Prima Pagina | L'opinione | Arezzo: Una difficile crisi politica

Arezzo: Una difficile crisi politica

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Arezzo: Una difficile crisi politica

La soluzione della crisi di maggioranza al Comune di Arezzo è estremamente difficile perché è una vera crisi politica di fronte alla quale la debolezza del sindaco è evidente. Tanto evidente da scomodare le segreterie regionali dei partiti.

Giuseppe Fanfani è stato eletto un anno fa al primo turno, è vero, ma ha vinto con quasi il 3% in meno dei voti percentuali dell’intera coalizione che lo sosteneva e con l’8% in meno dei voti che aveva ottenuto alla sua prima elezione nel 2006, dove ottenne il 59,2%. La perdita di consenso anche di fronte all’elettorato della sua stessa coalizione accentua la sua debolezza strutturale di essere solo un buon candidato per le sue qualità personali, non ultimo il nome. Di fronte alla perdita di consenso popolare, ben diverso avrebbe dovuto essere il suo atteggiamento nei confronti della coalizione. Di certo non quello, insostenibile, di pensare di imporre la propria volontà e decidere per tutti, su un tema delicatissimo come quello del cosiddetto “raddoppio” dell’inceneritore, in ragione del solo fatto di essere stato eletto.

Si dice e si scrive che Fanfani sia tremendamente incazzato. Probabilmente è così, perché questa crisi ad un anno dalle elezioni politiche non se l’aspettava e gli tarpa le ali. Il perché è semplice.

Sinistra ecologia e libertà (Sel), Italia dei valori (Idv) e l’alleanza Verdi - Comunisti italiani (Pdci) e Rifondazione Comunista (Prc) hanno giocato alla grande l’unica palla di cui potevano disporre politicamente. Per molto meno Bertinotti fece cadere Prodi e quindi aspettarsi grande difficoltà per il sindaco Fanfani a ricomporre la frattura è elementare.

Per rimanere in carica, Giuseppe Fanfani ha due opzioni: può contare sul solo PD oppure tentare di allargare la maggioranza. Ma in entrambi i casi i suoi progetti di crescita nazionale hanno radici corte.

Sostenuto solo dal PD non ha più potere contrattuale per un possibile scambio alle prossime elezioni politiche del 2013. Uno scambio non tanto per un seggio parlamentare, ma per un ruolo importante, come quelli da lui ventilati da tempo. Dopo le elezioni politiche, le tensioni interne che si creeranno nel PD, dove sono in molti ad essere in candidatura, emergeranno in tutta la loro violenza. E questo potrebbe portare a divisioni anche nel gruppo PD e alla caduta proprio del sindaco Fanfani.

L’unico vantaggio potrebbe venirgli da una maggioranza allargata al consigliere Scatizzi. Seria sul piano personale, ma rischiosa. Fifty/fifty. Se alle elezioni politiche ci fosse un accordo tra Pd e Udc, Fanfani ne diverrebbe l’antesignano, con l’immagine che ne trarrebbe. Ma se vincesse il progetto della grande coalizione “alla Hollande”, Fanfani sarebbe finito politicamente. Potrebbe tirare a campare come sindaco con l’aiuto del consigliere Chiericoni. Ma il Pd non lo seguirebbe nell'ordinaria amministrazione.

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0