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Consiglio Comunale 18 maggio

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Consiglio Comunale 18 maggio

Il dibattito sul programma triennale lavori pubblici e IMU

 

L'assessore Franco Dringoli ha presentato il nuovo programma triennale dei lavori pubblici 2012\2014 “momento non certo facile per questo ambito di spesa, non dico solo dal punto di vista dell'amministrazione ma anche delle imprese in attesa di vedere liquidati i loro compensi. Anche Arezzo paga questa situazione generale. Nonostante ciò, abbiamo questo nuovo piano che prova a dare un contributo importante: abbiamo vari cantieri in corso che stiamo seguendo e altri pronti a partire secondo una logica di continuità annuale. Portiamo avanti il PIUSS, che è ora in uno avanzato stato: sono iniziati i lavori alle Logge del grano, per 1.440.000 euro, partiranno presto il Palazzo di Fraternita, oltre 2.000.000 di euro, la foresteria dell'atleta, un project financing da 4.500.000 euro, un nuovo lotto di lavori in Fortezza per più di 3 milioni di euro, il polo del digitale. Riparte poi l'interporto. Altri interventi sono finanziati e partiranno nel 2012 per 21.000.000 di euro, un sostegno all'economia locale.

Il piano si sostiene nel 2012 senza alcun mutuo aggiuntivo, un rammarico perché con i mutui ci garantivamo generalmente un 6.000.000 di euro per opere ulteriori. Siamo in ballo tuttavia per alcuni bandi per reperire risorse. In merito a queste ultime, la priorità va alla manutenzione, ovvero: sicurezza e fruibilità di scuole, strade, verde pubblico, centri sociali e rischio idraulico. Investiremo 1.800.000 euro per la coperture delle scuole comunali con impianti fotovoltaici e completeremo la rete di piste ciclabili che vogliamo connettere. Dalla Marchionna alla stazione è già possibile andare in bici. Il sottopasso di Giovi è in corso di progettazione così come a Ponte a Chiani si sta profilando la possibilità di sistemare la viabilità. Spazi culturali: concludiamo il teatro Tenda, siamo alla firma del contratto di sponsorizzazione per completare gli impianti. Il 'Petrarca': i lavori sono a buon punto. Ci sono 1.500.000 euro che finanziano il secondo lotto dei lavori. Sul primo abbiamo già investito 3.500.000 euro. Infine le casse di espansione: abbiamo l'obbligo di affrontare il problema del rischio idraulico e le casse non lo risolveranno ma lo riducono. Gli studi che alcuni ingegneri hanno fatto per il Comune dimostrano che sono una buona soluzione. Dirò di più: il sistema delle casse di espansione è funzionale anche alla deviazione del Castro ma una deviazione contenuta con investimenti contenuti”.

Il consigliere Alessandro Ghinelli si è soffermato sulla cassa di espansione del Castro: “con il sistema di casse previsto, non si risolve comunque il problema della sicurezza idraulica. Anni fa fu deciso di affrontarlo in maniera radicale e non parziale come adesso. Il piano presentato da Dringoli ha alcuni punti deboli: il 50% degli investimenti di questo Comune nei prossimi tre anni andrebbe a strade e parcheggi. Ma prima, anche in rispetto alle norme, occorre il Piano della mobilità. Ancora abbiamo il piano del traffico del 2001 e manca un sufficiente livello di programmazione su sosta e viabilità. L'amministrazione deve presentare il Pum”.

Il consigliere Luigi Lucherini è tornato sul rischio idraulico: “se con le casse di espansione non si risolvono i problemi, allora gettiamo via risorse. Il percorso dei due torrenti che attraversano Arezzo è stato modificato dall'uomo e la natura, prima e poi, si vendica. L'ipotesi fatta dalla mia amministrazione di una metropolitana di superficie era e resta valida in relazione alla necessità di deviare il percorso del torrente. I 'ritorni centenari' e quelli bicentenari sono possibili e il rischio è quello della distruzione di due terzi della città. Bisogna andare oltre l'ipotesi delle casse di espansione e progettare soluzioni maggiormente idonee a scongiurare un simile rischio”.

Il consigliere Renato Peloso ha ringraziato l'assessore Dringoli che “anche in questo piano triennale ha svolto un lavoro impeccabile pur in presenza di una situazione generale molto difficile. Fondamentali sono le scelte per la manutenzione, l'abbattimento delle barriere architettoniche, la sicurezza stradale”.

