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Alfonso Papa racconta il carcere. I detenuti trattati peggio dei porci: è una vera istigazione al suicidio

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Alfonso Papa racconta il carcere. I detenuti trattati peggio dei porci: è una vera istigazione al suicidio

In Italia, dati alla mano, possiamo ormai dire di avere un triste primato: il peggior sistema carcerario d’Europa. 30 marzo: una persona detenuta nella sezione 1 B del carcere di Taranto si è impiccata intorno alle 13 e 30. Si trovava in carcere perché sottoposto a misura cautelare in attesa di giudizio Dopo la morte di una donna detenuta avvenuta ieri, è questo il secondo decesso nel giro di 24 ore che si registra nel carcere di Taranto. Una struttura che pensata per ospitare 315 detenuti, ma che oggi detiene ammassate 716 persone. Flash: alle 15 detenuto di 33 anni muore a Rebibbia: è ormai un bollettino di guerra !

Dal 1959 al 2010, l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo ben 2.121 volte, precedendo perfino la Russia.  ll nostro paese è stato condannato 15 volte per trattamenti disumani e degradanti e una volta addirittura per tortura.

il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo sulla questione, ha dichiarato che le condizioni dei detenuti sono distanti dal dettato costituzionale e che auspica, per i detenuti, una situazione quantomeno rientrante nei limiti dell’accettabilità. Lo scorso 7 Febbraio l’Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti umani per trattamento ”inumano e degradante” relativo al caso di Nicola Cara-Damiani, un paralitico detenuto nel carcere di Parma, impossibilitato a ricevere cure adeguate al suo caso ne’, data la sua condizione, deambulare tramite una sedia a rotelle a causa della presenza di barriere architettoniche.

L’onorevole Alfonso Papa, già magistrato e pubblico ministero,che ha vissuto l’esperienza del carcere dall’interno, salvo poi essere prosciolto dalle accuse per le quali era stato incarcerato, ci racconta l’inferno delle carceri italiane. Piene di ragazzi nemmeno ventenni, che si trovano dentro per uso o coltivazione di marjuana.

Eugenio Sarno, segretario generale Uil Pa Penitenziari:  “E’ una mattanza: tra auto soppressioni, aggressioni, violenze, sovrappopolamento e violazione del diritto, le nostre galere hanno perso ogni residuo di civiltà, umanità e legalità. Nonostante gli sforzi del personale, abbandonato a se stesso, nulla si può se non intervengono quelle soluzioni strutturali più volte richieste”.

Sempre Alfonso Papa, nel corso di un’intervista, alla domanda: “Cosa le resta dentro, come uomo, dopo l’esperienza in cella?”, ha risposto: “Il carcere cambia la vita. Mi porterò sempre dentro la sofferenza inumana a cui è sottoposta la popolazione carceraria, detenuti e operatori penitenziari. Manca la dignità e ogni giorno in più in celle sovraffollate e fatiscenti, è un giorno in più di tortura. Quanto alla carcerazione preventiva, essa è vera istigazione al suicidio per gli innocenti che si trovano a scontarla. Pensi che per norme comunitarie, i maiali d’allevamento hanno diritto ad almeno 3 metri quadrati di spazio. Nelle nostre celle, talvolta non si garantiscono neanche 2 metri di spazio ai detenuti. In pratica hanno più diritti i maiali. A proposito di suicidi, essi sono riscontrabili in un numero abnorme solo in Italia, laddove magari all’estero si verificano altre situazioni come ad esempio i maltrattamenti. Le carceri italiane non rispettano il dettato costituzionale ma ci si limita a torturare e a punire, piuttosto che tendere alla rieducazione di chi, da colpevole, si trova a scontare una pena”.


 

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