Prima Pagina | Politica società diritti | Perché non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo smettere di lottare.

Perché non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo smettere di lottare.

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Perché non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo smettere di lottare.

Ciò che i lavoratori e la loro R.S.U. subiscono oggi, con questo nuovo sistema di valutazione oltre i pesanti tagli al salario è l’essere posti fuori da ogni tavolo negoziale. La voce dei lavoratori è messa a tacere e un sistema di valutazione ultra soggettivo che non possiamo accettare.

 

 

Il taglio economico per tutti, oggi e in prospettiva, è tale che dobbiamo continuare a lottare qualsiasi cosa accada e qualsiasi decisione o provvedimento prenda l’Amministrazione. 

E’ a rischio il nostro fondo. E’ a rischio la nostra capacità contrattuale, è a rischio tutta la contrattazione passata e futura. Per questo dobbiamo continuare: per riconquistare potere e ruolo contrattuale. Per difendere il nostro fondo. 

Per avere un sistema di valutazione oggettivo ed equo che non umili e offenda le persone. La decurtazione economica, prodotta da questo sistema di valutazione, peserà nei prossimi anni e peserà anche sulla pensione: un danno economico enorme, non rimarginabile.

L’amministrazione ha deciso di sentire la Corte dei Conti ed avere un parere in merito alla situazione attuale. E’ un’azione di tipo retorico: di fronte ad un fallo di una squadra di calcio è come ricorrere, per il giudizio, al suo presidente: se domandate alla Corte dei Conti se ci vuole un sistema di valutazione questa risponderà sempre di sì. Se domandate alla Corte dei Conti se ci vuole una performance organizzativa ed individuale dirà sempre di sì. 

La Corte dei Conti, nella figura di un suo giudice, si è espressa persino contro il Protocollo sottoscritto dal Ministro della Funzione Pubblica assieme a Anci, Upi, Regioni, Sindacati il 3 maggio 2012: un giudice contro i legali e legittimi rappresentanti di milioni di cittadini: non deborda tutto questo dal suo potere? 

Se voi, amministratori, chiedete un parere ad un giudice della Corte dei Conti, noi troveremo il modo di sentire un'altra fonte autorevole; se pagherete unilateralmente e in modo non concordato le parti economiche ai lavoratori noi diremo ai lavoratori di prenderle e di proseguire con noi la lotta su ogni piano: legale, democratico, di piazza, di lotta, di manifestazioni, di iniziative fino a che avremo riconquistato il nostro ruolo negoziale legittimo, fino a che non torneremo al tavolo per contrattare i nostri salari, i nostri diritti, il nostro lavoro. 

Perché senza di noi non funziona niente, perché siamo noi a far marciare i servizi. Perché se i lavoratori incrociano le braccia i servizi chiudono. 

I lavoratori sanno bene che per riconquistare dignità, ruolo negoziale, salario e diritti del lavoro, oggi come ieri l’unica strada che ci rimane è una lotta di lunga durata. 


Contratto integrativo: nuova proposta e nuovo invito a trattare 

L’amministrazione comunale ha consegnato alla Rsu la nuova proposta di contratto integrativo e invita la rappresentanza sindacale a un incontro per l’8 giugno.

La nuova proposta e lo stato della vertenza verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà venerdì 1 giugno alle ore 10.30 in Sala Giunta. Interverranno il Sindaco Fanfani e gli assessori Magi e De Robertis.

 

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0