Il consigliere Pilade Nofri ha sottolineato i problemi di viabilità a Indicatore connessi all'interporto e la necessità di sviluppare il sistema del fotovoltaico nel sistema delle proprietà pubbliche.

Il consigliere Alessio Mattesini ha affermato che da anni, ormai, si poteva prevedere che l'interporto non sarebbe stato ultimato. E quindi nei sei anni trascorsi si poteva pensare a una diversa utilizzazione dell'area.

Il consigliere Roberto Ruzzi ha dedicato il suo intervento alle piste ciclabili e alle casse di espansione: “l'amministrazione dovrebbe intervenire per una viabilità alternativa a Via Tarlati e prestare particolare attenzione a Saione. Il bike-sharing: portiamo le bici sotto il Comune”.

Francesco Francini ha lamentato “la totale mancanza di programmazione e di un progetto di città. Abbiamo speso milioni di euro per parcheggi che hanno qualche difficoltà a ingranare senza avere presentato di Pum. Dal piano strutturale è stata eliminata la chiusura dell'anello a nord, oggi in parte tornate sui vostri passi e ne proponete un pezzo. Non è da oggi che l'interporto è morto ma non c'è stato un progetto in sei anni per pensare a qualcosa di alternativo a quella colata di cemento. Dell'unico progetto partecipativo sui lavori pubblici, tanto sbandierato, sulla ex Cadorna, non v'è traccia”.

Anche Lucio Bianchi, sulla ex Cadorna e il progetto partecipativo, ha sottolineato come “i cittadini abbiano scelto chiaramente che non ci siano ulteriori parcheggi. Inceneritore: è partito il bando di gara quando manca un piano interprovinciale dei rifiuti”.

Roberto Barone: “certe scelte vengono da lontano, da molto lontano, l'interporto è nato prima del 1999, nel 2003 venne firmato un protocollo di intesa assai poco stringente per le ferrovie. E ora non possiamo lamentarci che l'interporto, o meglio lo scalo merci, sia allo stato attuale. Così come non possiamo accusare Dringoli. Anzi, un tentativo per mettere un qualcosa nell'area, il mercato ortofrutticolo, è stato fatto proprio dall'attuale assessore. Il Pum: intanto c'è, è stato redatto, non sarà uscito dal cassetto ma esiste. Vogliamo addebitare i ritardi del Pum all'assessore ai lavori pubblici?”.

Per Matteo Bracciali “mancherà la programmazione, come ci viene detto, ma cosa sono se non elementi di programmazione il PIUSS, il regolamento urbanistico, il Pum? Anche quest'ultimo sarà presto in aula. Qui voglio ringraziare Franco Dringoli che in questi anni ha dimostrato di sapere gestire un ruolo così delicato in modo concreto e silenzioso, qualità che in politica si trovano di rado”.

Il piano triennale opere pubbliche è stato approvato con 19 favorevoli e 13 contrari.

 

IMU: regolamento, aliquote e detrazioni

Approvazione del Consiglio Comunale

 

Il Consiglio Comunale, su proposta dell'assessore al bilancio Marco Donati, ha approvato con 17 voti favorevoli e 15 contrari il regolamento dell’imposta municipale propria (Imu), le aliquote e le detrazioni per l'anno 2012 “modificabili entro settembre. Il Comune di Arezzo è stato inoltre dichiarato esente dall'imposta sui fabbricati rurali che sarebbe corrisposta allo 0,2 %. Il Legislatore ci consegna un'imposta dalla scarsa elasticità che consente di articolarla pochissimo, pensata per trovare gettito e anche in maniera importante”.

Luca Stella del Pdl: “ho contestato già in commissione il sistema di legare Imu e bilancio perché toglie potere al Consiglio Comunale. La Giunta aveva già deciso tutte le aliquote possibili e noi siamo qui solo a ratificare, privati di una competenza esclusiva dell'assemblea. Un primo dato: l'Imu inciderà sui cittadini di Arezzo per 20 milioni di euro. Credo sarebbe opportuno emendare la delibera in questo senso: visto che le aliquote sono immodificabili, a meno di perdersi nei meandri del bilancio, togliamo almeno la riduzione per le abitazioni affittate a canone concordato. Ci garantiamo 150.000 euro di gettito che propongo vadano impiegati per la PM, 100.000 euro per il rinnovo del parco mezzi, e 50.000 euro per un fondo di solidarietà per le indigenti”. L'emendamento è stato respinto.

