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Ufficializzata la rottura. I problemi che cominciano adesso cadranno addosso alla città (e al sindaco)

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Ufficializzata la rottura. I problemi che cominciano adesso cadranno addosso alla città (e al sindaco)

 

 

Comunque la giri, la giri male. Gianni Brunacci scriveva stanotte che questa crisi è ancora tutta da capire. E il problema principale non è capirla, ma viverla. Le facce di coloro che l’hanno spiegata questa mattina, erano la perfetta espressione del rammarico: per un cammino interrotto, per un lavoro lasciato a metà, per il senso di fallimento e frustrazione che questa decisione ha comportato. Ciò che mi ha veramente impressionato tuttavia è stato il travaglio visibile dell’assessore Dringoli. Fuori dai denti, Franco è un esponente di spicco di Rifondazione e nulla potrebbe essere più lontano dalla mia visione liberale e radicale della società civile. Ma in questi anni tutti abbiamo avuto modo di apprezzare il senso del dovere e lo spirito di servizio di quest’uomo. Al di là di errori e svarioni, che tutti possiamo fare, il sentimento che domina il mio giudizio è la profonda stima. Silenzioso e sempre al pezzo, le sue dimissioni rappresenteranno il vero problema della amministrazione.

Ormai gli interventi del PIUSS sono in avanzato stato di completamento e si potrebbe pensare che il più è fatto. Nemmeno per idea. Gli accordi con cui sono stati finanziati, non si limitano alla realizzazione degli stessi, ma alla messa in opera, alla gestione dell’intervento e  alla sua ricaduta economica sul territorio. L’Europa, stanca di vedere costruire cattedrali nel deserto, pretende che se a fronte di mirabolanti progetti, vengono utilizzati fondi UE, questi progetti vengano effettivamente gestiti e producano ricchezza. Pena la restituzione di gran parte del finanziamento ricevuto. Adesso che gran parte delle opere sono state appaltate e che stanno per completarsi, adesso è il momento di mostrare che questi soldi sono stati spesi non solo per le imprese di costruzione e per gli appalti dell’edilizia, ma soprattutto per perseguire un progetto di sviluppo del territorio. Adesso viene il bello, perchè adesso sono in ballo alcune decine di milioni di euro! E questo che ho appena citato, è solo uno dei tanti problemi che ci apprestiamo ad affrontare.

Mi permetto di essere seriamente preoccupato…

A rischio di passare per “lecchino” (cosa che non sono) posso affermare che questi progetti sarebbero molto più sicuri nelle mani di Dringoli. Allora cosa fare? La fedeltà alle proprie idee, il senso di appartenenza, l’ubbidienza agli ordini di scuderia da un lato, l’interesse per il bene comune, il servizio alla propria città, ai collaboratori e ai cittadini dall’altro, si contenderebbero la preminenza in ciascuno che dovesse trovarsi in questa situazione. Solo il suo partito può sciogliere l’arcano.

Da cittadino, da avversario politico, da chi non condivide che poche idee, ma da chi sa che il bene  comune starebbe molto più al sicuro dov’è, il mio vuole essere solo un invito alla riflessione, per trovare una soluzione che tenga al primo posto l’interesse della città. 


 

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