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IL SICET CISL E L’IMU

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IL SICET CISL E L’IMU

Riflessioni sulla nuova imposta comunale che sostituisce l’ICI

 

AREZZO - Proprio in questi giorni i CAF delle varie organizzazioni sindacali e delle diverse associazioni stanno distribuendo i modelli “F 24” inerenti il pagamento dell’acconto previsto per l’IMU (Imposta Municipale Unica) che sostituisce la precedente ICI, cioè la tassa comunale sulle case.

Il Sindacato Inquilini Casa e Territorio (SICET) di Arezzo, nella persona del suo segretario territoriale Roberto Benci, fa presente, in relazione all’imposta di cui sopra, che questa si è rivelata fonte di malcontento non tanto per il pagamento di ciò che è previsto per la prima casa quanto per le seconde abitazioni date in affitto a canone agevolato o in comodato ai propri figli.

Sulla prima casa l’IMU si è rivelata, come previsto dal Segretario del SICET CISL, non troppo pesante a causa del fatto che le rendite catastali di gran parte delle abitazioni di Arezzo sono meno alte di quelle in vigore nelle grandi città, ma anche grazie alla riduzione di 200 euro previsti dalla legge ai quali si aggiungono 50 euro per ogni figlio a carico.

E’ così che una buona parte dei proprietari dell’abitazione in cui risiedono si è trovata a non dover pagare nulla o cifre non esagerate, simili a quelle piuttosto ridotte che venivano versate prima che l’ultimo governo Berlusconi avesse eliminato del tutto questa imposta. I problemi, invece, ci sono e non pochi per i proprietari di seconde case date in comodato ai figli o in locazione a canone concordato, cioè ridotto rispetto all’affitto libero.

Mentre, prima, sulle abitazioni concesse in uso gratuito non si doveva pagare l’ICI, perché non erano fonte di reddito, con l’IMU anche queste sono state messe sullo stesso piano di quelle date in locazione a canone libero. Ciò, secondo il Segretario del SICET, non è giusto perché tali appartamenti non danno alcun introito e sono il frutto di sacrifici fatti dai genitori per agevolare la vita dei propri figli.

A questo si aggiunge il fatto che non c’è differenza sull’IMU da pagare per le case date in locazione a canone ridotto o per quelle ad affitto libero, per cui il proprietario di un’abitazione data in affitto con canone ridotto si sentirà spinto a trasformare il contratto, appena gli sarà possibile, in libero, aumentandone l’importo,  per rifarsi delle maggiori spese previste dall’IMU.

Ciò, pertanto, si ripercuoterà negativamente sugli inquilini tutelati dal SICET che si troveranno costretti a versare affitti più alti di quelli che stanno pagando.

Il Segretario Territoriale del SICET CISL, che ha già fatto presente nel corso di un incontro con l’assessore al bilancio, i problemi sociali legati a questa tassa, fa dunque appello affinché, in sede del versamento a saldo dell’IMU, previsto per dicembre, sia tenuto conto di quanto detto e che si tenga presente la necessità di abbassare le aliquote previste per le abitazioni in comodato o per quelle a canone di locazione concordato, perché, altrimenti, i riflessi sarebbero negativi per i più deboli che non hanno potuto acquistare una casa e sono costretti a pagare l’affitto.

 

 

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