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EMERGENZA IDRICA NELTERRITORIO PROVINCIALE

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EMERGENZA IDRICA NELTERRITORIO PROVINCIALE

Lo stato degli invasi risente pesantemente della forte mancanza delle precipitazioni che perdura, eccetto pochi sporadici piovaschi, oramai da più di un anno

  

"Allo stato attuale è ragionevole prevedere l’impossibilità per il 2012 di rilasciare licenze di attingimento dai corsi d’acqua per usi diversi da quelli strettamente idropotabili, nonché la necessità di fare ricorso, ben prima della stagione estiva, alle ordinanze di sospensione dei prelievi dai corsi d’acqua provinciali". E’ questo il messaggio che esce dalla conferenza stampa convocata in Provincia, proprio per fare il punto su quella che sta divenendo una vera e propria emergenza idrica primaverile. "La situazione è preoccupante – ha detto l’Assessore al demanio idraulico della Provincia di Arezzo, Antonio Perferi -. Già nel mese scorso, infatti, Nuove Acque ha limitato gli attingimenti da Montedoglio e riattivato quelli in Arno a Buon Riposo". Il 2011 si è contraddistinto dal punto di vista meteorologico per un anomalo deficit di precipitazioni che ha interessato tutto il territorio regionale, con punte concentrate nelle zone interne. "In provincia di Arezzo – continua Perferi - i dati forniti dal Servizio Idrologico Regionale indicano una pioggia media cumulata distribuita sul territorio, nell’anno 2011, pari a 551 mm, contro una media dell’ultimo decennio di 991 mm. Una anomalia proseguita anche nel primo periodo dell’anno con dati che vedono precipitazioni cumulate medie nel territorio provinciale nei mesi di gennaio e febbraio pari a 43 mm contro i 147 della media degli ultimi quindici anni. Come potete capire si tratta di un apporto estremamente modesto". La crisi idrica del maggiore invaso della Toscana che alimenta un importante comprensorio irriguo in Umbria e in Toscana, l’acquedotto del capoluogo aretino e assicura nel contempo un adeguato deflusso al Fiume Tevere, ha comportato che già a partire dalla fine del 2011 le istituzioni aprissero un tavolo tecnico per fronteggiare la situazione. Infatti la criticità manifestata sulla scarsità della risorsa disponibile sull’invaso di Montedoglio, ha portato alla costituzione del "Gruppo tecnico interregionale per la gestione delle risorse idriche del sistema Montedoglio-Val di Chiana-Trasimeno", integrato dalle Province territorialmente competenti per le questioni attinenti la gestione del demanio idrico, a svolgere anche le funzioni di "Cabina di Regia" per la gestione delle azioni da proporre alle Giunte regionali, per il rispetto delle azioni volte alla corretta gestione della risorsa idrica e nella definizione di scenari di programmazione e intervento da attivare in caso di acuirsi della crisi idrica attualmente in corso.

 

Una situazione che può determinare seri problemi per quanto riguarda le capacità di rifornimento e di approvvigionamento della risorsa a disposizione della rete irrigua gestita dall’EAUT per la prossima stagione estiva, con addirittura l’impossibilità di poter mettere in funzione gli impianti di distribuzione a fronte di una così bassa capacità di pressione idraulica disponibile attualmente.

 

Lo stato di carenza idrica, a meno di una importante variazione di tendenza nel periodo primaverile, potrà avere importanti (e gravi) conseguenze anche in agricoltura. "Gli agricoltori si trovano ad avere difficoltà anche in un settore che solitamente non ne ha come quello cerealicolo - ha affermato Stefano Boncompagni, dirigente del servizio agricoltura della Provincia -. I maggiori effetti comunque, si vedranno sulle colture orticole, tabacchicole e frutticole. Purtroppo gli investimenti fatti in questi anni dagli agricoltori per razionalizzare l’uso dell’acqua, se permane questa situazione, non saranno sufficienti". La Provincia di Arezzo, considerate le problematiche legate alla scarsità di precipitazioni e alla riduzione delle portate dai principali corsi d’acqua già manifestate in questo periodo, ha già provveduto ad effettuare una comunicazione, all’inizio dell’anno, ai singoli titolari di licenze annuali di attingimento informandoli che stante l’anomalo perdurare del periodo siccitoso le licenze sarebbero state rilasciate soltanto, a seguito del parere positivo dell’Autorità di Bacino qualora, alla fine del periodo primaverile, i corsi d’acqua avessero recuperato una congrua portata naturale tale da consentire i prelievi della stagione estiva senza pregiudicare la qualità ambientale dei corsi d’acqua stessi. Sollecitando a tenere conto di tali indicazioni ai fini della corretta programmazione degli ordinamenti colturali per la prossima stagione irrigua estiva.

 

"I dati sono molto preoccupanti – ha aggiunto Alberto Pedone, geologo del servizio acque e demanio idrico della Provincia -. I nostri fiumi oggi hanno portate con valori che solitamente si registrano a inizio estate, periodo in cui si inizia a prendere provvedimenti. La situazione di stress, che riguarda pure le falde profonde, provocherà effetti anche sulle reti idriche".

 

Dalle ultime riunioni dei tavoli tecnici è emersa la necessità di porre in essere, fin da subito, tutti quei comportamenti necessari ad affrontare preparati quella che si presenta come una delle emergenze idriche più gravi degli ultimi anni. "Promuoveremo attività di comunicazione al territorio mettendo a punto una campagna di informazione concertata volta all’evolversi della situazione e alla conoscenza delle problematiche ambientali in modo da sensibilizzare la popolazione sulle corrette modalità di utilizzo della risorsa idrica e sulla riduzione dei consumi, compresi quelli potabili, limitando al massimo gli usi impropri e non indispensabili da tutte le fonti di prelievo, compresi i pozzi privati. Qualora poi, la situazione dovesse modificarsi – conclude Perferi – è chiaro che il tavolo tecnico rimodulerà gli interventi".

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