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IL NOBILE RE E I CAVALIERI DELLA TAVOLA IMBANDITA

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IL NOBILE RE E I CAVALIERI DELLA TAVOLA IMBANDITA

E' arrivata in redazione questa fiaba. In forma anonima. Unico segno è l'email "Arezzo Senza Partiti". Ci dispiace non pubblicarla ma è un vero peccato l'anonimato


 

C’era una volta, nel regno dell’Oro, un nobile re che voleva diventare imperatore. Questo re era un’artista e un poeta, un uomo dedito all’arte e alla politica, alla nobile arte della politica. Il re viveva felice, andava in giro per il regno canticchiando le sue odi, perchè al governo del Regno ci pensavano i suoi cavalieri i CAVALIERI DELLA TAVOLA IMBANDITA.

 

Il regno prosperava, non tanto per gli umili abitanti del regno dell’ORO ma per i il re e i cavalieri, che da una parte garantivano il regno al Nobile re, dall’altra volevano anche aiutarlo a coronare il suo sogno, diventare Imperatore del Sacro Romano Democratico Impero, tanto che erano stati avviati contatti con il PAPA per l’investitura sacrale nella cattedrale del Regno dell’Oro.


Tra i signori, collaboratori del Nobile Re di Oro, c’era un cavaliere detto Langellotto, quest’ultimo è stato scelto dal Re, erano amici, suonavano insieme il menestrello e canticchiavano felici nei campi e nei parchi di Oro.


Il Re era felice, si fidava di Langellotto, perchè pensava che Langellotto gli rispondesse in tutto e per tutto e fosse a lui fedele. Il Re un giorno, per diventar imperatore, nominò il Cavalier Scevola alla tavola rotonda, frutto di un'alleanza con il Regno degli Scevola, bravissimi nell'arte del tiro. Gli rimaneva da fare l'alleanza con il regno dei Sinistri, governati dal nobile cavaliere Sinistro, ma i posti in tavola erano finiti.


Allora il Nobile Re chiese al compagno di tavola del cuore, il cavalier Langellotto, di intercedere presso il Signore delle Acque, un cavaliere del regno di Oro che però si spacciava per  francese, di farsi da parte chiedendo di lasciare il Regno delle Acque al Cavalier Sinistro, così da suggellare l'alleanza unendo il regno di Oro, al regno delle Acque, al regno degli Scevola e al regno dei Sinistri, così che potesse finalmente diventare Imperatore del Sacro Romano Democratico Impero.


IL Signore delle Acque rispose picche ed anzi, chiese a Langellotto di opporsi alla cosa e di dire al re di non nominare il Cavalier Scevola nella tavola, lasciando il regno delle Acque a lui e di mettere il Cavalier Sinistro al posto di Scevola. Il Signore delle Acque quindi, per opporsi all'abdicazione, convinse il cavalier Langellotto ad opporsi alla nomina del Re, chiedendo che se proprio voleva trovare un posto al Cavalier Sinistro lo mettesse al posto del Cavalier Scevola.


Il Regno degli Scevola però così sarebbe stato fuori dall'alleanza, quindi il Nobile re andò avanti portando Langellotto a lasciare la Tavola Imbandita e con lui lasciarono gli alleati di Langellotto, la cavaliera del Regno della Parità, e il Cavaliere del regno dei 4CANTONI o 4 CANTIERI (non mi ricordo bene). Ma il nobile re era felice perchè in tal modo poteva lasciare il Cavalier Francese  a governare il regno delle Acque, mentre il Cavalier Sinistro  avrebbe preso il posto di Langillotto nella Tavola Rotonda con il risultato che il nobile Re diverrà ugualmente Sacro Imperatore e il piccolo regno di Oro verrà governato, in suo nome, dai cavalieri della tavola imbandita.


Questa storia è frutto della nostra fantasia, e come tutte le storie è fatta per insegnare ai bambini delle morali..la morale è che nella vita per fare centro si deve tirare al centro e non a destra o a sinistra, ma se non esistesse chi tira a destra o a sinistra il centro sarebbe indefinito o indefinibile..quindi per vincere non si deve tirare meglio degli altri si deve solo tirare per ultimi.

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