Daniele Farsetti del Movimento 5 stelle ha ribadito che “il ruolo di consigliere comunale viene così svuotato di contenuto. E se ora non venissero approvate le aliquote proposte, che bilancio andremmo a votare? Nel merito, il sistema produttivo riceverà una pesante mazzata. Solo i 5 nuovi dirigenti riscuoteranno uno stipendio che seccherà una una parte del gettito Imu. Rispetto all'Ici 2007 c'è un incremento di entrate pari al 90 %, è facile così fare quadrare i conti”.

“Anch'io – ha sostenuto Luigi Scatizzi del Nuovo polo per Arezzo – non mi aspettavo questi due atti collegati nella stessa seduta: è un modo per costringere a votare con un prendere o lasciare un pacchetto intero. Avremmo poi dovuto tenere conto delle seconde case che i genitori danno in usufrutto o in comodato ai figli: non si può applicare a queste l'aliquota maggiore come per le altre seconde case. Chi è monoreddito o in cassa integrazione poteva godere dell'esenzione”.

“Ci sarebbe piaciuto - per Alessio Mattesini del Pdl – prima definire qui in Consiglio le aliquote, poi discutere il bilancio. Il tempo ci sarebbe stato, la legge ha fissato il giorno ultimo al 30 giugno”.

“Trovo amarezza a constatare – aggiunge Roberto Bardelli – che ci si lamenti sempre del periodo di crisi e poi si applica comunque l'Imu sulla prima casa”.

Roberto Ruzzi della Lega nord: “il mio movimento non vuole l'Imu perché siamo contrari che i soldi riscossi vadano a Roma. Poteva poi essere fatta una valutazione simulata sull'impatto di queste aliquote sul bilancio”.

Per Francesco Francini del Pdl “una delle aberrazioni di questa imposta è che è stata scritta male e applicata peggio. Di municipale le è rimasto molto poco, anzi si è tradotta in una patrimoniale. Avevo provato a mitigare i suoi effetti, se non altro per le prime case, con un atto di indirizzo presentato nei mesi scorsi, ovviamente respinto per arroganza politica”.

Le aliquote:


aliquota base 0,99 %;

aliquota del 0,40 % applicata alle seguenti unità immobiliari:

a) abitazione principale e pertinenze

b) abitazione e pertinenze di proprietà di anziani o disabili che acquisiscano la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata

aliquota del 0,89 % applicata alle seguenti unità immobiliari:

a) immobili concessi in locazione, a titolo di “abitazione principale” del locatario

b) pertinenze di dette abitazioni purché rientrino nel contratto locativo.

Le detrazioni: quella spettante per l’unità immobiliare adibita ad «abitazione principale» è di euro 200 maggiorata di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità immobiliare. L’importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base, non può superare l’importo massimo di euro 400.

Riduzione della base imponibile: del 50% per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili. L’inagibilità o inabitabilità deve consistere in un degrado fisico o igienico-sanitario. sopravvenuto, non superabile con interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria. Si intendono tali i fabbricati o le unità immobiliari che necessitino di interventi di consolidamento, di restauro e risanamento conservativo e che, nel contempo, risultino - anche in parte - diroccati, pericolanti e fatiscenti.

Determinano inagibilità o inabitabilità del fabbricato o della singola unità immobiliare la presenza di una o più delle seguenti fattispecie: strutture orizzontali (solai e tetto di copertura) con lesioni gravi, tali da costituire pericolo a cose o persone, con rischi di crollo; strutture verticali (muri perimetrali o di confine) con lesioni gravi che possano costituire pericolo e possano far presagire danni a cose o persone, con rischi di crollo parziale o totale; edifici per i quali è stata emessa ordinanza sindacale di demolizione o ripristino atta ad evitare danni a cose o persone; edifici che per le loro caratteristiche intrinseche ed estrinseche di fatiscenza, quali la vetustà della costruzione accompagnata dalla mancanza delle dotazioni igienico-sanitarie minime, non siano compatibili all’uso per il quale erano destinati. Non costituisce motivo di inagibilità o inabitabilità il mancato allacciamento degli impianti (gas, luce, acqua, fognature).

Imposta da non versare: qualora essa sia uguale o inferiore a 5 euro. Tale importo si intende riferito all’imposta complessivamente dovuta per l’anno e non alle singole rate di acconto e di saldo.

