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Una catena umana per dire “No a tutti i razzismi”

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Una catena umana per dire “No a tutti i razzismi”

Arezzo celebra la Giornata mondiale contro il razzismo con i bambini delle scuole elementari


Anche ad Arezzo la prima "catena umana" per dire no a tutti i razzismi. Giornata mondiale contro il razzismo e anniversario della strage di Sharpeville in Sud Africa. La catena umana è promossa da Unar (Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni Razziali) e sostenuta dal Comune di Arezzo con la collaborazione di Generazioni Moderne Arezzo.

Presente l’assessore Stefania Magi insieme al rappresentante di Unar Francesco Conti ed al Presidente di Generazioni Moderne Arezzo Luca Boncompagni.

Stefania Magi: “apparteniamo tutti ad un’unica razza: la razza umana. Questo i bambini lo sanno bene. I bambini si sono presi per mano in piazza Vasari, formando una catena umana e hanno raccontato i loro pensieri facendoli volare con palloncini nella città. Un modo bellissimo di salutare la primavera e di celebrare la giornata proclamata dall'Onu per ricordare le 69 persone uccise il 21 marzo 1960 a Shaperville dalla polizia del Sudafrica, perchè manifestavano contro l'apartheid. Il  13,5% dei bambini della scuola primaria di Arezzo sono stranieri. Tutte queste giovani persone sono l’Italia di oggi e di domani, sono tutti loro i nuovi italiani. I bambini sono il nostro più grande patrimonio. Su chi altro dovremmo investire, se non su di loro? Che siano bangladesi o romeni o aretini purissimi, cambia esattamente zero. A noi adulti il compito di dare a tutti loro le opportunità di sviluppare i propri talenti, perchè possano far crescere l’Italia.

Arezzo è una delle 35 città italiane protagoniste della settimana di azione contro il razzismo promossa dall'Unar. Questo è reso possibile dalla collaborazione tra il nostro comune e l’Unar, con il quale abbiamo sottoscritto nel dicembre scorso un protocollo di intesa e siamo prossimi alla firma della convenzione che attiverà lo sportello per monitorare il territorio rispetto ad eventi di discriminazione ed offrire un luogo dove far emergere situazioni a rischio. La catena umana del 21 marzo in Piazza Vasari, avrà luogo grazie alla sensibilità ed all’impegno delle scuole Aldo Moro (Tricca), Severi (via Cocci), Staggiano, Curina, Gamurrini, Leonardo Bruni. Grazie ai bambini, che hanno già scritto bellissimi ‘pensierini’ contro il razzismo, grazie agli  insegnanti ed ai dirigenti scolastici per la sensibilità e l’impegno”.  

Prosegue Francesco Conti di Unar: “l’evento rappresenta per Arezzo un’occasione importante, poiché è attualmente l’unico Comune toscano ad aver firmato il Protocollo d’Intesa con L’Unar. Questo significa per l'amministrazione grande attenzione a questo tipo di problematiche. “No a tutti i Razzismi” si svolgerà contemporaneamente in altre 34 piazze italiane, tra le quali Piazza Duomo a Milano ed a Roma, attorno al Colosseo. Nella nostra città sarà l’associazione “Generazioni Moderne Arezzo” ad avere il compito di organizzare e di gestire la riuscita di questo importante evento. E’ grazie a questa, ma anche ad altre iniziative che faranno tappa in tutte le regioni d’Italia, che il nostro governo intende promuovere la “VIII settimana di azione contro il razzismo” che va dal 21 al 28 marzo 2012. L’Unar, a livello di istituzioni pubbliche nazionali, rappresenta il principale baluardo di difesa all’integrazione. C’è un contact center che lavora giorno e notte nei nostri uffici di Roma, raggiungibile al numero verde             800 90 10 10        per le emergenze ed ogni giorno trattiamo decine di casi di discriminazione provenienti da ogni città d’Italia. C’è necessità di informare la popolazione delle problematiche che un cittadino di un paese terzo può trovarsi di fronte giungendo in Italia, un paese con cultura, lingua, tradizioni differenti. Il nostro principale obiettivo è evitare che proprio la mancanza di integrazione porti al verificarsi di episodi di violenze. Il razzismo non è un sentimento innato, esso nasce principalmente dalla paura del diverso, ed è proprio parlando di questi temi che si crea consapevolezza tra la gente.

Il nostro vanto per l’evento di Arezzo, che vogliamo sottolineare in quanto unica eccezione in Italia, è che la catena è stata formata esclusivamente da bambini delle scuole elementari. I bambini sono simbolo di speranza per il futuro e saranno proprio loro ad insegnare a noi adulti che con l’amore, la fratellanza e il rispetto, si può sconfiggere ogni forma di razzismo”.


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