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Il sistema Siena alla resa dei conti

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Il sistema Siena alla resa dei conti

Si è inceppato Sesamo e son rimasti chiusi nella spelonca di Alì Babà



Il sistema Siena si svela: è stato rinviato al 21 maggio la seduta del consiglio comunale per l’approvazione del bilancio consultivo del 2011.

Si è arrivati alla resa dei conti, il sistema senese si è inceppato; lo scorso 27 aprile è stato bocciato il rendiconto 2011 dove sostanzialmente la maggioranza del sindaco Franco Ceccuzzi si è spaccata. Il sindaco si appella al senso di responsabilità istituzionale per l’approvazione del bilancio consultivo altrimenti, a suo avviso, <<la città subirebbe un grave danno, proprio ora che abbiamo deciso “profondi” e “trasparenti” cambiamenti>>, ammettendo quindi, anche se velatamente, che errori nel passato sono stati commessi.

Eppure, durante le ultime elezioni Claudio Martelli era stato massacrato per aver detto alcune verità molto prossime a quelle che, solo oggi, il sindaco ammette.

I dissidenti si appellano ai numeri del bilancio, contestando circa 5 milioni e mezzo e denunciando il grave danno, che subirebbe Siena se il bilancio consuntivo fosse, approvato in questo modo.

E non sbagliano perché, se si pensa che la stessa Corte dei Conti nella sua conclusione provvisoria sul rendiconto del municipio relativo all’anno 2010 commenta criticamente il bilancio poiché “emergono criticità e/o irregolarità gravi (…) che ineriscono comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria e/o violazioni degli obiettivi della finanza pubblica allargata e/o irregolarità contabili e/o squilibri strutturali nel bilancio dell’ente locale”.

Nel frattempo ci si dimentica che” l’attuale maggioranza” è composta dagli “attuali” dissidenti, che sono esattamente coloro i quali hanno governato la città, anzi, si dovrebbe dire, saccheggiato Siena in questo ventennio.

Sicuramente la questione dell’approvazione del bilancio consultivo 2011, cosi come il blitz della finanza in questi giorni alle sedi del Monte dei Paschi, mettono in gran luce la drammatica situazione di crisi, ma per capire come funziona il famigerato sistema Siena basterebbe ricordare che, negli anni novanta, i dipendenti dell’amministrazione comunale erano circa ottocento su una popolazione di 60 mila abitanti, oggi siamo arrivati a mille e duecento dipendenti su una popolazione che si aggira attorno ai 55 mila. Non per un caso la crisi dell’Università è dovuta anche alle assunzioni spudorate che in questi anni sono state fatte, soprattutto per il personale non docente. Guarda caso lo stesso problema si presenta per il Monte dei Paschi e il Policlinico. Tutti questi indicatori possono far sperare in un ragionevole cambiamento per il futuro.

Di certo il sindaco Franco Ceccuzzi non rappresenta il nuovo, come lui ci vorrebbe far credere, perché ha sempre avuto un ruolo fondamentale a Siena; basterebbe ricordare che nel 2007 fu eletto deputato nella nostra circoscrizione, e salutò con grande entusiasmo l’acquisto della Banca Antoveneta quando, per chi ha delle semplici nozioni di aritmetica elementari sapeva che non era stato un grande affare.

Ma la domanda più drammatica da porsi è la seguente: dove erano in quest’anni gli organi di controllo, la magistratura? Come mai non sono intervenuti nei periodi precedenti? Ed anche oggi, perché nessuno dice niente?

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