Interessi legali: sulle somme dovute a titolo di imposta a seguito di violazioni contestate si applicano gli interessi moratori pari al tasso legale vigente. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili.

 

Interrogazioni

La prima interrogazione della seduta è stata presentata da Gianni Cantaloni (Pdl): “l'Istat ha finanziato per una cifra pari a 450.000 euro il censimento generale della popolazione ma il Comune di Arezzo ha speso meno per le relative operazioni, compreso il compenso dei rilevatori. Come verrà utilizzata questa somma in eccesso?”.

“Visto che non sono somme di nostra competenza, è probabile - ha anticipato l'assessore al bilancio Marco Donati - che siano restituite all'Istat”.

Alessandro Ghinelli (Pdl): “la Provincia sta allestendo uno sportello bancario che dovrebbe servire come tesoreria dell'ente in via Ricasoli. Avremo così due sportelli bancari diversi, a distanza minima, che costituiscono inevitabilmente uno spreco di risorse visto che anche lo sportello comunale è lì per esercitare lo stesso servizio. Tra l'altro per pochi utenti. Spero che il Comune, assieme alla Provincia, si preoccupi finalmente di organizzare un servizio del genere unico di cui possano usufruire i dipendenti di entrambe le strutture. Paradossale che una scelta simile avvenga in un periodo come questo in cui si parla di razionalizzazione delle spese. Razionalizzazione che potrebbe riguardare anche altri ambiti, cito, ad esempio, pulizie e auto di rappresentanza”.

Luigi Scatizzi (Nuovo polo per Arezzo): “dopo due anni di permanenza, Fabio Sbrana è tornato negli Stati Uniti e non è una cosa positiva per la città come sembra potersi leggere dal comunicato dell'ufficio stampa della Usl. Non capisco come Sbrana possa mantenere una collaborazione, una partnership, con l'ospedale di Arezzo visto che va a Chicago e non a Firenze o Roma. Si tratta invece di duro colpo per la chirurgia del nostro ospedale e anche l'aver collocato il suddetto medico in aspettativa pare solo un escamotage per permettere al successore, proveniente da fuori, di maturare eventuali titoli. È un'occasione persa inoltre per formare medici aretini e renderli adatti ad applicare i modelli di robotica tanto sbandierati. Chiedo perciò uno sforzo per fermare il depotenziamento che sta subendo, in maniera un po' subdola, il nostro ospedale. Vogliamo una classe di medici attaccata non solo alla professione ma al territorio che non va visto come mero punto di passaggio di una carriera”.

Il Sindaco Giuseppe Fanfani ha risposto che “vi sono state pressioni per trattenere Sbrana ad Arezzo ma è difficile in questo ambito medico frenare le legittime ambizioni di crescita professionale. La Asl resta tuttavia impegnata nello sviluppo della chirurgia robotica e nulla resterà intentato perché non venga disperso il patrimonio consolidato negli anni. C'è il mio impegno personale a che questo non accada”.

Marco Tulli (Sel): “amianto ed eternit sono pericoli per la salute, oramai è appurato, ed è per questo che vedendo una foto dall'alto di Arezzo salta agli occhi un grande capannone abbandonato da tempo proprio nel centro della nostra città. Sul colmo del tetto si aprono delle falle. Si tratta della copertura dell'ex cinema Corso, così quando uno fa le 'vasche' non se ne accorge”.

Roberto Bardelli (Pdl): “denuncio l'ennesima beffa ai danni dei cittadini e dei dipendenti comunali: per il cosiddetto 'direttore operativo', figura a mio modo di vedere illegittima, si è persa una piccola occasione di risparmio. Perché non se ne riduce il lauto stipendio invece che trovare escamotage continui per mantenerlo?”.

Alessio Mattesini (Pdl): “siamo ancora a chiedere di conoscere le spese del Comune per Arezzo Wave, le spese delle aziende partecipate, a quanto assomma il contributo della Regione. Anzi, la domanda di fondo è? Ma il festival Arezzo Wave verrà veramente realizzato? Lo stadio, i mezzi comunali sono una spesa, non mi si venga a dire che l'amministrazione non va incontro a spese”.

L'assessore Marco Donati: “Il festival si farà e con un programma valido. Peraltro non esiste festival nazionale che possa mantenere la caratteristica della gratuità degli ingressi agli spettacoli”.

