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Del diritto di sciopero ad Arezzo

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Del diritto di sciopero ad Arezzo

 

La vertenza che vede i dipendenti comunali aretini profondamente insoddisfatti ha origini profonde e volerla ridurre ad un “banale” -pur importante- aspetto retributivo è riduttivo.

La macchina comunale vede sovracaricate alcune sue aree, dove gli dipendenti sono chiamati a supplire alle mancanze derivanti da scelte politiche di interventi sul bilancio, specie nel sociale, (genitori che si tassano per comprare le pentole della mensa, esternalizzazione dei servizi..), mentre si aumenta il numero dei dirigenti o si destinano soldi a iniziative più che discutibili.

La politica dell'apparire invece che del fare, venendo da un anno elettorale gli esempi si sprecano (false inaugurazioni, rotonde con cavalli, premi ai dirigenti etc)

Il cittadino non è stupido, casomai poco informato ed in questo la responsabilità di chi fa comunicazione è lampante.

Per quanto so, nessun dipendente salta di gioia per fare sciopero: diminuzione dello stipendio, utenti in difficoltà per le agitazioni, strumentalizzazioni ...............; poi ci si mette anche certa stampa.

La amministrazione Fanfani che regna sulla città da 6 anni ha le sue responsabilità, scaricarle su chi ne subisce è oltremodo spiacevole.

La crisi politica è divenuta lampante, chissà se avranno il coraggio del passo indietro.

 


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