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“Maramao perchè sei morto?”: giornata di studio sulla fase terminale della vita

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“Maramao perchè sei morto?”: giornata di studio sulla fase terminale della vita

Venerdì al San Donato iniziativa della Società Toscana di Terapia Antalgica e Cure Palliative “Vincere il Dolore-onlus” e della Asl8

 

AREZZO - “La vecchiaia è una malattia sessualmente trasmissibile, a lenta evoluzione e con una mortalità del 100%”. Sono parole di Paolo Cadrobbi, uno dei massimi esponenti italiani di infettivologia e soprattutto un attento osservatore delle attenzioni che il sistema sanitario deve porre alla gestione della delicata fase della vita, quando questa volge al termine, con tutte le implicazioni che comporta sul piano personale, familiare e sociale. Una riflessione che chiama in causa tutti: dalla classe medica, alla politica, alla famiglia.

Partendo da queste considerazioni, per venerdi 25 maggio presso l’Auditorium dell’Ospedale San Donato di Arezzo, la Società Toscana di Terapia Antalgica e Cure Palliative “Vincere il Dolore-onlus” organizza, in collaborazione con la USL 8, una giornata di riflessione e studio, dal titolo “Maramao perché sei morto?”

Il quadro di riferimento è di grande spessore.  In Toscana si contano 10.000 decessi/anno per tumore. Di questi,  9.000 affrontano una fase terminale e tutti  necessitano di cure contro il dolore. All’interno di questo gruppo, 4.000  devono essere sottoposti a interventi di Cure Palliative, mentre 1.000 necessitano di ricovero in hospice.

Secondo uno studio della Agenzia regionale di Sanità, la terminalità non correlata al cancro ammonta ad una cifra che va dal 50 al 100% della terminalità per malattie oncologiche.

Ecco allora che i numeri, per quanto aridi e asettici, impongono riflessioni ed azioni nei confronti delle storie di questa enorme popolazione di morenti.

Si inizia con il tema del dolore: “Ma quale dolore, quanto dolore e quali possibili cure”.”

Maramao perché sei morto? sarà un evento (aperto a tutti, ma anche corso di formazione per sanitari e psicologi) basato su conoscenza, emozioni e presa di coscienza su traiettorie di vita, come vecchiaia e demenza, che impattano in maniera decisiva su tanti soggetti, sulle loro famiglie e sulla società.

“Emozioni e conoscenza – spiegano gli organizzatori -  saranno poi l’obbiettivo che perseguiremo affrontando il morire e la morte, entità ufficialmente bandite (se non come spettacolo) dalla nostra società, ma, come vedremo, invece ben presenti e rappresentate, anche se non sempre con piena coscienza collettiva.”

 

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