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Tutti si chiedono cosa farà il PD ?

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Tutti si chiedono cosa farà il PD ?

“Sull'articolo 18 la questione è chiusa, e non se ne riparlerà”, parola del Professor Mario Monti. Il testo verrà presentato in Parlamento tale e quale a come era stato pensato all'inizio, vani gli sforzi dei sindacati di trovare un accordo, anche se in realtà era proprio inutile una qualsiasi discussione sulla cancellazione dell'articolo in questione. La decisione è presa, e le parole del Presidente del Consiglio “tecnico” su una probabile mediazione con gli altri sindacati, mettono la CGIL e il PD all'angolo. La rivoluzione del mercato del lavoro, come annunciata dalla “macellaia sociale” Sig.ra Fornero, si baserà su tre punti chiave. 

1. contratti: la forma dominante sarà un periodo di apprendistato e poi un contratto a tempo indeterminato. Le altre forme di precariato della legge Biagi restano ma saranno contrastate con un cuneo fiscale e contributivo più pesante e maggiori controlli: sarà comunque tutto da verificare, vista l'opposizione di chi davvero conta oggi in Italia, e cioè la signora Marcegaglia.

2. licenziamenti: tutto sarà facilitato con la cancellazione dell'articolo 18, basti pensare ai casi FIAT di Melfi, dove il reintegro sarà un mero miraggio.

3. ammortizzatori sociali: saranno indeboliti, e ci sarà anche la scomparsa della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività.

Tutte le manovre richieste dalla famosa lettera della BCE verranno attuate da qui a breve, con il consenso, non tacito, del Presidente della Repubblica, pronto a firmare questa barbarie che porterebbe l'Italia alla più alta percentuale di precariato mai raggiunta negli ultimi anni, come se adesso si navigasse nell'oro. Ci appelliamo – presumiamo vanamente, conoscendo il soggetto - al senso di responsabilità del Signor Napolitano: l'articolo 18 è un principio giuridico e non un'opzione economica sulla quale tagliare liberamente.

Ci chiediamo infine cosa farà il PD, voterà a favore di questo massacro? Credo che questo gesto irresponsabile creerà molti problemi all'interno di questo partito, soprattutto se vi è ancora qualcuno che si ritiene di sinistra (!) e che si ricorda di chi prima di loro difendeva e tutelava i lavoratori, ad esempio Enrico Berlinguer.

La nostra posizione è di pieno sostegno alla CGIL, che ben ha fatto a rifiutare l'accordo e a proclamare lo sciopero generale, al quale aderiremo e parteciperemo in forza.

 

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