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Il concerto inaugurale della rassegna SoNoRo

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Il concerto inaugurale della rassegna SoNoRo

Mercoledì 23 maggio alle 21 a palazzo comunale

Mercoledì 23 maggio alle 21, a palazzo comunale, concerto di apertura della rassegna di concerti di musica da camera “SoNoRo”. La rassegna si svolge con il patrocinio del Comune di Arezzo, Provincia, Fondazione Guido d’Arezzo e Fraternita dei Laici.
Il programma della serata prevede: Wolfgang Amadeus Mozart “Quartetto con pianoforte in mi bemolle maggiore, KV 493”; Nino Rota “Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte”; Johannes Brahms “Trio con pianoforte in si bemolle maggiore, op.18”.
Gli interpreti: Diana Ketler al pianoforte, Andrei Bielow al violino, Razvan Popovici alla viola, Monika Leskovar al violoncello e Reto Bieri al clarinetto.
Il quartetto per pianoforte e archi di Mozart (violino, viola e violoncello) non è stato mai particolarmente frequentato nella musica da camera. Anche Mozart lo ha trattato due sole volte: nell’ottobre del 1785 e nel novembre dell’anno successivo con il concerto qui proposto Il KV 493 si svolge in un clima espressivo di gaia distensione, appena un poco solcata da qualche ombra nel larghetto centrale, come si conviene a un lavoro che tiene immediatamente dietro all’enorme esperienza di dialogo drammatico e di introspezione interiore fatta dal compositore con le “Nozze di Figaro”.
Giovanni Rota Rinaldi (1911-1979), noto come Nino Rota, è associato alle colonne sonore di alcuni dei film più importanti della storia del cinema, da “Amarcord” a “Il Padrino”, ad “Assassinio sul Nilo”. Sono lavori talmente perfetti nel loro genere (gli hanno fruttato un Golden Globe per la migliore colonna sonora originale, un Oscar alla migliore colonna sonora e un David di Donatello) che hanno oscurato il grosso della sua produzione artistica che invece è una produzione di tutto rispetto se si pensa che comprende 22 pezzi per pianoforte, una trentina di pezzi di musica da camera, numerosi brani di musica vocale, 24 pezzi per grande orchestra fra cui 4 sinfonie.
Quando Brahms compose l’opera proposta, il 1860, si trovò implicato nella battaglia fra i musicisti di Hannover, come il violinista Joachim, che vedevano in lui il difensore e quasi la vestale della grande tradizione tedesca, e i Neo Tedeschi di Weimar e di Lipsia, spalleggiati dall’autorevole rivista “Zeitschrift für Musik” e stretti intorno a Liszt, testa di ponte con Berlioz e Wagner. In questo clima polemico Brahms dedicò gran parte dell’estate al Sestetto quasi per dimenticarne gli eccessi, anche personali, con i colleghi musicisti
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