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Enzo "Pupo" Ghinazzi si confessa al Giardino delle IDEE

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Enzo "Pupo" Ghinazzi si confessa al Giardino delle IDEE

Cantautore, conduttore televisivo e radiofonico, doppiatore e oggi anche scrittore, Enzo Ghinazzi in arte Pupo non smette di sorprendere.

 


Rischio, passioni e musica sono gli ingredienti del suo primo thriller dal titolo "La confessione", edito da Rizzoli e già campione d’incassi.

Enzo Ghinazzi sarà ospite del Giardino delle IDEE sabato 31 marzo 2012 alle ore 17.00 nella consueta cornice della Sala delle Muse del Museo d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo in via San Lorentino, 8 (INFO: 0575 409050).

Prima di essere un thriller “La confessione” è un'autobiografia romanzata.

Cosa succederebbe se uno dei cantanti italiani più amati venisse ucciso durante il Festival di Sanremo?

Un grave fatto di sangue irrompe sulla scena.

Nella suite 606 dell’Hotel Royal il cantante Chico (una latinizzazione di Pupo?), all’anagrafe Enrico Bertini, viene rinvenuto cadavere prima della sua esibizione sul palco del teatro.

L’uomo era conosciuto per essere un arrivista e un narciso impegnato solo nel raggiungimento del successo ad ogni costo. Profondamente egoista ed attorniato da belle donne era praticamente odiato da tutti.

La polizia si trova davanti ad un dilemma: un suicidio o un omicidio come tutti pensano?

Ecco nascere la necessità di scoprire movente e assassino.

“Le assonanze con la realtà ci sono”, ammette Enzo Ghinazzi.

Tranne per un dettaglio: l’altezza.

Enrico, il protagonista alter ego di Pupo, è alto e prestante.

“Mi sono tolto una soddisfazione” ribatte Pupo.

E non è l'unica.

Il libro non è tenero con il mondo dello spettacolo, ne denuncia le nefandezze.

Del resto Sanremo è da sempre un amplificatore pazzesco del nulla.

Che poi una morte celebre diventi un motivo per far impennare gli ascolti non è certo una novità.

Poche tenerezze anche per la Rai.

“La confessione” è il racconto di una grande partita di poker, come è sempre stata la vita di Enzo Ghinazzi.

È la storia di un uomo che sfida la vita, la morte, i tabù.

Passare dalla canzone alla letteratura?

E’ un salto possibile e Pupo, con le sue quindicimila copie vendute in una sola settimana, sembra davvero confermarlo.

Scrive di lui l’amico Mogol: “anche con la penna in mano Pupo resta geniale. Lasciatevi trasportare dalla curiosità. Questo thriller non vi mollerà fino alla fine”.

Del resto Pupo sceglie un genere letterario che non si presta alla narrazione libera e improvvisata; sceglie di rinchiudersi negli schemi rigidi del thriller e adotta uno stile forzatamente asciutto e finalizzato alla trama.

Molto divertente e appassionante è la lettura in filigrana.

Non solo perché il protagonista – il cantante morto, che torna ripetutamente nei flashback – è evidentemente un alter ego dell’autore: personaggio di successo nel mondo della canzone e poi della televisione, uomo dalla vita sentimentale caratterizzata contemporaneamente da un matrimonio e da una relazione stabile e ufficiale con una donna che non è la moglie, nato e residente in un paesino della Toscana, con un nome di battesimo e uno pseudonimo, incallito giocatore d’azzardo.

Ma anche perché nella vicenda compaiono altri personaggi nei quali maliziosamente si possono vedere adombrate figure ben note dell’ambiente dello spettacolo (è già aperta la caccia alle ipotesi).

Sembra quasi che Pupo si stia togliendo qualche sassolino dalla scarpa – o stia mandando messaggi in codice.

Il libro si fa leggere piacevolmente.

La confessione sarà presentato ad Arezzo, all’interno della rassegna letteraria Il Giardino delle IDEE sabato 32 marzo 2012 alle ore 17.00.

Teatro dell’incontro la splendida Sala delle Muse del Museo d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo in via San Lorentino, 8 (INFO: 0575 409050).

Ad introdurre e moderare l’incontro Antonella di Tommaso e Barbara Bianconi accompagnato per l’occasione da Sergio Rossi, caposervizio del quotidiano La Nazione.

 

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