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IN MOTO SENZA CASCO

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IN MOTO SENZA CASCO

Come rompere la Ferrovia ad Arezzo

 

 

C'è un problema urbanistico aperto da molti anni ad Arezzo, e che mai è giunto a soluzione. E difficilmente può essere risolto secondo gli schemi soliti della politica, per due ragioni: il tempo limitato di cinque anni di una amministrazione ed il ricambio delle giunte. Accade che ciò che fa la mano destra quasi sempre non è condiviso dalla sinistra nella stessa maggioranza, figurarsi da maggioranze alternative. L'unica soluzione appare la costruzione di un progetto-città molto prima delle elezioni per poi giungere a presentarlo con una lista civica, una giunta già costruita ed un candidato sindaco da proporre alla gente per realizzare il progetto in tempi rapidi e senza intoppi. Per farlo è necessario cominciare a porre sul tavolo, anche in forma frammentaria, i temi aperti della città per poi renderli omogenei con il progetto. Abbiamo già aperto la questione delle Mura. Ma il vero grande problema della città è la linea ferroviaria che la divide in due.

 Molti anni fa, all'epoca di Aldo Ducci sindaco, le Ferrovie dello Stato misero il Comune di fronte ad una alternativa. Spostare la Stazione di Arezzo sulla direttissima in costruzione oppure ammodernare l'impianto elettrico della stazione attuale per una spesa all'epoca di circa 5 miliardi di lire. Fatto il dovuto paragone circa 25 milioni di euro oggi.

Passò la linea dura del fronte di resistenza dei commercianti, guidati da Sabatino Madiai, all'ipotesi di trasferimento della Stazione. Le Ferrovie non attesero la melina politica. Rimodernarono tutta l'impiantistica e la stazione è rimasta quella di allora. Il mondo e l'economia della città nel frattempo sono molto cambiati ed ogni anno si rinnova la polemica tra Comune e Ferrovie dello Stato per la soppressione dei treni, i disservizi, la lentezza del trasporto e via discorrendo. La città è rimasta divisa in due dalla ferrovia e l'intervento definito cerniera da Gregotti è stato abbandonato. Di fronte alle obiezioni storico-culturali allo sviluppo a nord della città di Arezzo, divengono obiettivi centrali la ricucitura urbanistica a sud ed il collegamento della città alla direttissima che non sono risolvibili senza una decisione drastica.  Per intenderci, tagliare tutta la ferrovia da Piazza della Stazione fino all'innesto di Olmo e trasformare la stazione di transito di Arezzo in stazione di testa. Treni adatti al collegamento veloce, tipo una metropolitana di superficie, potrebbero raggiungere la stazione sulla direttissima che era stata ipotizzata dalle Ferrovie dello Stato all'epoca. Se era valida allora vuol dire che è possibile ancora oggi. E' una battaglia che la città potrebbe provare a fare perché da una collaborazione tra il Comune e le Ferrovie queste potrebbero trarre un vantaggio molto elevato dalla utilizzazione edilizia dei terreni che a sud della città verrebbero a liberarsi. Oltretutto la trasformazione da stazione di transito a stazione di testa mantiene intatto il collegamento con le linee secondarie ed apre la soluzione ad un grande parcheggio all'interno della stazione capace di assolvere a tutte le esigenze dell'utenza sia sul lato a monte che a valle della ferrovia perché la stazione rappresenta il collegamento più ampio e più veloce sia verso Sud che verso il Centro storico.


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