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IMU: CONFESERCENTI INCONTRA NANNICINI

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IMU: CONFESERCENTI INCONTRA NANNICINI

Chiesta equità tra immobili strumentali in tutti i settori

 

Incontro in Confesercenti con l’onorevole Rolando Nannicini, componente della commissione bilancio e membro della commissione parlamentare sul federalismo, per affrontare la questione relativa all’Imposta Municipale Unica. Ieri sera a Terranuova Bracciolini nella nuova sede del Valdarno i vertici dell’associazione di categoria e i commercianti hanno sollevato le questioni legate all’Imu.

“L’associazione di categoria – dichiara il direttore Mario Checcaglini – ha rilevato evidenti anomalie che contraddistinguono il provvedimento.  C’è infatti manifesta disparità di trattamento tra gli immobili. I negozi sono quelli che subiscono il maggior incremento del moltiplicatore della rendita catastale  rispetto al precedente stabilito per l’ICI. L’incremento è del 62% per i negozi, il 40% previsto per altra destinazione. Non si tratta di elevare il moltiplicatore per le altre tipologie di immobile, semmai portare l’incremento di tutti al 40%, che non è poco”.

È questa solo una delle differenze di trattamento che pone il problema di equità e che ha spinto Confesercenti a sollevare le proprie perplessità.

“La richiesta del pagamento – continua Checcaglini – della prima rata dell’IMU, prevista per i prossimi giorni, si inserisce in un contesto assai complicato dal punto di vista economico è sotto gli occhi di tutti quanto i  consumi e gli investimenti ristagnino pesantemente nel corso del 2012. Le tre manovre succedutesi dall’agosto al dicembre 2011 hanno portato nelle casse statali 48 miliardi di cui 40 conseguenti alle maggiori entrati e solo 8 a riduzione di spesa. Incrementi di tassazione cui non sono corrisposte riduzioni di spesa. Sono allarmanti adesso i dati che escono dall’analisi del quadro economico nazionale. Nell’ultimo trimestre 2011 si registra la caduta del Pil, e degli investimenti a picco del -9,1%. È calato il consumo delle famiglie (-2,8%) e la domanda nazionale del -5,5%. La preoccupazione è che i Comuni prevedano ulteriori tassazioni”.

È con queste premesse che Confesercenti ha posto la questione all’onorevole che si è dimostrato attento alle richieste della categoria. “La situazione disastrosa del Paese – ha spiegato Rolando Nannicini - al momento dell’approvazione della manovra non ha lasciato margini. Adesso, anche alla luce di vaie contraddizioni, sarà  possibile correggerlo. Già il parlamento per esempio è intervenuto per il settore agricolo e quindi è possibile intervenire anche sul comparto del commercio”. “fate bene a chiederlo”, ha continuato Nannicini.

C’è soddisfazione da parte della categoria per le parole espresse che aprono uno spiraglio. Ma la sensibilizzazione di Confesecenti prosegue anche nei confronti delle amministrazioni comunali. “Inviteremo i sindaci – prosegue Checcaglini – a tenersi sotto alla percentuale standard nell’applicazione delle aliquote Imu, comunque non incrementarle. Le risorse che derivano dall’applicazione delle aliquote standard dovrebbe garantire risorse per fare fronte ai tagli dei trasferimenti del governo nei confronti degli enti locali. Comunque lo si potrà meglio valutare dopo il pagamento della prima rata: ed è perciò incomprensibile l’atteggiamento di chi incrementa le aliquote già da oggi, peraltro potendolo fare entro la fine del mese di settembre. L’Imposta Municipale Unica non deve rivelarsi un balzello utile a far quadrare i bilanci dei comuni colpiti dai tagli statali”.

E preoccupazione è stata espressa anche dal Presidente Brogi che ha focalizzato l’attenzione sul settore ricettivo e alberghiero. “Le strutture alberghiere – ha concluso Brogi – più di altri subiscono l’Imu a causa delle grandi superfici. C’è bisogno di sensibilizzare i comuni per evitare che l’Imu si riveli un salasso insostenibile. Confesercenti ha avviato una serie di incontri per chiedere ai sindaci del territorio di applicare le aliquote al minimo nella forbice prevista dalle normative nazionali gravando il meno possibile sulle imprese. Inoltre la richiesta ai parlamentari aretini è quella di impegnarsi per modificare il provvedimento Imu, arrivando ad una norma che consideri in modo paritario gli immobili strumentali in tutti i settori, dal commercio al produttivo”.

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