Roberto Bardelli (Pdl): “un anno e mezzo fa il Sindaco defenestrò il suo vice Marconi. In merito alla vicenda, che vedeva il vicesindaco coinvolto in una operazione immobiliare dove si configurava conflitto di interesse, il sindaco sostenne di non essere stato a conoscenza dell'operazione stessa. Marconi sosteneva invece che il Sindaco era al corrente. Cos'è accaduto in un anno e mezzo? Quando si è accorto il Sindaco di avere sbagliato giudizio nei confronti del suo vice nominato nel collegio dei revisori di Aisa?”.

Lucio Bianchi (Movimento 5 stelle): “in merito alle ultime vicende relative alle nomine, mi rivolgo all'uomo Fanfani che in una intervista ha usato i seguenti termini: serietà e correttezza. È serio e corretto reinserire Marconi fra i nominati? Alcuni cittadini avevano sfruttato la possibilità dell'autocandidatura prevista da un regolamento consiliare, peraltro monco. Bene, ho letto i loro curriculum, l'ho addirittura spulciato, perché ho creduto nella trasparenza e nella società civile. Allora chiedo: ad Aisa abbiamo un manager con i fiocchi come si vuole fare credere? La sua gestione della Ciet è stata così inappuntabile anche da un punto di vista tributario? Persone con stipendi da capogiro, le solite, tolgono spazio a giovani laureati.  Chiedo ancora se dopo gli esiti referendari e il riconoscimento del ruolo del Comitato Acqua Pubblica, il Sindaco voglia nominare presidente di Nuove Acque un suo rappresentante. Per i rifiuti, infine, basta eco-balle, anche a Napoli hanno adottato la scelta del porta a porta con successo”.

Marco Tulli (Sel): “gli abitanti di Piazza della Badia avevano chiesto che venissero installati colonnini con catene per impedire parcheggi selvaggi in una delle piazze più belle della città. Dopo due anni finalmente i colonnini sono stati installati su un lato ma togliendoli contemporaneamente dal lato dove già esistevano. Ora, su quest'ultimo transitano moltissimi studenti adesso impediti da autoveicoli in sosta o in movimento. Perché sono stati tolti?”.

Simonetta Ghezzi (Pd): “siamo a conoscenza di un impianto a biomasse di poco meno di un megawatt nella zona industriale di Rigutino. Nonostante la destinazione urbanistica dell'area sia, appunto, produttiva vi sono sorte abitazioni. L'impianto non è enorme ma gli abitanti vogliono sapere tutto sulle emissioni, il rumore e ciò che vi verrebbe bruciato”.

Sullo stesso argomento Daniele farsetti (Movimento 5 stelle) ha chiesto al Sindaco se era a conoscenza di questo progetto chiesto prima in Provincia nel 2011. Il 9 gennaio 2012 il procedimento è entrato nel vivo, nel febbraio si è tenuta la prima conferenza dei servizi che ha riscontrato documentazione carente. Mercoledì scorso, nuova conferenza dei servizi. Gli impianti sotto il megawatt non sono previsti a caso visto che così i relativi progetti non sottostanno a procedure più complesse. L'impianto è a tecnologia obsoleta e molto inquinante, e servirà ai privati a produrre energia elettrica solo per business. Chiedo perciò se il Comune ha preso parte a queste conferenze dei servizi, chi via ha partecipato, se conserva ancora le perplessità a suo tempo espresse per le centrali a biomasse”.

Roberto Barone (Idv): “il 7 settembre 2011 cominciarono i lavori per trasformare l'auditorium della scuola 'Severi' in teatro. Il Comune in un disciplinare ha accolto in parte le richieste dei genitori consentendo loro l'uso gratuito del teatro per riunioni ma non l'utilizzo sempre gratuito per 5 giorni all'anno. In fondo, l'istituto comprensivo lamentava che gli era stato sottratto uno spazio fino a quel momento a disposizione, istituto con 1440 alunni, perciò uno spazio di adeguate dimensioni è giustificato da questi numeri importanti. Peraltro, ad altro istituto è stato concesso l'uso gratuito del teatro in virtù di un progetto specifico a cui partecipa la Provincia. Il Comune è disposto a modificare il disciplinare per venire incontro anche a questa richiesta? Ricordo che la scuola 'Severi? Ha in calendario un'iniziativa a fine mese”.

Francesco Francini (Pdl): “in via Giotto vi sono alberi pericolanti, con rami in procinto di cadere, chiedo di intervenire in tempi rapidi, c'è un punto vicino alla chiesa dove il pericolo è maggiore”.

 

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