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L’APPELLO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO

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L’APPELLO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO


 

Il Presidente Napolitano, ieri, ha rivolto un appello ai giovani: “Scendete in campo presto e rinnovate la politica portando trasparenza”.Evidenziando nella “trasparenza”, appunto, il necessario apporto al rinnovamento della politica e sottolineando come non sia possibile fuggire dalla politica e dalla funzione indispensabile dei partiti nell’assetto costituzionale e democratico del Paese.

Condivido appieno il bisogno di impegno e partecipazione politica finalizzato alla necessità di governare con trasparenza. Valori che appartengono alla collettività, prima che a noi stessi, da cui non è possibile derogare, da cui non possiamo fuggire. Princìpi più volte richiamati nelle pagine del quaderno della nostra vita e propedeutici a qualunque attività politica.Né può dirsi che siano antitetici e neghino il “…senso di responsabilità nei confronti della città…” dovendo quest’ultimo “…andare al di sopra delle osservanze partitiche e delle tattiche…”. Parole del Sindaco Fanfani, di ieri. Parole di rimprovero. La cui costruzione sento di non condividere,proprio perché quel senso di responsabilità non può vivere se non all’ombra dei princìpi, scaturisce da essi e non può negarli.Naturalmente determina lacerazioni della coscienza ed abrasioni sulla pelledell’individuo, ma a salvaguardia e non contro la collettività.

Oggi è sempre più necessario compenetrare la necessaria funzione della politica, collettore di bisogni e trasformatore di idee in progetti e programmi (sia pure mediati da una visione, una cultura, una tradizione ed una adesione ideologica), con il coinvolgimento e la partecipazione attraverso la pratica quotidiana della trasparenza.

E non si può coniugare partito senza partecipazione quando già la società contemporanea ne lamenta il distacco. Né si può coniugare governo senza programma esenza la responsabilità di seguirlo, magari adeguandolo ai bisogni ed alle necessità che insorgono.

Le condizioni per la governabilitàrisiedono in una forte condivisione di idee e di valori con cui si costruiscono progetti.Su di essi sono ammessi distinguo, perché la realtà muta rapidamente ed occorre sapersi adeguare alle nuove necessità, alle nuove informazioni, alle nuove tecnologie. Ma sono variazioni nella forma, non nella sostanza, avendo peraltro, proprio nella fase di costruzione delle alleanze, già avuto l’accortezza di mediare alla ricerca della condivisione.

Resta una strada maestra da percorrere e passa tutta dalle nostre mani, dalla nostra capacità di saper interpretare storicamente la realtà. L’aver spostato la verifica nella sede regionale non fa che allontanarci dalla soluzione. Chi meglio di noi può capire ed interpretare i bisogni e gli interessi della nostra comunità ? Solo nella piena autonomia locale è possibile ritrovare le ragioni dello stare insieme.

Il tema sono i beni comuni e chi li governa. Abbiamo ampiamente condiviso la prospettiva:l’interesse della collettività. In ordine all’efficienza, al risparmio, all’attenzione ed al rispetto per le fasce più deboli, alla qualità della salute, al rispetto per il territorio, alla legalità.

Può accadere che ciascun partito voglia distinguersi, ponendo magari prioritariamente l’attenzione alla legalità piuttosto che al risparmio o all’efficienza. Ma lo sforzo non è dare ordine alle priorità ma rispettare i contenuti.

Abbiamo perso il bandolo ?Lo si recupera con dichiarazioni politiche, non spostando la verifica. 

E’ la politica che è mancata in questi giorni. Dalla politica occorre ripartire.

 


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