

 

Quando ieri sera sono andato alla sala Montetini, pensavo che avrei assistito ad una riunione di gente desiderosa solo di lagnarsi, pronta a contestare, magari intonando Bandiera Rossa a un vecchio segretario della Dc cittadina. Mi sono trovato a partecipare ad un dibattito che in certi momenti ha assunto i toni quasi drammatici di chi soffre con dolore la situazione. Se è vero che mi aspettavo una serie di deja vu su quello che erano stati gli ultimi eventi, sono stato ampiamente sconfessato. Nulla era stato preparato, nessuno sapeva cosa la base realmente pensasse, nulla mi è apparso scontato. Ho assistito ad una serie di appassionati interventi di semplici cittadini, che volevano, fortemente volevano, gettare il cuore oltre l’ostacolo. 

Caro sindaco, la cosa che mi ha colpito più di ogni altra, è la ricerca spasmodica di quale fosse il bene comune, quali le scelte più giuste per la città anche in una prospettiva di medio/lungo termine. Sempre con lo sguardo alla crisi economica, coscienti che non è possibile rastrellare oltre le stremate tasche dei cittadini. In (quasi) tutti gli interventi, ho avvertito una profonda onestà intellettuale, un bisogno di trovare soluzioni giuste per uscire dalla crisi politica. Se ieri sera non avessi saputo preventivamente quale era la connotazione politica dei convenuti, difficilmente l’avrei intuito, tanto era intenso il tentativo di superare le barriere ideologiche a favore di soluzioni pragmaticamente condivisibili. 

Caro sindaco, ti confesso che avrei tanto desiderato vederti apparire alle mie spalle, scendere i gradini della sala Montetini e gridare: “Eccomi sono qua”. Al di là del colpo di teatro, che ammetterai sarebbe stato di grande impatto, sarebbe stata la miglior dimostrazione, per chi ne avesse dubbi, che anche il primo cittadino è deciso, con la medesima onestà intellettuale, a ricercare veramente una soluzione condivisa.  

Hai ragione quando sostieni che il Sindaco trae la legittimità a governare direttamente dai cittadini, poiché vige l'elezione diretta e per questo motivo continuerai quanto possibile, non dovendo rendere conto ai partiti ma dovendo rispondere direttamente ai cittadini. Ma i cittadini caro sindaco eleggono anche un consiglio comunale e se  è vero che la legge consegna al primo cittadino ampi poteri, non lo trasforma in un piccolo dittatore.  Lo scambio di opinioni si chiama dialettica e l’amministrazione del bene comune si chiama politica. Oggi i tuoi cittadini non hanno più l’anello al naso, discutono, parlano, si documentano, vogliono sapere, vogliono capire, vogliono prendere parte alle scelte che poi alla fine incideranno sulla loro vita. Il mandato politico di rappresentanza diventa ogni giorno sempre più trasparente e i cittadini sempre più vicini al palazzo. Inutile chiudersi nella torre d’avorio, perché si rischia di uscirne nel modo peggiore. 

Ci scrive un anonimo commentatore: “.. per carità, avrà fatto qualche cazzata sulle nomine, avrà un carattere un pò spigoloso e poco  politico, ma è persona che tutti riconoscono di notevole qualità e serietà e secondo me stando accanto a lui in questi anni non abbiamo fatto di sicuro brutta figura”. E’ vero. E’ condivisibile. Ma questa è anche una analisi giusta ed impietosa sulla situazione. Perché come ben ci spiega sempre il nostro anonimo, gli errori di oggi in ogni caso non dovrà sostenerli questa amministrazione. Amara riflessione perchè in ogni caso gli errori di oggi dovrà sostenerli questa città. 

Se si cerca veramente l'interesse comune, è il momento di impremere un colpo di reni alla politica assecondando una volontà largamente diffusa: incrementare la raccolta differenziata. Non sono i cespugli a chiederlo, non sono i dimissionari a chiederlo, non sono le opposizioni a chiederlo e non sono nemmeno io a chiederlo: è la città che lo chiede, è la consapevolezza ormai diffusa che solo questa strada porta in direzione di uno sviluppo compatibile con l'ambiente che vogliamo lasciare ai nostri figli.

Caro sindaco, se hai reputato che il dottor Boncompagni sia l'uomo adatto a guidare AISA, è anche il momento che il suo nuovo presidente dimostri di voler guidare AISA nella direzione in cui i suoi proprietari, gli unici azionisti che possono aver voce in capitolo, cioè i cittadini, chiedono che vada. Qualunque incarico, affidato o conquistato, sarà infatti sempre un incarico pro tempore, in nome e per conto di coloro che unici ne detengono la titolarità sostanziale.

Un cambio di passo nel modo di pensare e ragionare sulla cosa pubblica, sarebbe il primo vero segnale della tua volontà di ricercare quella comunanza di inteni che oggi tutti si aspettano dalla politica. Solo dopo aver pensato ad un cambio strategico nella gestione dei rifiuti, saremo pronti anche a discutere di come smaltire ciò che resta. 

 Permettimi un' ultima riflessione, che estendo a tutte le parti in causa: La grandezza morale di una persona non è nella sua vita "irreprensibile", ma nel coraggio che dimostra nell'ammettere i propri errori (S.Agostino)

 

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