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Possiamo parlare di Arezzo?


 

 

Restiamo letteralmente basiti nel leggere le dichiarazioni del Sindaco e dei rappresentanti del PD di questi giorni. E allora proviamo a rimettere le cose in chiaro partendo da una domanda: è possibile che ad Arezzo non ci sia nessuno che voglia parlare di politica? Perché noi questo abbiamo fatto sinora, in Giunta in Consiglio comunale così come in ogni riunione, e questo ci ostiniamo a fare ancora adesso. Ma nei fiumi di inchiostro sparsi in questi giorni, di politica sembra non voler parlare nessuno. Si sprecano appelli alla responsabilità, fioccano accuse di personalismi, fuori luogo e offensivi, nei confronti dei consiglieri Tulli, e Barone.

Ma noi abbiamo solo chiesto di dare gambe al progetto di città che abbiamo scritto nel programma elettorale: di dare agli aretini una città dall’aria pulita, con servizi che funzionano e una gestione della macchina amministrativa efficiente e trasparente. Su questi temi, abbiamo posto delle questioni serie e concrete. Non solo: ci siamo dimostrati disponibili – come è normale – a mediazioni politiche, purché rappresentassero una sintesi avanzata delle diverse posizioni e non una mediazione al ribasso. Chi riduce tutto questo ad una questione di personalismi, si arrocca in una posizione che ci pare – questa si – davvero irresponsabile.

Perché per noi la responsabilità significa proprio questo: lavorare per rendere Arezzo migliore, più sana, più vivibile, più trasparente. E lo abbiamo dimostrato rifiutando poltrone, rinunciando a prebende e soprattutto, ci teniamo a sottolinearlo, rimanendo sempre disponibili al dialogo. Lo abbiamo cercato per settimane. Abbiamo aspettato un segnale dal PD e dal Sindaco fino ad un minuto prima della conferenza stampa di giovedì; lo abbiamo aspettato prima dell’approvazione del bilancio. Non sono arrivati. Il muro dall’altra parte è stato totale. Perché chi pensa di poter fare da solo, non ha alcun interesse a trovare compromessi e spesso, troppo spesso, si trincera dietro la logica del ‘o così o niente’. Ed è per questo, solo per questo, che si è giunti alla rottura. E nonostante tutto questo, come abbiamo ribadito più volte, siamo disposti a riprendere il dialogo in qualsiasi momento, senza alcuna preclusione. A patto però di parlare di Arezzo, dei suoi problemi e di come realizzare il programma elettorale che abbiamo sottoposto agli elettori.

Tutto il resto serve solo a confondere le idee alla gente e ad allontanarla ancora di più dalla Politica.  

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