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La partitocrazia salva il finanziamento pubblico. I radicali si oppongono e Turco viene espulso

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La partitocrazia salva il finanziamento pubblico. I radicali si oppongono e Turco viene espulso

Turco: sono stato espulso perché non sono stato ascoltato. Per come ha gestito il tutto era il Presidente che doveva essere espulso

 

 

Maurizio Turco

"Dal 1993, quando il 90,3 per cento degli italiani votò al referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti - ha spiegato Turco alla Camera -, il finanziamento è aumentato di sei volte. Oggi voi lo dimezzate. Cioè, lo moltiplicate di tre volte rispetto a quello che era". E ha concluso con un invito: "Per evitare ed evitarvi che tra qualche anno veniate qui a dirci di aver parlato di riduzione vi invitiamo a restituire alle parole il loro significato. Assumetevi la responsabilità, se ne avete il coraggio, di ripristinare il finanziamento pubblico ai partiti".

La proposta radicale è stata votata ieri sera e bocciata da 412 deputati su 505.

"Il senatore Luigi Sturzo, già nel 1957 non solo aveva capito tutto, ma aveva anche visto tutto e scriveva quello che vedeva. Nella sua proposta di legge del 1958 - che anticipava le proposte emendative che voteremo oggi - diceva: «Il problema è più largo di quel che non sia la spesa elettorale. Noi abbiamo ormai una struttura partitica le cui spese aumentano di anno in anno in maniera tale da superare ogni immaginazione. Tali somme possono venire da fonti impure; non sono mai libere e spontanee offerte di soci e simpatizzanti». Pensate un po': il senatore a vita Luigi Sturzo pensava ad un partito di cittadini, non al partito-Stato, che occupa lo Stato, finanziato dallo Stato, mantenuto dallo Stato per occuparlo, dalla RAI, all'ENI, a Finmeccanica. Lo voglio ripetere: siete voi che avete rovinato lo Stato con le vostre politiche, con le vostre organizzazioni che chiamate «partito», ma che sono delle oligarchie di occupazione dello Stato, al di fuori delle regole costituzionali!"

Rita Bernardini 

"Signor Presidente, vorrei che lei ammettesse che è in atto un ostruzionismo da parte della maggioranza di quest'Aula, perché si lavora su un provvedimento e all'ultimo istante cambia tutto e si presentano 17, 16 (o quanti sono) emendamenti, dando pochissimo tempo ai gruppi e alle delegazioni di potersi organizzare per subemendarli.
Evidentemente è necessario rispetto per il Paese, che ha votato contro il finanziamento pubblico dei partiti. Si è veramente messo in gioco e in atto il solito teatrino, che vede i partiti della partitocrazia riuniti per decidere su come spartirsi il «bottino». Questa è la realtà dei fatti e di fronte a questo ci troviamo ancora una volta.

La gente lo sa come fu votato e come votò lei stessa nel 1993. Noi abbiamo avuto una proposta precisa su questo ma voi continuate, ancora una volta, e vi mettete tutti d'accordo, nei comitati ristretti, a cambiare, ancora una volta, le carte in tavola. Credo non vi stiate rendendo conto di quello che sta accadendo nel nostro Paese".

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